Covid, in arrivo lockdown “leggero” dal 15 novembre?

Palazzo Chigi deciderà entro il 15 novembre: Giuseppe Conte potrebbe estendere e ampliare le misure restrittive

L’Italia ha superato il milione di casi positivi al coronavirus dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Mentre la curva sembra stabilizzarsi, seppur su numeri alti, a preoccupare il Comitato tecnico scientifico e il governo sono le terapie intensive e i posti letto nei reparti ospedalieri.

Per questo motivo, nonostante alcuni segnali di una frenata dell’indice di contagiosità, Giuseppe Conte sta valutando insieme ai suoi ministri nuove modalità che portino all’abbassamento dei dati. Si parla di un ‘lockdown leggero‘.

Lockdown leggero dal 15 novembre: qual è l’obiettivo

Il piano del governo è quello di arrivare a un ‘lockdown leggero’, senza smontare l’impianto dell’ultimo Dpcm. Dovrebbe partire entro domenica, 15 novembre: tre quarti delle Regioni potrebbero trovarsi in fascia arancione o rossa.

Oggi sono in zona rossa ci sono:

  • Lombardia
  • Valle d’Aosta
  • Piemonte
  • Calabria
  • Alto Adige

In zona arancione invece ci sono:

  • Sicilia
  • Basilicata
  • Puglia
  • Abruzzo
  • Umbria
  • Toscana
  • Liguria

L’allarme che ha spinto alla valutazione di questo lockdown leggero è stato lanciato dal presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, che ha voluto accendere i riflettori sulle zone gialle di Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Campania, quattro Regioni dove è “opportuno che siano anticipate le misure più restrittive”.

Lockdown leggero: come funzionerà

Il lockdown leggero dovrebbe entrare in vigore non con il varo di un nuovo Dpcm: basterebbero infatti le ordinanze del ministro della Salute, Roberto Speranza, ma anche dei governatori e dei sindaci.

Il lockdown leggero permetterebbe alle imprese, alle fabbriche e alle professioni di andare avanti: chiuderebbe invece bar e ristoranti su quasi tutto il territorio nazionale (come previsto già per zone rosse e arancioni), limitando il più possibile gli esercizi commerciali.

Il governo starebbe valutando anche la chiusura di alcune tipologie di negozi che ora, nelle zone rosse, possono rimanere aperti. Così come lo stop ai negozi nel fine settimana, ad eccezione di alimentari, farmacie, parafarmacie, edicole e tabaccai. Inoltre, sarebbero vietati gli spostamenti all’interno e tra le Regioni.

Per quel che riguarda la scuola, alcuni ministri e presidenti di Regione vorrebbero sospendere le lezioni in presenza per tutte le classi, anche alle elementari e in prima media. La ministra Lucia Azzolina, al momento, si è detta “categoricamente contraria”.

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