Lockdown soft “alla francese” dal 9 novembre? Conte assediato: cosa chiuderà e cosa no

Ci sarà o no un nuovo lockdown? Probabile. Da quando? Difficile dirlo, ma una data papabile potrebbe essere a partire da lunedì 9 novembre

Dopo la partecipazione alla videoconferenza informale dei membri del Consiglio europeo, incentrata sulla necessità di intensificare lo sforzo collettivo per combattere la pandemia, il premier Conte studia le prossime mosse per contrastare l’avanzata del virus nel nostro Paese.

Un nuovo lockdown dal 9 novembre?

Ci sarà o no un nuovo lockdown? Probabile. Da quando? Difficile dirlo, ma una data papabile potrebbe essere a partire da lunedì 9 novembre. Anche se non è esclusa un’accelerata nel caso di un rapido peggioramento del quadro sanitario.

Il Governo si è dato infatti due settimane di tempo dall’ultimo Dpcm per monitorare la curva epidemiologica del Paese, le specifiche situazioni territoriali, in accordo con le Regioni, e stabilire come e quando intervenire per mettere un freno alla crescita esponenziale dei contagi degli ultimi giorni, con i pronto soccorso allo stremo e le terapie intensive in molti casi già vicino alla saturazione.

Secondo le ultime indiscrezioni, l’Esecutivo potrebbe optare per il lockdown “alla francese”, cioè soft. Per quanto l’intenzione sia quella di favorire strette a livello locale, un nuovo giro di vite a livello nazionale sembra a questo punto inevitabile senza un’inversione di tendenza nella curva dei contagi.

Cosa succede se l’indice Rt supera l’1,5

Attenzione massima verso l’indice Rt, l’indice di trasmissione del virus che si sta pericolosamente avvicinando ai livelli di guardia e che potrebbe avere superato la soglia di 1,5 della scorsa settimana.

Un boom improvviso e incontrollato, che rischia di sfuggire di mano, e che catapulterebbe l’Italia dall’attuale scenario 3 al 4, il più grave tra quelli delineati dall’Istituto Superiore di Sanità, qualora l’Rt schizzasse sopra l’1,5.

Cosa resterebbe aperto

E quindi, dal 9 novembre cosa succederebbe? Sul tavolo c’è un lockdown più morbido di quello varato in primavera, ma che comunque comporterebbe chiusure diffuse per almeno un mese.

Chiuso tutto ciò che non è essenziale. Molto probabilmente resterebbero aperte solo le scuole elementari e medie, i negozi che vendono beni essenziali, come alimentari e farmacie, le fabbriche, le aziende agricole, proprio come sta avvenendo in Francia.

In questo quadro, ci sarebbe anche una nuova limitazione agli spostamenti, consentiti soltanto per motivi di lavoro, salute o di necessità, come fare la spesa, e tornerebbe l’obbligo di autocertificazione.

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