Iveco ai cinesi, quanto costa la cessione e cosa succede ai lavoratori

Iveco pronta a vendere ai cinesi, dopo le trattative sospese questa estate una nuova proposta è stata presa in considerazione

Iveco pronta a vendere ai cinesi: i colloqui con CNH Industrial sono stati riaperti. Obiettivo? Vendere una quota dell’azienda del Gruppo italiano alla casa automobilistica cinese FAW Group.

Iveco pronta a vendere ai cinesi, trattative riprese: quanto costa la cessione

Sul tavolo delle trattative Cnh, la divisione Iveco che produce autobus e camion. La multinazionale è controllata al 27% da Exor, finanziaria della famiglia Agnelli che, oltre alla produzione di veicoli, è specializzata anche nella costruzione di macchine per l’edilizia e l’agricoltura.

Le discussioni sono state sospese lo scorso anno, a inizio estate. La società cinese, in parte finanziata dallo stato, aveva fatto un’offerta preliminare a luglio, valutando Iveco poco più di 3 miliardi di euro. CNH però in quel caso ha respinto l’offerta, perché ha considerato la valutazione bassa.

L’azienda interessata a comprare Iveco, la FAW, ha sede a Changchun, produce camion e veicoli pesanti con il suo marchio Jiefang e cerca di espandersi al di fuori della Cina. Traguardo quest’ultimo che, nello specifico, vuole raggiungere nei prossimi due anni. Da qui l’interessamento al comparto Iveco.

Dopo il rifiuto di questa estate, FAW ha è ritornata sull’accordo facendo un’offerta migliore – di più di 3,5 milioni di euro – per l’acquisizione di tutte le attività di veicoli commerciali di Iveco, inclusi camion e autobus, nonché una quota di minoranza nella sua divisione motori FPT.

Che ne sarà dei lavoratori?

L’annuncio della ripresa delle trattative e i rumours successivi, secondi i quali – appunto – la vendita di Iveco a FAW sarebbe conclusa, ha spinto i sindacati a mobilitarsi e a chiedere ulteriori spiegazioni. Prima di tutto, che cosa ne sarà dei lavoratori? La Cnh, in Italia, conta ben 16 poli di produzione, una grande fetta di persone, quindi, è impiegata in questo comparto.

Un trasferimento di proprietà, di fatto, potrebbe esporre il personale a dei rischi che – visti i tempi di crisi e la pandemia in corso – finirebbero con l’avere ripercussioni importanti su una buona parte del Paese. Per questo motivo, è stato chiesto l’intervento del Governo affinché il passaggio sia definito con una strategia in grado di garantire tutele alla forza lavoro. Intanto, una lettera è stata già inviata dai rappresentanti sindacali a Iveco, in cui si chiedono delucidazioni al riguardo.

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