Lollobrigida nella bufera: vuole abbattere gli animali “problematici”

Polemica contro il titolare del nuovo dicastero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare: animalisti sul piede di guerra per difendere lupi e orsi

“Ma pensa te se, con tutti i problemi che dobbiamo affrontare in maniera urgente, il dibattito deve spostarsi su quanti animali devo avere attorno a casa“. La questione, pare ovvio, non la si può riassumere in questi termini provocatori e semplicistici. Però ha riscosso molto successo il commento apparso sotto il post Facebook di una testata giornalistica locale che riportava la notizia della visita in regione del ministro Francesco Lollobrigida, profilo di spicco di Fratelli d’Italia nonché cognato della nuova premier Giorgia Meloni (ha sposato sua sorella).

La visita del ministro Lollobrigida in Trentino-Alto Adige per parlare di predatori: vuole davvero abbattere milioni di animali?

Il titolare del dicastero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare ha fatto tappa sulle montagne trentine e altoatesine per avviare il dibattito sul tema dei grandi predatori presenti nei boschi e tra le valli. In occasione del viaggio, si è fatto intervistare dalla stampa regionale, con cui ha discusso a lungo dell’argomento, interloquendo anche con le istituzioni (nello specifico, con il presidente della provincia autonoma di Trento, l’esponente leghista Maurizio Fugatti).

Non contento, il ministro Lollobrigida ci ha tenuto ad illustrare la questione per sommi capi anche nel colloquio apparso lo stesso giorno sul Corriere della Sera e rilanciato da decine di siti online. Una scelta che a molti è sembrata un po’ esagerata, vista la portata relativamente limitata e circoscritta del problema: è probabile che il commento dell’utente apparso sulla piattaforma social rispecchi un’opinione decisamente più diffusa, soprattutto tra chi non è particolarmente sensibile a questi ambiti.

La proposta del ministro Lollobrigida sui grandi predatori: “Abbattere le specie dannose e problematiche”

L’eco della notizia ha assunto contorni ben più grandi nel giro di breve tempo, quando le parole che il ministro Lollobrigida ha pronunciato e ribadito hanno iniziato a circolare nelle chat di attivisti e associazioni che si occupano della tutela degli animali. Nel frattempo l’esponente del governo ha voluto sviscerare la questione a tutto tondo, scatenando la reazione delle parti in causa e delle federazioni di categoria.

Questo il discorso con cui ha voluto approfondire la questione: “Sul tema dei grandi predatori va fatta una discussione seria e pragmatica, non ideologica. Dobbiamo fare di tutto per proteggere le specie in via di estinzione, perché perderle sarebbe molto grave. Ma allo stesso tempo non dobbiamo incrementare le specie che rappresentano una minaccia per la produzione nazionale e che sono potenzialmente dannose e molto problematiche per centinaia di allevatori“.

Commistione tra cani e lupi, regolazione della fauna e problemi per l’uomo: le tesi del ministro Lollobrigida

In un momento in cui, ad inizio legislatura, il rapporto tra la maggioranza di centrodestra e le opposizioni si basa soprattutto su continui botta e risposta e dichiarazioni mai concordanti, ci sarebbe già sufficiente carne al fuoco per arrivare allo scontro. Ciò nonostante, il ministro ha rincarato la dose ed è voluto andare ancora più a fondo nell’analisi del problema: “Bisogna proteggere i lupi, così come gli ungulati e i bovini. È però evidente che se 30 anni fa alcune specie erano in estinzione, proprio come i lupi, oggi sono invece sovrabbondanti: questa non è un’opinione, questo è un dato di fatto”.

“Molto spesso – ha proseguito Lollobrigida – c’è anche una pericolosa commistione tra lupi e cani e ciò produce un danno alla sopravvivenza della razza. La sovrabbondanza nuoce quindi sia all’agricoltura sia ai lupi stessi”. Per questo, secondo la sua opinione, “la soluzione dell’abbattimento non è da escludere a priori, serve un’analisi tecnica della questione, numeri alla mano, condotta mettendo da parte l’ideologismo che negli ultimi anni ha guidato l’atteggiamento verso questi problemi”.

La reazione dell’Enpa dopo le parole del titolare dell’Agricoltura: “Allibiti dalla proposta di Lollobrigida”

Apriti cielo. Senza bisogno di scomodare PD, Terzo Polo e Movimento 5 stelle, sono state decine le reazioni che si sono sollevate dopo l’uscita del ministro Lollobrigida. Tra i primi ad insorgere l’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), attivo in Italia fin dal lontano 1871 – tra i suoi fondatori anche un certo Giuseppe Garibaldi – e presente in maniera capillare su tutto il territorio nazionale con centinaia di circoli e sezioni locali. La nota ufficiale diffusa a stretto giro non lascia spazio alle interpretazioni. I vertici di Enpa si dicono “allibiti” per la proposta di abbattere orsi e lupi in Trentino-Alto Adige, ritenendola “contraria alla scienza e offensiva per milioni di italiani che sono da sempre contrari alle uccisioni dei grandi carnivori”.

“Le specie di cui parla il ministro rappresentano il patrimonio più prezioso per la nostra biodiversità, tra l’altro in grandissimo declino” prosegue Enpa, che poi ha voluto sottolineare come al giorno d’oggi esistano altri metodi di intervento per agevolare e incentivare la pacifica convivenza tra gli animali e l’uomo: “Con l’occasione, l’associazione ricorda che la nostra normativa prevede il ricorso a metodi ecologici, scientificamente validati, per la prevenzione di eventuali conflitti tra fauna selvatica e attività umane“.

Animalisti pronti allo scontro dopo le parole del ministro Lollobrigida: “Provvedimento crudele e illegale”

Proseguendo nella contestazione, Enpa ha spiegato che “peraltro, riconoscere a prima vista un lupo è quanto mai complicato e si rischia, con la politica degli abbattimenti, di colpire ibridi e quindi di fatto di autorizzare l’uccisione di cani, reato punito dal Codice penale”. Infine, l’associazione ha preso di mira anche i numeri elencati dal ministro sulla presenza di grandi predatori sul territorio regionale trentino e altoatesino: “Ci chiediamo da quali fonti il titolare dell’Agricoltura abbia preso i dati relativi a una presunta sovrabbondanza di lupi e se egli è conoscenza del fatto che proprio i lupi sono i maggiori regolatori delle popolazioni selvatiche. Pur essendo la popolazione in aumento nella penisola, i lupi non sono di certo sovrabbondanti“.

C’è da scommettere che Giorgia Meloni, divisa tra la ricerca di risorse aggiuntive da inserire nella prossima legge di Bilancio e la prima emergenza migranti che deve affrontare sulle coste siciliane, non abbia reagito particolarmente bene a questa ulteriore patata bollente. Infatti, dato l’impatto che la questione sta avendo a livello nazionale, la premier non potrà disinteressarsi del tutto della questione: gli animalisti sono già sul piede di guerra e si dicono pronti a rispondere colpo su colpo ad eventuali decisioni in materia: “Ci mobiliteremo utilizzando ogni strumento legale e coinvolgendo tutti i nostri sostenitori per bloccare un provvedimento ottuso, crudele, antiscientifico e illegale“.