Come sarà la nuova Maturità? Il ministro svela il piano

Pochi mesi alla maturità e prime indicazioni su come sarà l'esame: il ministro Valditara apre al ritorno al passato dell'era pre-Covid

Con la conclusione delle festività natalizie e l’arrivo del nuovo anno, al ritorno dietro i banchi di scuola già dal primo giorno di lezione del 2023 saranno migliaia gli studenti in giro per l’Italia ad avere un pensiero fisso: la maturità. Come ogni anno, infatti, sono numerosi i ragazzi chiamati ad affrontare l’esame di Stato, quello che permette di ottenere il diploma per poi proseguire la propria istruzione con l’iscrizione all’università o di affacciarsi al mondo del lavoro.

Il 2023, in tal senso, non fa differenza, ma rispetto agli anni passati c’è tanta attesa per capire come si svolgerà l’esame. Dopo un triennio fortemente condizionato dal Covid, infatti, quest’anno scolastico è il primo senza Dad e dunque, di conseguenza, anche le modalità d’esame dovranno essere riviste. A parlarne è stato Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito del governo Meloni.

Maturità 2023, ritorno al passato

Nel corso di un’intervista rilasciata a La Stampa, infatti, il ministro si è sbilanciato su quello che potrebbe essere l’esame in vista della prossima estate. Ad ascoltare con maggiore attenzione le parole del ministro dell’Istruzione sono i maturandi che, con l’arrivo del 2023, vedranno avvicinarsi sempre più gli esami per ottenere il diploma. A sei mesi dalla fine dell’anno scolastico e con l’avvicinarsi della fatidica data, Valditara ha quindi sottolineato che l’intenzione è ritornare “al passato”, ovvero all’esame di maturità com’era prima del Covid (qui vi abbiamo parlato del congedo mestruale a scuola).

Il ministro ha ricordato che la legge che regola l’esame è quella del 2017 ed è quella attualmente in vigore che si vorrebbe far tornare dopo i tre anni di emergenza. “Prima di decidere ho sentito esperti e addetti ai lavori” ha detto Valditara, che ha sottolineato che se il piano non dovesse funzionare si cercheranno altre soluzioni. Ma come funzionerà quindi la nuova-vecchia maturità? Si tratterà di  “un colloquio interdisciplinare” che ha l’obiettivo di “valorizzare le competenze degli studenti e verificare la loro capacità di fare collegamenti tra le materie”.

Non sarà dunque un’interrogazione nelle varie materie, ma ulteriori chiarimenti arriveranno nelle prossime settimane, col ministro che ha sottolineato che invierà “una circolare che chiarirà esattamente come andrà svolto il colloquio”.

Le proteste dei movimenti studenteschi

Nonostante sia l’esempio di un tentativo di ritorno alla normalità pre-Covid, le parole del ministro Valditara non sono state accolte positivamente dagli studenti. Nello specifico è la Rete degli Studenti Medi che ha protestato con forza, sottolineando che questa tipologia d’esame “non è espressione del percorso dello studente“.

“Torna il tanto contestato esame del 2019, con le buste estratte a sorte, una seconda prova con entrambe le materie d’indirizzo e le Invalsi come requisito di accesso. Non si riesce a comprendere come estrarre a sorte una busta possa essere il fondamento per una valutazione finale” ha spiegato Paolo Notarnicola, coordinatore nazionale della Rete. Poi ha sottolineato: “Si tratta di una scelta presa nel silenzio delle stanze del ministero. Non c’è stata possibilità di discussione sul tema, il ministro continua ad affermare di voler questa grande Alleanza tra studenti, docenti, genitori e Ministero, ma fino ad ora è sola retorica”.