Sci, impianti chiusi o aperti a Natale? Italia e Austria divise

Continua il dibattito in Europa per la stagione sciistica, con i due Paesi contrapposti e la possibile chiusura del Brennero

L’Italia propone un coordinamento per la gestione degli impianti sciistici in tutta Europa a dicembre, ma l’idea non piace all’Austria. “Non posso condividere l’iniziativa italiana. In Austria ci sarà di certo un turismo invernale”, ha dichiarato Elisabeth Koestinger, ministra del Turismo di Vienna. “I nostri operatori si baseranno su un ampio protocollo di sicurezza”. Da Palazzo Chigi potrebbe arrivare la chiusura dei confini con l’Austria, per evitare esodi invernali sul Brennero.

A fine maggio il cancelliere Sebastian Kurz si era già scontrato con Roma sul tema dei confini chiusi. “In nessun caso apriremo i nostri confini a Paesi che non hanno ancora sotto controllo la situazione” Covid. Enzo Amendola, ministro degli Affari europei, aveva replicato: “Non è tempo di spot o proclami unilaterali, ma di intenso lavoro per unire l’Europa”.

Nel resto d’Europa la Francia ha già chiuso gli impianti, mentre in Germania il Land bavarese si è schierato al fianco dell’Italia. Granitica la posizione della Svizzera, che ha deciso di non fermare la stagione sciistica, con ingressi contigentati e rigide misure di sicurezza in montagna.

Stop agli impianti sciistici: la posizione dell’Europa

Da Bruxelles non sono state ancora prese decisioni su un accordo per la chiusura degli impianti sciistici, come ha spiegato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Un’armonizzazione delle misure restrittive è la soluzione migliore“, ha spiegato in conferenza stampa, anche se una normativa Ue non sembra arrivare all’orizzonte.

Riguardo la proposta italiana di fermare lo sci fino al 10 gennaio 2021, Eric Mamer, portavoce della Commissione ha chiarito: “Il Collegio non ne ha discusso. Non era all’ordine del giorno”.

Continua il braccio di ferro tra Italia e Austria

Il braccio di ferro tra Austria e Italia potrebbe mettere a repentaglio i rapporti diplomatici tra i due Paesi, già provati da spinose questioni come il doppio passaporto per gli abitanti dell’Alto Adige, proposta avanzata da Sebastian Kurz e poi ritirata, dai fondi del Next Generation Eu e dal ricollocamento dei migranti passati per la Penisola.

Nel 2018 Vienna aveva minacciato la chiusura dei confini a Sud per fermare i flussi di migrazione secondari. Dopo il via libera dell’Unione europea al nuovo patto in tema di asilo, durante la prima riunione tra i ministri dell’Interno europei, il capo del Viminale Luciana Lamorgese aveva criticato aspramente la scelta dell’Ue, penalizzante per i Paesi di primo ingresso dei migranti.

La ministra aveva dichiarato indispensabile il superamento del principio di responsabilità per questi Paesi, mentre l’Austria, l’Ungheria, la Polonia, la Repubblica Ceca e la Slovacchia si era detta contraria alla posizione italiana. Tanto da avanzare la proposta dei rimpatri sponsorizzati, basati sul ricongiungimento con un familiare responsabile dell’ingresso in un secondo Paese, sotto la responsabilità del Paese di primo ingresso.

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