È iniziato lo spoil system: i prossimi nomi di Giorgia Meloni

In ballo circa 40 poltrone nel sistema di rinnovo delle cariche dirigenziali, più altri 100 incarichi nelle maggiori società pubbliche partecipate dallo Stato

La nomina di Guido Castelli come commissario alla ricostruzione post terremoto del Centro Italia ha fatto scattare le proteste dell’opposizione sui criteri dello spoil system di Giorgia Meloni. L’opposizione accusa la premier di volere piazzare profili non all’altezza dei predecessori nelle poltrone del sottogoverno, soltanto perché appartenenti all’orbita di Fratelli d’Italia, senza tenere conto delle effettive competenze.

È iniziato lo spoil system: che cosa significa

Con il termine spoil system si indentifica la prerogativa di ogni Governo di cambiare i vertici amministrativi in modo da rendere più coerente l’azione dell’Esecutivo a tutti i livelli amministrativi. Secondo quanto stabilito dalla legge Bassanini, varata alla fine degli anni Novanta e poi modificata in particolare con la legge Frattini del 2002, gli incarichi di funzione dirigenziale, come i vertici dei ministeri o delle agenzie, cessano decorsi novanta giorni dal voto di fiducia del Governo.

Per quanto riguarda l’attuale presidente del Governo la scadenza dei mandati dei funzionari decorre il 24 gennaio. Si tratta di una rotazione che interessa circa 40 ruoli ministeriali, ma oltre 100 se si considera la partita successiva dei rinnovi di consigli di amministrazione e collegi sindacali delle grandi aziende partecipate dallo Stato: da Eni a Enel, da Leonardo a Poste, che con l’approvazione dei bilanci 2022 andranno in scadenza.

Tra le maggiori società pubbliche in ballo, sei sono le aziende quotate: Enav (l’ad Paolo Simioni al primo mandato, dal 2020), Enel (l’ad Francesco Starace al terzo mandato, dal 2014), Eni (l’ad Claudio Descalzi al terzo mandato, dal 2014), Leonardo (l’ad Alessandro Profumo al secondo mandato, dal 2017), Poste Italiane (l’ad Matteo Del Fante al secondo mandato, dal 2017), Terna (l’ad Stefano Donnarumma al primo mandato dal 2020).

Secondo i calcoli elaborati dallo centro studi Comar, soltanto per queste sei società, si prevede la nomina di poco meno di 80 consiglieri, cui si aggiungono circa 40 sindaci.

È iniziato lo spoil system: i nomi papabili

Sostituito appunto dall’ex sindaco di Ascoli Piceno con un passato in Msi e Alleanza Nazionale, e senatore Fdi Guido Castelli, è l’ormai ex commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini, ex Pd e vicepresidente del CSM. Mentre il secondo a dare l’addio sarà il direttore generale dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, Nicola Magrini, scelto in piena pandemia dall’ex ministro Roberto Speranza, a marzo 2020.

Queste sono però solo le prime avvisaglie della battaglia sulle poltrone che andrà in scena nei prossimi mesi. Le posizioni più ambite sono quelle del ministero dell’Economia, dove in bilico sarebbe il direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera, in carica dal 2018. Tra i possibili successori ci sarebbe Antonino Turicchi, dal 2016 direttore generale per Finanza e privatizzazioni del Mef.

Al ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato da Adolfo Urso (qui avevamo spiegato chi è il nuovo ministro dello Sviluppo economico) è appena sbarcato come consulente ai rapporti con associazioni imprenditoriali e categorie professionali, Umberto Formosa, segretario particolare dell’ex sindaco di Verona Federico Sboarina.

Come capo di gabinetto dell’ex Mise è stato nominato Federico Eichberg, già capo della segreteria tecnica allo Sviluppo economico nell’ultimo governo Berlusconi.

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha chiamato nel suo staff Maria Modaffari, già componente commissione nazionale disciplina FdI, e Sergio Marchi ex assessore comunale a Roma in quota di Fratelli d’Italia.

Il ministro della Protezione civile e del mare Nello Musumeci ha nominato come responsabile comunicazione del ministero un ex deputato finiano, Carmelo Briguglio, mentre il ministro dei Beni culturali Gennaro Sangiuliano ha scelto come capo della segreteria Emanuele Merlino, dal 2019 coordinatore cultura di Fdi nel Lazio.

Nelle file di Forza Italia diversi ex parlamentari sarebbero riusciti a trovare posto in alcuni ministeri: l’ex senatrice Roberta Toffanin andrà a fare l’esperta economica del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, l’ex senatrice Maria Alessandra Gallone sarà incardinata al ministero dell’Università e della ricerca con Anna Maria Bernini, mentre l’ex senatore Sestino Giacomoni andrà nello staff del ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Per quanto riguarda le agenzie, Marcello Minenna, a capo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, potrebbe essere sostituito da Benedetto Mineo, già in passato alla guida delle Dogane. Più incerto il destino di Alessandra Dal Verme, direttore dell’Agenzia del Demanio, mentre potrebbe essere confermato Ernesto Ruffini alle Agenzia delle Entrate (qui avevamo parlato della pioggia di lettere arrivata dall’Agenzia delle Entrate).