La lezione anti-razzista di L’Oréal: bandita la parola “sbiancante”

La mossa della società segue decisioni simili prese da altri gruppi, come la filiale indiana di Unilever, sull'onda del movimento globale contro il razzismo

L’uccisione del 46enne afroamericano George Floyd da parte di un poliziotto bianco a Minneapolis (Minnesota) ha scatenato, a partire dalla fine di maggio, un’ondata di proteste contro il razzismo negli Stati Uniti e non solo. Ma l’indignazione collettiva non si è concretizzata solo in proteste, sit-in, manifestazioni e flash mob, ma ha avuto un impatto anche sulle policy di alcuni importanti gruppi aziendali internazionali.

La decisione di L’Oréal

Tra questi c’è il francese L’Oréal, gigante dei cosmetici, che, sull’onda del movimento anti-razzista, le cui fila si sono ingrossate nelle ultime settimane, ha annunciato la sua decisione di eliminare dalla descrizione dei propri prodotti parole come “sbiancante”.
Un comunicato stampa diffuso dall’azienda, infatti, ha spiegato: ”Il gruppo L’Oréal ha deciso di ritirare le parole bianco/sbiancante (white/whitening), chiaro (fair/fairness, light/lightening) da tutti i prodotti destinati a uniformare la pelle”. Nessun dettaglio, però, è stato diffuso in merito a un eventuale ritiro dei prodotti “incriminati”.
Non si capisce, insomma, se l’iniziativa si limiterà alla cancellazione di alcuni termini considerati controversi, o contemplerà anche l’eliminazione degli stessi prodotti dal mercato. Il gruppo ha poi spiegato su Twitter che “è solidale con la comunità nera e contro l’ingiustizia di qualsiasi tipo. Vale la pena parlarne”.

Il caso di Hindustan Unilever

La decisione di L’Oréal segue quella della filiale indiana del gruppo Unilever, l’Hindustan Unilever, di cambiare il nome della propria crema sbiancante per la pelle, fino ad ora commercializzata come “Fair & Lovely”. Tale linea di prodotti ha generato, lo scorso anno, utili per 500 milioni di dollari.
Unilever, in particolare, ha affermato di non voler più ricorrere alla parola “Fair”, impegnandosi a “celebrare tutti i toni della pelle”. Il termine “Fair”, eliminato anche dalla Johnson, fa infatti riferimento a un canone di bellezza ben preciso, che esclude quello rappresentato dalle persone di colore. Un “diktat estetico” perpetrato, affermano alcuni, dalle stesse star di Bollywood che hanno spesso sponsorizzato i prodotti sbiancanti, e che rappresenta non da oggi un tema controverso in India.
”Vogliamo puntare ad un modello più inclusivo”, ha spiegato Sunny Jain, un dirigente della compagnia. “Abbiamo capito che i termini piacevole, bianco e luminoso suggeriscono tutti la stessa idea di bellezza, che non copre tutta la realtà”.

La mossa di Johnson&Johnson

Johnson&Johnson si è spinta ancora più in là: ha infatti deciso di ritirare dal mercato il proprio siero sbiancante “Fine Fairness” della Neutrogena. Il prodotto sarà sostituito con una crema idratante dell’indiana Clean & Clear, che si chiama “Clear Fairness Cream”.

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