Perché la ministra Marina Calderone è accusata di conflitto di interessi

La nomina di Marina Calderone a ministra del Lavoro non sarebbe totalmente compatibile con i ruoli ricoperti fino ad oggi: vediamo i motivi

Marina Calderone è tra i ministri più discussi del governo Meloni. Nominata a capo del dicastero del Lavoro e delle politiche sociali, rientra tra le figure “tecniche” dell’esecutivo. Storica presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, pur essendo esterna ai partiti è sempre stata molto vicina alla politica, anche se in modo trasversale. Il suo è uno dei ministeri più delicati: sul tavolo finiranno i dossier relativi alla riforma delle pensioni, alla revisione del Reddito di cittadinanza, al salario minimo, al cuneo fiscale e al Pnrr. Ma a causa della stretta vicinanza professionale con il mondo delle imprese, dopo la sua designazione si è sollevata la questione del potenziale conflitto di interessi.

Qui l’elenco dei ministri del governo Meloni.

Cosa sapere sulla ministra Calderone

Calderone è nata a Bonorva nel 1965 e ha una laurea in Economia aziendale internazionale. È diventata consulente del lavoro nel 1994, all’età di 29 anni. Nel 2005 è salita alla presidenza del suo ordine professionale e dal 2009 anche del Cup, Comitato unitario permanente.

Per due mandati, dal 2014 al 2020, è stata consigliera di amministrazione di Leonardo. Tre anni fa è stata in corsa per diventare presidente dell’Inps su proposta della Lega, ma alla fine a spuntarla è stato Pasquale Tridico in orbita Movimento 5 Stelle. All’istituto di previdenza è alla fine andato il marito avvocato Rosario De Luca (anche lui consulente del lavoro) in qualità di consigliere di amministrazione.

La “scomoda” carica del marito nell’Inps

Insieme a De Luca la ministra Calderone ha fondato una società tra professionisti con sedi a Roma, Cagliari e Reggio Calabria che si occupa di consulenze alle imprese su licenziamenti, contenziosi e contrattualistica. Questo sarebbe uno dei motivi per cui la nomina al dicastero del Lavoro è stata recepita da tanti in conflitto di interessi.

Ma la questione principale è legata a quella del marito nel Cda Inps. L’ente previdenziale italiano è infatti sottoposto alla vigilanza del ministero del Lavoro, e quindi a quella della ministra. La coincidenza temporale dei due ruoli ha alzato un polverone. Così, per evitare imbarazzi alla moglie, Rosario De Luca ha deciso di dimettersi.

Qui abbiamo spiegato in cosa consiste la Quota 103 pensata dal governo.

Il comunicato dell’Usb

Il problema era stato sollevato non senza polemica dall’Unione sindacale base (Usb) già prima che si formasse ufficialmente il governo Meloni. Il nome di Marina Calderone fin da subito era stato tra i papabili per il dicastero del Lavoro.

Nei giorni del totoministri proprio il sindacato aveva ricordato attraverso una nota ufficiale che l’Inps “è un ente pubblico sottoposto a vigilanza da parte del Ministero del Lavoro”.

“Se Marina Calderone diventasse ministro del Lavoro ‘vigilerebbe’ sull’attività del marito”, è stato evidenziato, precisando di non sapere se giuridicamente si potesse parlare di conflitto d’interesse, ma spiegando di ritenere “evidentemente inopportuna la contemporaneità dei due incarichi”.

La questione del reddito di cittadinanza

Il dibattito sul presunto conflitto di interessi di Calderone tocca anche il Reddito di cittadinanza. La neoministra si è infatti detta favorevole a coinvolgere tra le agenzie chiamate a trovare un impiego ai beneficiari del sussidio statale anche quelle private. Di conseguenza, anche gli stessi consulenti del lavoro.

Qui abbiamo spiegato come cambia il Reddito di cittadinanza.

E secondo le malelingue il rischio è che possano essere favoriti gli iscritti all’ente che la stessa Calderone ha presieduto prima di entrare nella squadra di governo. La neo ministra non si è mai dichiarata ostile al Reddito di cittadinanza, purché le politiche attive – utili per ricollocare i percettori in grado di lavorare – fossero affidate appunto anche ai centri privati e non solo a quelli pubblici.