Chi potrebbero essere i ministri del governo Draghi: tutti i nomi

Al via il "toto-ministri" del Governo Draghi: tutti i nomi in lizza e le preferenze espresse dai partiti

La prima tranche di consultazioni per dar vita al Governo Draghi è ormai al giro di boa. E così, tra nomi possibili e papabili dei nuovi ministri, i giochi di forza tra partiti di maggioranza e opposizione continuano.

Governo Draghi: come verranno spartite le “poltrone”

Non essendo ancora terminati gli incontri (finito il primo, infatti, è probabile che si avvierà un secondo giro di consultazioni), sui nuovi ministri scelti dal Governo Draghi, al momento, si possono solo avanzare delle ipotesi.

Quello che sembra ormai chiaro è che il Premier incaricato abbia intenzione di mantenere saldi gli equilibri interni, per questo motivo, come riporta Repubblica, il suo Esecutivo potrebbe essere formato da venti ministri – otto tecnici e dodici politici – così distribuiti:

  • 3 ministri al Movimento 5Stelle;
  • 2 a testa per Pd, Forza Italia e Lega;
  • uno per Italia Viva e Leu;
  • uno per i gruppi minori.

Al di là della spartizione prettamente numerica, tuttavia, bisognerà anche individuare dei nomi che – in linea di massima – siano in grado di mettere d’accordo tutti. Ma chi?

Ecco chi potrebbero essere i ministri del governo Draghi

I nomi che circolano al momento sui nuovi possibili ministri del Governo Draghi sono, come già ribadito, ipotesi. Secondo Repubblica, Lega avrebbe intenzione di proporre Giancarlo Giorgetti allo Sviluppo economico, cui ministero però Mario Draghi sembrerebbe voler affidare a un dirigente di Bankitalia come Daniele Franco o Federico Signorini, oppure ancora Dario Scannapieco della Bei.

E Roberto Gualtieri? È stato detto che, una volta lasciato il posto di Tesoriere dello Stato, potrebbe candidarsi a nuovo sindaco di Roma. Lui stesso, però, ha più volte smentito questa ipotesi.

In bilico sarebbe inoltre il ministro della Difesa uscente Lorenzo Guerini, che con il nuovo Governo potrebbe in alternativa ricoprire la carica di sottosegretario con delega ai Servizi. Anche in questo caso, tuttavia, il suo non è l’unico nome in lizza: Forza Italia infatti alla Difesa vorrebbe Alessandro Pansa, ex capo della Polizia che, in caso contrario, potrebbe ricevere la delega agli Interni. Ma allora Draghi dovrebbe rivedere la sua posizione iniziale, ovvero quello di affidare la delega agli Interni a un esterno, cui nome papabile in questo momento parrebbe essere quello dell’uscente Luciana Lamorgese.

Per quanto riguarda il PD, invece, Nicola Zingaretti non ha né confermato né escluso di volere entrare nel governo Draghi, ma intanto le richieste del suo partito sembrerebbero tutti convergere nell’affidare a Dario Franceschini il ruolo di Presidente della Camera (che a sua volta si starebbe contendendo con Roberto Fico, voluto dai 5Stelle).

Forza Italia e i partiti minori

Come nuovi ministri del Governo Draghi, Forza Italia avrebbe proposto tre nomi, ovvero quelli di: Mariastella Gelmini, Anna Maria Bernini e Antonio Tajani.

Leu invece è intenzionato a confermare Roberto Speranza in un ruolo centrale al ministero della Salute, mentre Italia Viva ha proposto Faraone, Rosato, Bellanova, Bonetti.

Per i gruppi minori di ispirazione europeista, infine, sono stati proposti Bruno Tabacci o Carlo Calenda.

Conte potrebbe ritornare al Governo

Per quanto riguarda il futuro di Giuseppe Conte, seppur nei giorni scorsi si è detto che l’intenzione dell’ormai ex Primo Ministro sia quella di tornare a fare il Professore universitario (ritirandosi così dalla politica), nelle ultime ore si stanno facendo sempre più insistenti le voci che lo vedrebbero ritornare al Governo.

Dopo il contributo dato in piena emergenza sanitaria, a seguito delle sue dimissioni e la crisi di Governo risolta con l’ingresso in campo di Mario Draghi, il lavoro di Conte potrebbe non essere ancora finito. L’ex Premier, quindi, al contrario di quello che è stato detto e scritto, potrebbe ritornare ad avere un ruolo all’interno della nuova squadra formata da Draghi. Anche in questo caso, va di nuovo specificato, si tratta tuttavia di ipotesi.

In particolare, a Giuseppe Conte potrebbe andare il ministero degli Affari Esteri o quella della Giustizia. Conte gode dell’appoggio dei pentastellati, ma resta da capire in quale ministero. È vero che potrebbe essere un nome papabile per gli Esteri, ma attualmente quel posto è ricoperto da Luigi di Maio, per cui i 5Stelle sono decisi a chiedere una riconferma. Escludendo gli Esteri, quindi, resta il ministero di Grazia e Giustizia, anche se il ruolo di Guardasigilli se lo starebbero contendendo altri in questo momento: un tecnico, l’ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia – nome su cui vorrebbe puntare Mario Draghi – e Stefano Patuanelli, proposto dal Movimento 5Stelle, che garantirebbe la tenuta del gruppo al Senato.

D’altronde lo stesso Conte, rispondendo ai cronisti al termine della mattinata che ha visto il vertice dei big del M5S e le consultazioni dei pentastellati con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, ha affermato: “Guardo sempre al futuro, bisogna pensare al bene dell’Italia, quindi nessun rammarico . Cerchiamo e auguriamoci che si creino le condizioni affinché il Paese sia messo in sicurezza al più presto. Sono tante le urgenze del Paese, i sentimenti personali non hanno alcun rilievo”. Parole le sue che, di fatto, non escludo un suo ritorno.

I nomi proposti dalla Lega

Matteo Salvini (uno dei maggiori sostenitori del ritorno alle urne insieme a Giorgia Meloni) ha fatto sapere che il suo partito è pronto a sostenere il Governo Draghi. I nomi che sono stati proposti dal Carroccio, nello specifico, sono due: il già citato Giancarlo Giorgetti, grande sostenitore dell’ingresso in maggioranza, e Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera. Il primo, Giorgetti, potrebbe andare allo Sviluppo economico, oppure essere il nuovo ministro dell’Economia.

Salvini dopo il primo incontro con Draghi ha detto: “Su molti temi c’è una condivisione interessante. Abbiamo parlato di lavoro, imprese, sviluppo, di cantieri da riaprire. Tra le nostre priorità c’è il ‘no’ all’aumento di qualsiasi tassa, il ‘no’ alla patrimoniale e all’aumento dell’IMU, dell’IVA e dell’Irpef, oltre che al sostenimento delle imprese e ad un utilizzo efficace dei fondi europei”.

“Noi pensiamo ad un’Italia che riapre e che riparte. Abbiamo parlato anche di questo, di riaperture, di ritorno alla vita – ha aggiunto il leader del Carroccio facendo riferimento alle attuali restrizioni anti Covid – Sul piano sanitario e vaccinale non c’è politica che tenga: basta che non ci siano gli errori e gli sprechi dell’epoca Arcuri”.

Al termine delle consultazioni, infine, lo stesso ha spiegato che la posizione della Lega nei confronti del nuovo Governo non sarà mai quella del “forse”: “La settimana prossima diremo sì o no. Non abbiamo parlato di ministri o formule di Governo, ma la Lega non sarà per il forse. Se saremo convinti del progetto sarà un sì convinto”.

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