Con Joe Biden aumentano i vaccini Covid: il piano Usa contro la pandemia

Vaccinazione di massa su larga scala e riapertura delle scuole: il piano di Joe Biden per combattere il Covid

Mercoledì 20 gennaio Joe Biden ha ufficialmente fatto ingresso alla Casa Bianca come 46esimo Presidente eletto negli Stati Uniti: il suo mandato si è aperto nel bel mezzo di una pandemia mondiale, mentre in America il numero di decessi per Covid raggiunge il picco, con 3mila persone al giorno che muoiono per il virus. Per questo motivo, uno degli obiettivi del suo programma elettorale, come lui stesso ha dichiarato durante il suo discorso di insediamento, rimane quello di sconfiggere il virus a partire da una vaccinazione su larga scala.

Il nuovo Presidente ha per questo motivo intenzione di mettere in atto una strategia che garantisca la vaccinazione di più americani possibili, così da poter allentare le restrizioni in sicurezza e riaprire scuole e aziende all’interno del Paese.

Il piano anti-Covid di Joe Biden

“Stiamo entrando in quello che potrebbe essere il periodo più duro e mortale del virus”, ha detto nel suo discorso di inaugurazione Joe Biden. “Dobbiamo mettere da parte la politica e affrontare finalmente questa pandemia come un’unica nazione”.

Sono in totale 17 le misure esecutive che il nuovo Presidente eletto Usa ha subito inserito nella propria agenda, tre delle quali sono direttamente correlate alla pandemia. Tra le prime azioni intraprese come Capo di Stato, già in programma per il suo primo giorno di lavoro alla Casa Bianca, un mandato che impone a tutti la mascherina all’interno degli uffici pubblici federali.

Con il suo primo ordine esecutivo, quindi, Biden ha introdotto l’obbligo di indossare la mascherina su tutti il territorio federale, esteso a qualsiasi dipendente e/o appaltatore che lavora in questi luoghi o si reca all’interno di una qualsiasi struttura statale.

Per uscire vincente da quella che ha definito una “guerra contro il virus”, Joe Biden ha inoltre deciso di circondarsi di un team di esperti, istituendo una squadra anti-Covid con la nomina di Jeffrey Zients, che è stato direttore del National Economic Council sotto l’amministrazione Obama, come coordinatore del piano pandemico (una sorta di commissario straordinario per gestire l’emergenza Coronavirus in America).

Zients infatti è stato incaricato di gestire la produzione e la distribuzione di vaccini nella nazione, garantire una fornitura coerente di attrezzature mediche e approvare (inasprendo o allentando a seconda dei casi) le restrizioni di viaggio nei prossimi mesi. Non ha un background medico o scientifico, ma ai tempi dell’era Obama Zients venne definito come “un efficace risolutore di problemi”.

Zients lavorerà anche a stretto contatto con David Kessler, ex commissario della Food and Drug Administration (una delle massime autorità sanitarie negli Stati Uniti), che ricoprirà il ruolo di responsabile della distribuzione del vaccino negli Stati Uniti. Sempre nell’ottica di potenziare la sua squadra anti-Covid, Biden ha dichiarato che ha intenzione di ripristinare una posizione del Consiglio di sicurezza nazionale che era stata introdotta da Obama ma sciolta dall’amministrazione Trump, ovvero la Direzione per la sicurezza sanitaria globale e Biodefense. In una conferenza stampa Zients ha affermato che “giocherà un ruolo fondamentale nell’arresto di questa pandemia e nella prevenzione di future catastrofi biologiche”.

Joe Biden richiama Fauci a collaborare con lo Stato

Dopo la disputa che ha impegnato, ai poli opposti, Donald Trump e l’immunologo Anthony Fauci, minacciato più volte di licenziamento, con Biden l’America cambia rotta, chiedendo l’intervento e la collaborazione del direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases.

Ad aprile, Trump aveva sospeso i finanziamenti statunitensi all’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità. La sua amministrazione così ritirava gli Stati Uniti dall’assemblea a luglio, anche se si sarebbe dovuto aspettare un anno affinché la decisione venisse ufficializzata (cosa che sarebbe accaduta se fosse stato rieletto). Con Joe Biden, però, questo non accadrà.

“Il ritiro dell’America dall’OMS ha ostacolato i progressi nella risposta globale al Covid e ci ha resi più vulnerabili a future pandemie”, ha detto spiegato Zients. Per questo motivo Biden ha posto fine al processo di ritiro degli Stati Uniti ed ha chiesto al dottor Anthony Fauci di rappresentare il Paese agli incontri annuali dell’OMS.

Con Biden aumentano i vaccini Covid: lo Stato finanzia 100 centri per la somministrazione

L’impegno concreto nella lotta al Covid della nuova amministrazione Usa, però, inizia ufficialmente con l’apertura di nuovi centri per la somministrazione del vaccino. Sono 100 le strutture che verranno finanziati a livello federale, in un Paese dove – va ricordato – la sanità non è pubblica.

L’amministrazione Trump aveva dato ai singoli Stati la responsabilità di gestire la distribuzione dei vaccini, anche se molti dipartimenti sanitari avevano affermato di non avere fondi e personale sufficienti. Biden infatti ha definito il lancio del vaccino “un triste fallimento” per l’America e, per questo motivo, ha promesso di arruolare sia la Guardia nazionale che l’Agenzia federale per la gestione delle emergenze (FEMA) per aiutare a stabilire siti di vaccinazione in tutto il Paese, in luoghi come palestre scolastiche, stadi sportivi e centri comunitari, insieme a unità mobili di vaccinazione in zone difficili da raggiungere.

“Entro la fine del nostro primo mese in carica, avremo 100 centri supportati a livello federale in tutta la nazione che alla fine vaccineranno milioni di persone”, ha dichiarato il nuovo Presidente eletto prima del suo insediamento. Per risolvere alla carenza di fondi, inoltre, il piano di Biden prevede che gli sTati che mobilitano le proprie Guardie Nazionali per la distribuzione del vaccino saranno rimborsati dal governo federale.

Fondi federali per combattere il Covid, Biden pronto a riaprire le scuole

A livello finanziario, posto che è chiaro che tutti gli interventi dovranno essere supportati a livello economico, Biden ha proposto un pacchetto che ha chiamato “American Rescue Plan”, che includerebbe 400 miliardi di dollari (quasi 350 miliardi di euro) da destinare direttamente alla lotta al Covid.

Di questa somma, 20 miliardi di dollari (più di 15 miliardi di euro) andrebbero spesi per il piano di vaccinazione nazionale. Altri 50 miliardi di dollari (più di 40 miliardi di euro) per il tracciamento del virus, che include l’acquisto di test rapidi e l’assistenza alle scuole e ai governi locali nella somministrazione dei tamponi più frequentemente. Uno dei più grandi problemi con cui gli Stai Uniti hanno dovuto fare i conti durante la pandemia, infatti, è stato proprio il tracciamento: dove la sanità non è pubblica e i servizi sanitari non sono accessibili a tutti, persino richiedere (e potersi mettere) un tampone diventa complicato.

Ulteriori fondi, inoltre, sarebbero investiti in nuovi trattamenti contro il Coronavirus, che permetterebbero agli Stati Uniti di rilevare e identificare nuovi ceppi del virus, oltre che ad aumentare la produzione nazionale di forniture mediche o dispositivi di protezione individuale da fornire a cittadini e personale sanitario impegnato nella lotta al Covid. A tal proposito, il nuovo Presidente prevede di finanziare 100 mila nuovi posti di lavoro nel settore della sanità pubblica, da impiegare nel piano vaccinale e nel monitoraggio nei nuovi positivi.

Il pacchetto di aiuti proposto da Biden include 130 miliardi (oltre 100 miliardi di euro) da destinare alle scuole primarie, garantendo la riapertura in sicurezza. Le scuole potranno utilizzare il denaro per migliorare la ventilazione, ridurre le dimensioni delle classi, assumere più custodi, distribuire dispositivi di protezione individuale o modificare la disposizione delle aule in modo che studenti e insegnanti possano mantenere il distanziamento sociale.

100 milioni di dosi in 100 giorni

Negli Stati Uniti i primi 100 giorni di insediamento di un nuovo Presidente rappresentano la vera e propria agenda politica dell’amministrazione: gli obiettivi fissati definiscono quelli che sono i principi del neo eletto, permettendo di misurare anche la sua performance e quella della sua strada.

Biden in questo arco di tempo ha fatto sapere che spera di accelerare i tempi della somministrazione del vaccino alla popolazione, creando più siti di vaccinazione, aumentando la produzione di fiale e siringhe e aumentando i finanziamenti ai dipartimenti sanitari statali e locali. A dicembre, ha detto che il suo obiettivo a breve termine era quello di somministrare 100 milioni di dosi nei suoi primi 100 giorni in carica. Il che richiederebbe almeno 1 milione di vaccinazioni al giorno, contro le 20 milioni di dosi che dovevano essere somministrate entro la fine del 2020 dall’amministrazione Trump (che comunque non è riuscita a mantenere l’impegno preso).

Tutt’oggi, come già accennato, molti stati hanno infatti segnalato carenze di vaccini, che hanno costretto alcuni a cancellare gli appuntamenti per la somministrazione. Tuttavia, la velocità delle vaccinazioni è aumentata nelle ultime settimane e gli Stati Uniti stanno già somministrando in media circa 800.000 dosi di vaccino al giorno.

“È realizzabile arrivare a un milione di dosi al giorno? È una domanda legittima da porre – ha dichiarato Biden. Ma lasciatemi essere chiaro. Sono convinto che possiamo farlo”.

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