Miliardario a capo della multinazionale fa il rider in incognito: la storia

Il ceo di Deliveroo veste per qualche ora a settimana i panni di uno dei suoi fattorini per andare a fare le consegne

Una volta a settimana toglie i costosi vestiti da Ceo di uno dei più estesi imperi della Gig economy e mette quelli del rider, per controllare di persona come va l’azienda. Il miliardario fondatore e amministratore delegato di Deliveroo, Will Shu ha rivelato di andare spesso a fare le consegne dei cibi a domicilio prenotati tramite la sua app.

Miliardario a capo della multinazionale fa il rider in incognito: la crescita di Deliveroo

Con la sua nota società di “delivery”, una delle più grandi a livello mondiale, durante il periodo della pandemia si è arricchito ancora di più grazie alla crescita inevitabile del giro d’affari, a causa dei diffusi lockdown in tutto il pianeta.

Dalla sua sede nel Regno Unito, soltanto nel primo trimestre del 2021, ha visto impennare le transazioni della sua multinazionale fino a raggiungere quasi quota 71 milioni e aumentare i propri ordini del 114%, per introiti pari a 1,65 miliardi di sterline.

Ma come spesso capita, dai piani alti del suo colosso dell’economia digitale del valore attuale 5 miliardi di sterline, per Shu può essere complicato tenere il polso della situazione e così si cala nel ruolo di rider, andando in bici per Londra a recapitare personalmente ai suoi clienti pizza, sushi e hamburger.

Ho fatto cinque consegne l’altra sera nel quartiere di Notting Hill”, ha svelato Shu nel suo podcast ‘The Diary of a Ceo’.

“Nessuno mi ha riconosciuto, del resto non sono una celebrità. Lo staff dei ristoranti era rude. Mi lamentavo che ero in attesa da troppo tempo e rispondevano: ehi, ragazzo, stai buono. Poi finalmente è arrivato il cibo ed era piuttosto freddo. Glielo dico e ribattono: consegnalo e non rompere. Mentre me ne andavo un altro fattorino di Deliveroo, anche lui senza riconoscermi, è venuto da me e mi ha detto che li trattano sempre così” ha racconto attraverso i social.

Due gli obiettivi di questa iniziativa singolare: oltre a quello di capire meglio le condizioni dei suoi dipendenti, Shu può così verificare con mano anche se il comportamento degli esercizi commerciali a cui presta servizio è in linea con i valori dell’azienda. E come riporta nella sua testimonianza, tra ristoratori sgarbati e cibi usciti già freddi dalle cucine, spesso non è così.

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