Green pass, spunta la mappa (illegale) dei locali che non lo vogliono

Una mappa inizialmente attribuita all'associazione IoApro mostra tutti i ristoranti e i bar che non richiedono il Green pass all'ingresso, andando contro la legge

Si è diffusa nelle scorse ore una notizia relativa a un gruppo di Telegram del direttivo di IoApro, l’associazione nata a inizio gennaio da un’idea del ristoratore Umberto Carriera, che riporterebbe la mappa dei locali No pass d’Italia. Il movimento, nato per manifestare contro le limitazioni anti Covid decise dal secondo governo Conte, continua da mesi a schierarsi contro le decisioni di Palazzo Chigi per fare fronte all’emergenza sanitaria.

In poco tempo ha raccolto attorno a sé i gestori che si sono schierati contro le chiusure previste a cena in zona gialla e tutto il giorno in zona arancione e ha continuato nel tempo a lottare contro tutti i tipi di misure che hanno coinvolto i locali.

IoApro ha inoltre attirato le simpatie di molti sostenitori sia tra la politica, inizialmente tra le fila della Lega di Matteo Salvini, e successivamente sul web, attraverso le dirette sui social, arrivando a organizzare sit in e manifestazioni nelle principali piazze d’Italia.

L’associazione si batte ora contro il Green pass, obbligatorio dal 6 agosto per accedere ai locali al chiuso di bar e ristoranti, considerato una violazione della libertà personale di sottoporsi o meno al vaccino anti Covid e soprattutto uno strumento che scoraggerebbe i clienti.

IoApro diffonde la mappa dei locali ai quali accedere senza Green pass: cosa c’è di vero

Ma cosa c’è di vero nella notizia riportata da alcune importanti testate, secondo cui IoApro avrebbe iniziato a censire tutti gli esercenti a favore e contro la certificazione?

Negli articoli si legge che il canale Telegram ufficiale del movimento starebbe raccogliendo segnalazioni da tutta la Penisola, diffondendo una mappa dei locali che, nonostante quanto stabilito dagli ultimi decreti, non richiederanno ai clienti di esibire la certificazione verde all’ingresso.

Lo stesso fondatore di IoApro, in una diretta pubblicata sulla pagina Facebook ufficiale, ha fatto chiarezza in merito, sostenendo di non avere nulla a che fare con il gruppo “IoApro Italia – Gruppo nazionale”, che conta quasi 14 mila membri e che sta diffondendo una mappa degli esercenti che illegalmente non richiedono il Green pass ai clienti.

Questa chat di Telegram, come si legge anche nella descrizione, è infatti gestita dal canale di informazione indipendente “Libera Espressione”, che conta 50 mila iscritti e spesso ha diffuso teorie di complotto e vere e proprie fake news riguardo la pandemia di Covid, la tecnologia 5G e addirittura Greta Thunberg.

Il movimento di Umberto Carriera ha un canale ufficiale su Telegram, “Io Apro Official”, che conta però più circa 5 mila iscritti – bisogna sottolineare che in queste ore si stanno moltiplicando in maniera esponenziale gli accessi.

In questa realtà vengono condivisi gli articoli, i post e i video già presenti sulla pagina Facebook dell’associazione, e non è stata condivisa alcuna mappa dei locali No pass che infrangono la legge. Un’iniziativa che tra l’altro agevolerà le forze dell’ordine in visione di controlli e sanzioni per chi non rispetta la legge.

Sul gruppo ufficiale di IoApro, inoltre, non ci sono segnalazioni o censimenti da parte degli utenti, che non possono scrivere direttamente nella chat.

IoApro contro i locali che richiedono il Green pass: il chiarimento del fondatore

Altri articoli pubblicati il 6 agosto, proprio il giorno dell’introduzione del Green pass obbligatorio per i ristoranti, parlano invece della diffusione da parte di IoApro di una lista nera di locali che invece, seguendo le disposizioni, richiedono il documento all’ingresso.

Addirittura viene riportato che il direttivo del movimento avrebbe invitato i seguaci a lasciare recensioni negative sulle pagine social dei locali a favore della certificazione verde rilasciata a chi si vaccina, si sottopone a un tampone con esito negativo, ha contratto il Covid e si è negativizzato o è in possesso di un’esenzione dal vaccino.

Umberto Carriera ha chiarito che nei suoi ristoranti e in quelli aderenti al movimento IoApro non sarà mai chiesto il Green pass ma, in virtù della difesa dei ristoratori e degli esercenti, l’associazione non creerà mai liste di attività pro o contro il Green pass.

Il fondatore di IoApro, nella diretta pubblicata su Facebook, ha sottolineato che ognuno deve essere libero di fare come crede, e i clienti di scegliere il locale che si avvicina di più alle loro idee.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Green pass, spunta la mappa (illegale) dei locali che non lo vogliono