Come i tank Leopard possono cambiare la guerra: l’appello dall’Ucraina

L'Ucraina chiede a gran voce i carri armati Leopard, ma la Germania frena. Intanto la Russia continua con le minacce del conflitto mondiale

La guerra in Ucraina va ormai avanti da quasi un anno, 335 giorni per la precisione, e dalla parte di Kiev né da quella di Mosca sembra poter arrivare presto una soluzione per la conclusione del conflitto. Mentre le città dell’Ucraina soffrono sotto le bombe russe, anche l’Europa sta risentendo in maniera pesante degli effetti di questa battaglia iniziata nel febbraio 2022, e in tanti sono i Paesi che si sono adoperati per dare supporto all’esercito del presidente Zelensky. Quest’ultimo, con insistenza nei giorni passati, ha ancora chiesto aiuti agli alleati e all’Ue, con un chiaro messaggio rivolto alla Germania per la fornitura dei tank Leopard. Ma di cosa si tratta e, soprattutto, perché sono richiesti a gran voce dall’Ucraina?

Tank Leopard, cosa sono?

I Leopard 2 sono la principale arma richiesta nelle ultime settimane dall’Ucraina, un carro armato da combattimento capace di stare al passo con i tempi e con gli sviluppi tecnologici dell’ultimo periodo. Si tratta di un corazzato che ha fatto il suo esordio, nella sua versione Leopard 1, nel corso della guerra Fredda e nato per fare di potenza, fuoco e velocità i suoi punti forti.

Nello specifico, guardando all’arma, ha una corazza composita migliorata di serie in serie, un pezzo da 120 mm Rheinmetall ad anima liscia da 44 calibri (55 nella versione A6) dotato di un sistema elettro-idraulico con una riserva di 42 munizioni e motore da 1500 hp turbodiesel che sono diventate tutte caratteristiche standard di riferimento. Un’arma che, descritta così, sembra un semplice carro armato da combattimento, ma che negli anni ha riscosso molto successo tra le fila di tanti eserciti.

Prodotto dalla Germania, oltre a Berlino i Leopard sono utilizzati da Paesi come l’Austria, la Danimarca, la Polonia e, oltre oceano, anche da Canada, Cile e Singapore.

Come i Leopard cambieranno la guerra

Ma perché i Leopard sono importanti per la guerra in Ucraina, se non addirittura fondamentali? Secondo quanto riferito dal governo di Kiev i T-90 russi, carri armati molto prestanti, sono difficili da battere con la fornitura oggi in mano all’Ucraina, mentre i Leopard, grazie alla loro compattezza, potrebbero distruggere facilmente i mezzi avversari.

Dotati di un sistema di puntamento laser che permette all’equipaggio di sparare e centrare i carri nemici anche mentre si muove su terreno accidentato, i tank di fabbricazione tedesca permetterebbero dunque di colmare lo svantaggio ucraino nel settore carri armati con i soldati russi (qui vi abbiamo parlato dei nuovi scenari della guerra).

L’appello dell’Ucraina e la clausola tedesca

Quest’arma, dunque, potrebbe essere fondamentale per le sorti della guerra, tanto che l’Ucraina da settimane chiede a gran voce l’aiuto degli alleati. Zelensky, a più riprese, ne ha chiesti almeno 300, anche se molti ex funzionari degli eserciti di tutto il mondo hanno sottolineato che anche soltanto 100 potrebbero segnare una svolta decisa nel conflitto.

Ma il problema, almeno per il momento, resta uno: il via libera di Berlino. Se l’Ucraina può guardare con fiducia alla fornitura del “super carro armato”, poiché diversi sono i Paesi europei pronti a inviarli e a dare eventualmente pezzi di ricambio, dall’altro solo la Germania è il Paese che può dare l’ok alla spedizione dell’arma, in quanto da Berlino è stata imposta una clausola a tutti i paesi acquirenti che, senza l’autorizzazione tedesca, non possono “prestare” a terzi i Leopard.

Una situazione che, almeno per il momento, risulta congelata in attesa della scelta della Germania. Ma intanto il ministro della difesa tedesco, Boris Pistorius, ha aperto le porte all’Ucraina, con l’appello agli di cominciare ad addestrare le forze armate ucraine all’uso dei carri armati Leopard. “Ho espressamente incoraggiato i Paesi partner che hanno Leopard in dotazione affinché siano pronti a sviluppare l’addestramento delle forze ucraine per questi carri” ha detto Pistorius, aprendo dunque le strade della speranza a Kiev (qui abbiamo parlato del piano di Zelensky per il 2023).

La Germania ha intanto ricevuto la richiesta ufficiale della Polonia per l’invio dei carri armati Leopard in Ucraina, anche se con qualche “clausola” polacca. Il primo ministro Mateusz Morawiecki, infatti, ha dichiarato che la Polonia chiederà all’Unione europea di risarcire i costi dei Leopard 2 di fabbricazione tedesca che fornirà agli ucraini in guerra.

La minaccia del Cremlino agli alleati dell’Ucraina

Ma intanto, mentre l’Ucraina attende una decisione da parte della Germania, la Russia non resta di certo a guardare. Dal Cremlino, infatti, non sono mancate le chiare minacce a Berlino per la situazione legata ai Leopard, così come da Mosca non si sono tirati indietro nel fare chiare allusioni al conflitto mondiale nel caso in cui più di un Paese europeo continuasse a dare aiuti ai nemici ucraini

L’ultimo attacco, in ordine temporale, è quello sferrato dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Nel corso di una conferenza stampa, infatti, Peskov ha spiegato che la fornitura dei carri armati tedeschi Leopard all’Ucraina danneggerà le future relazioni tra la Germania e la Russia, relazioni che secondo il portavoce “sono già a un punto abbastanza basso”.

“Tali forniture non fanno ben sperare per il futuro delle relazioni. Sicuramente lasceranno una traccia inevitabile per il futuro di queste relazioni” ha detto Peskov, passando dunque la patata, ancora più bollente, nelle mani di Berlino.

Poche ore prima era stato il vicepresidente del consiglio di sicurezza russo, nonché predecessore di Putin alla presidenza dello stato russo, Dmitry Medvedev a minacciare l’Europa. “Il mondo si avvicina al rischio della Terza Guerra Mondiale di fronte ai preparativi di aggressione contro la Russia” ha detto il 57enne, alludendo alle manovre che “gli Stati Uniti e i suoi satelliti” stanno mettendo in campo (qui avevamo parlato del terribile attacco russo a Dnipro).

Secondo Medvedev, infatti, l’eventuale fornitura di arme pesanti a Kiev- come i Leopard- “non lasciano dubbi sul fatto che i nostri nemici cercheranno di sbranarci o addirittura di distruggerci all’infinito”. Parole pesanti, quelle dell’ex presidente russo, che fanno il paio con le dichiarazioni del ministro degli Esteri Sergey Lavrov che ha affermato che “quella in corso in Ucraina non è più una guerra ibrida, ma una vera guerra tra Occidente e Russia“. Per Lavrov “l’Occidente si è preparato da tempo contro la Russia, cercando di distruggere tutto ciò che è russo”.