Incontro Governo-Regioni: le richieste dei governatori, e Draghi pensa alle riaperture

Il presidente del Consiglio cerca di guardare al futuro con ottimismo, sottolineando come la campagna vaccinale stia andando migliorando continuamente e rapidamente

Con sullo sfondo un clima di “guerra”, come l’ha definito il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio nel giorno dell’inaugurazione dell’hub vaccini alla Fiera di Genova, si è svolto oggi il confronto tra Governo e Regioni che ha visto impegnato il premier Draghi e la sua squadra.

Il punto sui vaccini in Italia

Il presidente del Consiglio cerca di guardare al futuro con ottimismo, sottolineando come la campagna vaccinale stia andando migliorando continuamente e rapidamente. Gli obiettivi prefissati per aprile e maggio, in riferimento alle forniture di vaccini e al numero delle vaccinazioni, pari al mezzo milione di vaccinati al giorno, non sembrerebbero più così lontani.

Mentre arriva la buona notizia che arriverà prestissimo anche il vaccino monodose Johnson & Johnson, il commissario all’emergenza generale Francesco Paolo Figliuolo ha assicurato che arriveranno in Italia circa 3 milioni di nuove dosi entro fine mese, che ci porteranno ad un totale, da inizio campagna, di 14 milioni e 170 mila dosi di vaccino, rispetto allo stimato iniziale di 15 milioni e 600 mila, ma che è di più “rispetto ai cali che inizialmente avevano paventato le aziende e di questo ritengo si debba dare atto all’intervento del nostro primo ministro”.

Immunità in Europa, ecco quando

Il discorso della strategia vaccinale del nuovo Governo è chiara: capillarizzazione da una parte e grandi hub vaccinali nelle aree metropolitane. Per quanto riguarda le forniture dei vaccini per i prossimi mesi, la Commissione Europea ha assicurato che le dosi dovrebbero essere più che sufficienti per raggiungere l’immunità per il mese di luglio in tutta l’Europa, entro il 14 luglio precisamente.

Tanto che il commissario Ue all’Industria Thierry Breton ha affermato con “certezza” che, dopo un periodo di adattamento, 360 milioni di dosi di vaccino anti-Covid saranno consegnate in Europa alla fine del terzo trimestre, oltre 420 milioni a metà luglio. “Abbiamo 52 fabbriche che lavorano 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 per produrre vaccini”, l’Ue è “in un’economia di guerra” ha detto.

Draghi pensa alle riaperture

Nell’incontro di oggi Draghi ha spiegato alle Regioni che lo Stato farà di tutto per rispondere alle loro esigenze, e adesso è ora di iniziare a pensare alle riaperture, per quando sarà possibile.

“Bisogna cominciare ad aver di nuovo il ‘gusto del futuro’. Occorre uscire da questa situazione di inattività. Sono certo che, tutti insieme, raggiungeremo qualunque obiettivo. Questa è la mia certezza, non è una speranza né un pronostico”, ha dichiarato.

Le richieste delle Regioni al Governo

Intanto il pressing delle Regioni si focalizza su alcuni punti fermi: stop alla fatidica soglia dei 250 casi su 100mila abitanti che fa scattare automaticamente la zona rossa, “perché penalizza le Regioni che fanno più tamponi” lamentano i governatori, e reintroduzione delle 4 zone di colore, compresa la gialla dunque, eliminata di fatto con il decreto Draghi che l’ha equiparata alla fascia arancione.

E ancora: più vaccini e più medici vaccinatori, soprattutto nelle zone di confine, che vanno supportate con un maggior numero di dosi. Rispetto al personale sanitario, il ministro della Salute Roberto Speranza ha sottolineato l’obbligo contrattuale per i medici di medicina generale di rendersi disponibili a vaccinare.

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