Cos’è l’Italygate che imbarazza il Belpaese

L'indagine degli Usa su un super pirata informatico italiano che rischia di diventare un caso internazionale

Due ufficiali americani, la visita in carcere al super hacker italiano sospettato di avere condizionato le elezioni americane contro Donald Trump e la parlamentare che li ha fatti entrare all’insaputa di governo e intelligence del nostro Paese. Ha tutti i contorni di una spy story quello che negli Stati Uniti è stato battezzato “Italygate”, alimentato dalle tesi complottiste dei sostenitori dell’ex presidente USA dell’ultradestra di Qanon, che potrebbe rischiare di diventare un caso diplomatico.

Cos’è l’Italygate che imbarazza il Belpaese: la storia

Tutto nasce il 19 gennaio 2021, a qualche giorno dall’assalto al Capitolo Hill a Washington (qui abbiamo parlato del caos in seguito all’attacco al Congresso americano). Due militari statunitensi o addetti diplomatici dell’ambasciata Usa a Roma, non ancora identificati, riescono ad entrare in incognito nel carcere di “Antonio Caputo” di Salerno, grazie all’ex deputata del M5s Sara Cunial, autorizzata in quanto parlamentare alla visita dei detenuti, per interrogare l’hacker 39enne Arturo D’Elia.

Secondo le tesi governative di allora negli Usa, il super pirata informatico originario di Eboli sarebbe stato in grado di dirottare i voti delle presidenziali americane verso Joe Biden e sarebbe ritenuto dalla base cospirazionista dell’ex capo della Casa Bianca Donald Trump (qui abbiamo parlato del rischio impeachment per Trump) uno dei presunti artefici della sconfitta alle elezioni del 2020.

L’episodio troverebbe conferma in un libro appena uscito in America, “Betrayal“, del giornalista della Abc News Jonathan Karl, in cui si ipotizzava che un addetto militare Usa avesse sentito in carcere quegli arrestati italiani.

Cos’è l’Italygate che imbarazza il Belpaese: le indagini

Sulla vicenda adesso vuole vederci chiaro anche il dicastero della Giustizia, su disposizione della stessa ministra Marta Cartabia: “Ho chiesto al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria di prendere informazioni e approfondire con il direttore del carcere esattamente cosa è successo” ha detto la Guardasigilli durante una visita negli Stati Uniti.

Il caso è già sotto indagine a Napoli e al vaglio della Procura di Roma, che già in estate ha notificato sei avvisi di garanzia a personaggi e faccendieri ritenuti coinvolti in manovre del presunto “Italygate”, perché sospettati di aver alimentato la teoria complottista al fine di provocare “alterazioni dei prezzi di mercato”.

Cos’è l’Italygate che imbarazza il Belpaese: chi è il super hacker Arturo D’Elia

Un mese prima dei fatti D’Elia era stato arrestato nel capoluogo Campano per attività di accesso abusivo e dossieraggio ai danni di Leonardo Spa, l’azienda della Difesa e Sicurezza italiana, maggiore azionista il Ministero dell’Economia e Finanza, per cui lavorava come responsabile della gestione della sicurezza informatica.

Il super pirata sarà poi condannato per quei reati a 3 anni e 4 mesi ammettendo le sue responsabilità, ma ai due rappresentanti del governo statunitense negherà intimorito le accuse di falsificazione del voto americano.

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