Più di 600 lavoratori senza vaccino rischiano il licenziamento: il caso Airlines

Il caso United Airlines: è la prima azienda statunitense pronta a licenziare i dipendenti che rifiutano il vaccino

Pugno duro contro i lavoratori non vaccinati: United Airlines ha dichiarato di essere pronta a licenziare più di 600 dipendenti per aver rifiutato il vaccino contro il Covid, mentre altri 200 circa – ovvero chi ha chiesto di essere esentato – restano in bilico. La compagnia valuterà se chi effettivamente si è sottratto al vaccino per motivi di salute si trova in una condizione fisica tale da poterlo provare, ma rimane ancora controversa la verifica di chi l’esenzione l’ha chiesta per motivi di culto/credo religioso.

Il caso Airlines fa oggi discutere anche in Italia, dove tra oppositori del Green pass obbligatorio e lavoratori sospesi per non essersi vaccinati, molte aziende private stanno ancora facendo i conti con sostituzioni e allontanamento dei dipendenti che hanno rifiutato di vaccinarsi.

Più di 600 persone rischiano il posto del lavoro: il United Airlines contro i dipendenti non vaccinati

Il licenziamento 593 lavoratori (su 67 mila in totale) da parte di United Airlines arriva dopo l’annunciato mandato di vaccinazione per tutti i dipendenti con sede negli Stati Uniti, diramato all’inizio di agosto. Di fatto, è stata la prima grande azienda a chiedere il vaccino obbligatorio ai propri dipendenti, aprendo la strada a molte altre che poi l’hanno seguita.

Oltre il 96% della forza lavoro impiegata nella compagnia ha rispettato le disposizioni e si è vaccinata, mentre circa 2.000 dipendenti hanno chiesto di essere esentati dal mandato, per motivi religiosi o clinici. Al momento, di questi, la richiesta di circa 200 persone è ancora al vaglio (qualora l’azienda dovesse trovare infondati i motivi, anche questi rischiano di perdere il posto di lavoro).

Nonostante le accuse di discriminazione e alcune cause ancora in corso, United Airlines ha comunque deciso che il personale a cui verranno concesse queste esenzioni – sia per motivi religiosi che di salute – sarà posto in congedo temporaneo non retribuito, un po’ come deciso in Italia (di come funziona da noi la sospensione con “riserva” ve ne avevamo parlato già qui).

“Questa è stata una decisione incredibilmente difficile, ma mantenere la nostra squadra al sicuro è sempre stata la nostra prima priorità”, hanno dichiarato i portavoce dell’azienda alla stampa. I procedimenti di licenziamento, seppur lunghi, sono per questo motivo già stati avviati. Tuttavia, hanno fatto sapere i vertici, qualora chiunque cambiasse idea in merito alla vaccinazione, affermando di essere disposto a vaccinarsi, il processo verrà immediatamente sospeso e il lavoratore reintegrato.

L’azienda può licenziare i lavoratori non vaccinati?

Il potere che sta esercitando United Airlines contro i lavoratori non vaccinati è riconosciuto dalla legge americana. I dipendenti, infatti, verrebbero licenziati per “violazione della politica di sicurezza aziendale”, in quanto appunto non vaccinati.

Questo tipo di licenziamento, inoltre, potrebbe renderli non ammissibili al sussidio di disoccupazione.

Nel frattempo, i sindacati statunitensi si stanno già muovendo, affermando di essere pronti a presentare diversi reclami per licenziamento illecito. Inoltre, sei dipendenti della United Airlines hanno citato in giudizio il vettore presso la corte federale nel distretto settentrionale del Texas, sostenendo che la compagnia non ha fornito loro “alternative ragionevoli” nei casi di vaccino rifiutato per motivi religiosi o medici.

Obbligo di vaccino per i lavoratori: qual è la situazione in Italia?

United Airlines non è l’unica compagnia negli Stati Uniti ad aver preso provvedimenti per incoraggiare il personale a vaccinarsi. Tutti i principali vettori statunitensi hanno adottato questa politica, ma si sono differenziati nei loro approcci. In alcuni casi hanno promesso paghe extra, in altre permessi retribuiti.

Delta Air Lines, per esempio, a partire da novembre farà pagare un supplemento mensile extra, pari a 200 dollari, ai dipendenti non vaccinati, per ammortizzare i costi sanitari aziendali in caso di Covid. Hawaiian Airlines ha invece fatto sapere che il personale dovrà essere vaccinato entro il 1° novembre se vorrà continuare a lavorare per la compagnia.

E in Italia? Mentre Siemens è stata la prima azienda a rendere il vaccino obbligatorio per i propri dipendenti – prima che il Governo si esprimesse sul Green pass – altre realtà come NaturaSì (della vicenda ne abbiamo parlato qui) hanno di fatto concesso ai lavoratori la possibilità di non farlo, offrendo tamponi gratuiti ai non vaccinati (qui la lista dei test che permettono di ottenere il Green pass).

Il Governo infatti non ha imposto l’obbligo di vaccinazione ma, di fatto, rimane vincolante per poter continuare a lavorare il possesso del Green pass per tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione (o soggetti esterni che con la PA collaborano) e per coloro che svolgano attività lavorativa nel settore privato.

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