Lockdown prima di Natale, attenti alle partenze: i Paesi che stanno chiudendo

Prima di partire o di organizzare le prossime vacanze, forse potrebbe tornare utile sapere quali sono i Paesi ad alto rischio e quali che sono pronti a chiudere e a introdurre nuove restrizioni

Con l’allentamento delle restrizioni e l’introduzione della Certificazione verde (anche per i viaggi) molti sono gli italiani intenzionati a partire nel mese di dicembre. Dopo più di un anno e mezzo di limitazioni, la voglia di passare le vacanze di Natale in un posto diverso da casa è tanta, ed è pure comprensibile. Tuttavia, l’andamento dei contagi e della curva pandemica non è uguale in tutto il mondo, tanto che vi sono dei Paesi che stanno pensando di chiudere di nuovo in vista delle imminenti feste. Prima di partire, dunque, è consigliato sempre informarsi su quella che è la situazione epidemiologica nella località di destinazione.

A tal proposito, QuiFinanza ha provato a mettere insieme regole e restrizioni attualmente in vigore in Europa (e/o in procinto di approvazione) mentre il continente combatte un’altra ondata COVID.

Le regole per viaggiare in Italia, da e per i Paesi esteri

Prima di passare in esame quelle che sono le restrizioni locali attualmente in vigore nei principali Paesi europei più colpiti dai contagi COVID, è bene fare un ripasso delle regole di viaggio in Italia da e per l’estero.

Al momento la disciplina generale per gli spostamenti fuori dall’Italia è contenuta nel DPCM 2 marzo 2021 e nell’Ordinanza 22 ottobre 2021, che continua a basarsi su cinque elenchi di Paesi per i quali sono previste differenti misure.

  • Elenco A

Per le città inserite in questo elenco (attualmente solo San Marino e Città del Vaticano), non sono previste limitazioni per gli spostamenti da/per gli Stati e i territori indicati;

  • Elenco B

In questo elenco sono inseriti i territori a basso rischio epidemiologico, che vengono individuati con apposita Ordinanza. Come previsto dalla legge, in questi casi sono consentiti gli spostamenti da/per i Paesi in elenco B, senza obbligo di motivazione. Tuttavia, è consigliato di verificare sempre la normativa prevista per l’ingresso in ciascun Paese, in quanto potrebbero essere previste limitazioni da parte delle Autorità locali.

  • Elenco C

In base alla normativa italiana, gli spostamenti da/per i Paesi dell’elenco C sono consentiti senza necessità di motivazione (fatte salve eventuali limitazioni previste in Italia su base regionale). È sempre possibile che questi Paesi prevedano restrizioni all’ingresso. Si raccomanda di consultare sempre la Scheda del Paese di interesse su ViaggiareSicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali.

  • Elenco D

Per la normativa italiana, sono consentiti tutti gli spostamenti da/per questi Paesi (fatte salve eventuali limitazioni disposte in Italia a livello regionale). Tuttavia, la rimozione delle limitazioni agli spostamenti dall’Italia verso alcuni Paesi non esclude che questi Paesi possano ancora porre dei limiti all’ingresso. Di conseguenza, si raccomanda di consultare sempre la Scheda del Paese di interesse su ViaggiareSicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali.

  • Elenco E (tutti gli Stati e territori non espressamente indicati in altro elenco)

In base all’Ordinanza 22 ottobre 2021, gli spostamenti dall’Italia verso tutti i Paesi dell’Elenco E sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni: lavoro; motivi di salute; motivi di studio; assoluta urgenza; rientro presso il domicilio, l’abitazione o la residenza propri o di persona, anche non convivente, con cui vi sia una relazione affettiva stabile e comprovata. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo

Tali elenchi possono essere modificati con apposita Ordinanza adottata dal Ministro della Salute, di concerto con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (e possono essere sempre consultati collegandosi al sito governativo viaggiaresicuri.it).

Green pass e regole per i viaggi

Va ricordato, inoltre, che chiunque sia intenzionato a partire a dicembre, tenendo conto delle ultime disposizioni in materia di viaggi, dovrà essere in possesso del Green pass (qui le nuove regole per ottenerlo). Dal 1° luglio 2021, infatti, la Certificazione verde COVID-19 è valida come EU digital COVID certificate e rende più semplice viaggiare da e per tutti i Paesi dell’Unione europea da altri Paesi europei come Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra e Principato di Monaco e da Israele.

Nello specifico, per viaggiare in Europa ed entrare in Italia, la Certificazione verde COVID-19 del viaggiatore deve attestare una delle seguenti condizioni:

  • aver completato il ciclo vaccinale prescritto anti-SARS-CoV-2
  • essere guariti da COVID-19 (la validità del certificato di guarigione è pari a 180 giorni dalla data del primo tampone positivo)
  • oppure aver fatto un tampone molecolare o antigenico rapido effettuato nelle 48 ore prima dell’ingresso in Italia con esito negativo. I minori al di sotto dei 6 anni sono esentati dall’effettuare il tampone pre-partenza (qui le farmacie convenzionate).

La Certificazione non è un documento di viaggio ma permette di viaggiare tranquillamente in Europa (anche per motivi di turismo). Il Regolamento europeo sulla Certificazione verde COVID-19 prevede infatti che gli Stati dell’UE non possano imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di certificati – come quarantena, autoisolamento o test – a meno che “non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica”.

Qualora la situazione peggiori, quindi, il Paese dove vi trovate o quello di destinazioni potrebbe introdurre nuove restrizioni che, come previsto dal regolamento, potrebbero coinvolgere anche i turisti.

Lockdown parziale in Germania e nei Paesi Bassi: le restrizioni

Venerdì 12 novembre il primo ministro dei Paesi Bassi ha annunciato un lockdown parziale di tre settimane a partire da sabato 13 novembre. Le nuove restrizioni imporranno a bar, ristoranti e supermercati di chiudere alle 20:00, mentre i negozi “non essenziali” dovranno abbassare le saracinesche alle 18:00. Gli sport professionistici verranno praticati in stadi vuoti e le persone torneranno a lavorare da remoto in tutti i casi in cui sarà possibile.

La decisione è arrivata dopo che giovedì 11 novembre l’istituto di sanità pubblica olandese ha registrato 16.364 nuovi positivi al Covid in ​​24 ore, il numero più alto mai registrato durante la pandemia fino ad oggi, che ha ucciso più di 18.600 persone nei Paesi Bassi.

Situazione non molto diversa anche in Germania, dove il centro di controllo delle malattie ha chiesto alle persone di annullare o evitare grandi eventi e di ridurre i contatti con gli altri. Sebbene il tasso di infezione non sia alto come in altri paesi europei, il suo inarrestabile aumento ha fatto scattare campanelli d’allarme. Venerdì il Robert Koch Institute ha riportato un aumento del tasso di infezione pari a 263,7 nuovi casi ogni 100.000 residenti in sette giorni. E altri 48.640 nuovi casi sono stati segnalati dopo che il totale giornaliero ha superato i 50.000 per la prima volta giovedì 11 novembre.

La prossima settimana la cancelliera uscente Angela Merkel incontrerà i governatori statali per coordinare le misure a livello nazionale, insieme al parlamento valuteranno se introdurre nuove restrizioni prima di dicembre, a ridosso delle feste di Natale.

In Austria “lockdown per i non vaccinati”: le regole

A seguito del rapido aumento dei casi, l’Austria sta valutando se procedere con un lockdown per le sole persone non vaccinate (e non guarite dal Covid). Le nuove restrizioni, quindi, riguarderebbero concretamente chi per scelta non si è vaccinato e continuano a non volerlo fare.

“L’obiettivo è chiaro: vogliamo dare il via libera domenica a un contenimento nazionale per le persone non vaccinate”, ha detto il cancelliere austriaco Alexander Schallenbergin in conferenza stampa venerdì 12 novembre, senza però specificare quando il provvedimento entrerà in vigore. Affinché la misura possa essere applicata a livello nazionale, dovrà essere approvata dal parlamento e da una riunione dei capi di governo regionali nel fine settimana.

Viaggi in Danimarca e in Norvegia: si torna al Pass digitale sanitario

Venerdì 11 novembre, a causa dei numeri in salita registrata dalla curva pandemica, la Danimarca ha reintrodotto il suo Pass digitale sanitario che sarà necessario per entrare in determinati luoghi o eventi. Si tratta di una certificazione molto simile al nostro Green pass, rilasciato a seguito di avvenuta vaccinazione o a chi è guarito dal Covid oppure si è sottoposto ad un test risultato negativo.

Il pass serve per entrare nei locali e nei bar, prendere l’autobus, partecipare ad una festa e per sedersi al chiuso nei ristoranti. È stato originariamente introdotto il 1° luglio, poi è stato rimosso il 10 settembre, quando l’epidemia era apparentemente sotto controllo. Due mesi dopo l’allentamento delle restrizioni, il Paese ha deciso di fare un passo indietro.

Stessa decisione è stata presa in Norvegia dove – insieme alla somministrazione della terza dose di vaccino ai soggetti di età uguale o superiore ai 18 anni – il Governo ha permesso ai Comuni di introdurre nuovamente il “Corona pass”, così da poter continuare a mantenere aperte le attività a livello locale.

La situazione in Bulgaria e Romania

Bulgaria e Romania, che insieme ospitano circa 26 milioni di persone, hanno vaccinato completamente solo il 22,6% e il 33,7% delle rispettive popolazioni. E le percentuali sono ancora più preoccupanti se si prendono in considerazione solo le persone più anziane. Nelle ultime settimane il tasso di mortalità per Covid ha registrato livelli altissimi, e la situazione purtroppo non pare destinata a migliorare, tanto che i media hanno coniato il termine americano “pandemia dei non vaccinati” per descrivere la situazione in Europa dell’est.

Non sono state ancora approvate particolari restrizioni per le attività non essenziali, i lavoratori o i turisti, mentre ancora si discute sulle modalità di utilizzo di un possibile Green pass.

Attualmente Romania e Bulgaria sono inserite nell’elenco C del ministero degli Affari Esteri, i viaggi andata-ritorno dall’Italia sono pertanto consentiti senza necessità di motivazione. Tuttavia, è possibile che questi Paesi prevedano restrizioni all’ingresso o che eventuali limitazioni vengano approvate in Italia, anche su base regionale, qualora la situazione pandemica dovesse peggiorare ulteriormente.

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