Nuova lista di “putiniani”: da Augias a Barbero, ecco chi sono

Dopo la prima lista del Copasir pubblicata dal Corriere, ora c'è un nuovo elenco di "putiniani" presentato alla Camera: ecco chi sono i filo-russi italiani

Dopo oltre 4 mesi di guerra l’opinione pubblica occidentale ha imparato a fare i conti con una situazione in continua evoluzione sia sul piano economico – le imprevedibili conseguenze del conflitto hanno fatto schizzare il costo di luce e gas, oltre che rendere praticamente irreperibili molte materie prime provenienti soprattutto da est – che su quello geopolitico, con le sanzioni sempre più stringenti che l’Europa e gli Stati Uniti stanno mettendo in atto nei confronti della Russia.

L’invio di armi all’Ucraina e il sostegno a Zelensky, ecco chi sono i critici

Ma un forte cambiamento si è registrato anche dal punto di vista culturale: nel nostro Paese, ad esempio, si è parlato a lungo e si continua a discutere su quale sia la posizione che l’Italia deve assumere nei confronti dell’Ucraina e dell’invasione voluta da Vladimir Putin. Un dibattito che vede contrapposti coloro che ritengono necessario un appoggio senza condizioni (anche dal punto di vista del sostegno armato) al popolo di Volodymyr Zelensky e chi invece tenta di orchestrare un ragionamento più complesso, fatto di tanti dubbi e poche certezze.

Quest’ultimi, spesso critici nei confronti di un invio crescente di armi a Kiev (come richiesto dal presidente americano Joe Biden), vengono spesso tacciati di essere dei “putiniani” e accusati di non comprendere come l’unica cosa da fare in questa fase sia quella di armare il popolo ucraino con tutte le nostre forze. La tesi dei “dissidenti” invece prende in considerazione l’ipotesi di imbastire già da ora una mediazione con Mosca che possa riportare i due leader belligeranti attorno al tavolo delle trattative.

La “lista di proscrizione” del Copasir e la polemica sul Corriere

L’irritazione di buona parte dell’opinione pubblica italiana nei confronti dei sostenitori di un’apertura verso la Russia ha portato persino a un’indagine avviata dal Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) e pubblicata dal Corriere della Sera con tanto di lista di giornalisti, docenti e intellettuali considerati vicini alle politiche di Vladimir Putin, quando invece la loro unica colpa era quella di aver posto all’attenzione dei media domande e questioni ancora oggi irrisolte.

Tra coloro che figuravano nell’elenco i più illustri sono sicuramente il professore universitario Alessandro Orsini (ex docente della Luiss poi licenziato, spesso ospite a Carta Bianca su Rai 3 e firma de Il Fatto Quotidiano) e Vito Petrocelli, ex senatore del Movimento 5 Stelle poi confluito nel gruppo misto. Assieme a loro diversi reporter, economisti e scrittori di fama minore.

Presentato in Parlamento il nuovo elenco dei “putiniani”: tanti nomi illustri

Nel pomeriggio di giovedì 30 giugno il tema è tornato di forte attualità per l’iniziativa di alcuni parlamentari italiani – primo fra tutti Andrea Romano, deputato del Partito Democratico ed esperto di storia russa presso l’Università di Roma Tor Vergata – che hanno presentato il dossier “Disinformazione sul conflitto russo-ucraino“, realizzato dalla Federazione Italiana Diritti Umani (Fidu) e da Open Dialogue (organizzazione internazionale non governativa).

Lo studio rimpolpa le “liste di proscrizione” con alcuni nomi molto noti della cultura italiana. Spiccano Corrado Augias, giornalista e conduttore televisivo, lo storico Alessandro Barbero e diversi giornalisti della Rai, tra cui Sigfrido Ranucci (conduttore di Report) e Marc Innaro, inviato del servizio pubblico a Mosca.