Renzi, il processo e i fondi sauditi: tutte le grane dell’ex premier

Il senatore e leader di Italia viva si trova coinvolto in diversi casi spinosi che lo riguardano: dai finanziamenti di Open ai soldi inviati dall’Arabia Saudita

È accusato di aver preso tre milioni e mezzo di euro in quattro anni attraverso la Fondazione Open. “Un finanziamento illecito”, secondo la procura di Firenze, perché Open era “di fatto di un’articolazione politico organizzativa del Partito Democratico” e le somme “servivano a sostenere l’attività politica dei suoi appartenenti”. Nel giorno in cui la Procura chiede il suo rinvio a giudizio (lo scorso giovedì 10 febbraio) insieme a Maria Elena Boschi, Luca Lotti, l’avvocato Alberto Bianchi e l’imprenditore Marco Carrai, Matteo Renzi parte all’attacco dei magistrati: “Li denuncio, non mi fido di loro”.

L’udienza preliminare è fissata per il 4 aprile. In quella sede tutti gli imputati dovranno difendersi per aver “ricevuto contributi in denaro tra il 2014 e il 2018, in violazione della normativa, per sostenere l’attività politica di Renzi, Lotti e Boschi e della corrente renziana del Pd”, ma anche “contributi in forma indiretta consistiti in beni e servizi, acquistati dalla Open”. La Fondazione è la cassaforte che ha sostenuto la scalata di Renzi da sindaco di Firenze a presidente del Consiglio. Nell’arco dei suoi sei anni di vita, dal 2012 al giugno 2018, ha raccolto oltre sette milioni di euro.

L’inchiesta sulla Fondazione Open

La Procura contesta circa tre milioni e mezzo di contributi ricevuti dal novembre 2014 al giugno 2018, quando la Fondazione venne liquidata. Agli atti dell’inchiesta ci sono le spese sostenute negli anni da Renzi e dai suoi collaboratori, dai cellulari ai biglietti del treno, dai taxi ai ristoranti e agli hotel. Le spese maggiori sono state quelle relative alla kermesse annuale della Leopolda. L’accusa contesta a Renzi di aver usufruito di “beni e servizi” per quasi 549 mila euro. Alcuni contributi sarebbero stati usati da Open anche per finanziare la “Campagna per il sì al Referendum”.

Alberto Bianchi, assistito dall’avvocato Fabio Pinelli, è invece ritenuto il collettore dei finanziamenti arrivati alla Fondazione sfruttando il ruolo politico di Luca Lotti per agevolare le imprese «amiche» con l’approvazione di emendamenti e norme. Per questo i pubblici ministeri hanno deciso di inserire la Camera dei deputati tra le parti lese. Nella lista di 11 imputati compaiono alcuni imprenditori accusati in concorso con Lotti e Bianchi di corruzione. Il più famoso è Alfonso Toto, legale rappresentante della “Toto costruzioni”, che avrebbe versato circa 800 mila euro affinché venissero approvate dal Parlamento norme favorevoli al suo gruppo concessionario autostradale.

Il filone dei finanziamenti sauditi

Ma non c’è solo l’inchiesta della procura di Firenze ad agitare gli animi in casa dell’ex premier. Per le consulenze svolte in Arabia Saudita, Matteo Renzi ha percepito un milione e 100 mila euro. Soldi che gli sono stati bonificati da alcune società arabe attraverso diversi accrediti. A rivelarlo è una segnalazione di operazione sospetta trasmessa dall’Unità antiriciclaggio di Bankitalia alla Guardia di finanza. Per la prima volta si ha dunque conferma dei rapporti anche economici tra il leader di Italia viva e il principe ereditario saudita Mohamed Bin Salman che tante polemiche hanno già suscitato negli scorsi mesi.

Oltre mezzo milione di euro è stato versato infatti per il suo impegno per la creazione di una città green in Arabia. Il documento è stato trasmesso alla stessa procura di Firenze, che già indagava sul ruolo del senatore riguardo a soldi percepiti per conferenze tenute ad Abu Dhabi. I pubblici ministeri hanno ritenuto infondata l’ipotesi di false fatturazioni e hanno chiesto l’archiviazione dell’indagine nei confronti di Renzi, ora valuteranno se approfondire questa nuova segnalazione dell’Antiriciclaggio per accertare se le fatture emesse da Renzi corrispondano ai fondi erogati. Finora si è infatti parlato di 80 mila euro e si dovrà analizzare la natura degli altri versamenti.