La guerra arriva in Polonia? Cosa sappiamo del missile caduto e cosa può accadere

La guerra russo-ucraina esce per la prima volta materialmente dai suoi confini: un missile è caduto in Polonia, uccidendo due persone

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Miriam Carraretto

Giornalista di attualità politico-economica

Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

La guerra russo-ucraina esce per la prima volta materialmente dai suoi confini: un missile è caduto in Polonia, nel piccolo paese di Przewodow a circa 6 km dal confine con l’Ucraina, provocando la morte di due persone in una fattoria. Ma la notizia che sembra sconvolgere il mondo è che potrebbe non essere stato lanciato dalla Russia. Potrebbe infatti trattarsi di un missile antiaereo proveniente dall’Ucraina stessa.

Cosa sappiamo del missile caduto in Polonia

A dirlo, in base alla traiettoria del missile, anche lo stesso presidente Usa Joe Biden ai leader dei Paesi del G7 a Bali. Biden ha parlato di un missile del sistema S-300 durante una riunione di emergenza a margine del vertice del G20. Nel corso del briefing con i giornalisti dopo l’incontro, il presidente Usa ha detto che le informazioni preliminari mostrano che è “improbabile” che il missile sia stato lanciato dal territorio russo.

I risultati iniziali suggeriscono invece che il missile “di fabbricazione russa” sia stato lanciato dalle forze ucraine contro un missile russo in arrivo, ha riferito l’Associated Press, citando funzionari statunitensi anonimi.

Durissima la reazione russa: il missile è un tentativo di provocare uno scontro diretto tra Russia e NATO, ha detto il capo della missione permanente della Russia presso le Nazioni Unite.

L’ex presidente russo Dmitry Medvedev ha affermato che il presunto attacco missilistico sul territorio polacco mostrerebbe che l’Occidente si sta avvicinando alla Terza guerra mondiale. “L’incidente con il presunto ‘attacco missilistico’ ucraino in una fattoria polacca dimostra solo una cosa: intraprendendo una guerra ibrida contro la Russia, l’Occidente si avvicina alla guerra mondiale”, ha twittato Medvedev.

Frena la Cina, con la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning: tutte le parti dovrebbero “mantenere la calma ed esercitare moderazione nelle circostanze attuali”, ha commentato.

Qui l’escalation della Russia e cosa potrebbe accadere.

Polonia alza l’allerta

Il viceministro degli Esteri polacco Pawel Jablonski, pronto a discutere dell’accaduto a Bruxelles, ha subito chiarito che la Polonia resta un Paese molto sicuro grazie alla sua appartenenza alla NATO: “La reazione dei nostri alleati, il loro inequivocabile sostegno e la volontà di starci accanto dimostrano che siamo un Paese molto più sicuro che se non fossimo nella NATO”.

Il premier polacco Mateusz Morawiecki ha annunciato subito un innalzamento dell’allerta nei cieli del Paese e di alcuni reparti delle forze armate. “Abbiamo deciso di incrementare l’allerta di unità selezionate delle forze armate polacche, con particolare attenzione al controllo dello spazio aereo”, ha detto il primo ministro, chiedendo alla popolazione di “mantenere la calma in relazione a questa tragedia. Rimaniamo prudenti, non facciamoci manipolare: dobbiamo essere pronti ad affrontare fake news e operazioni di propaganda”.

La Nato è in stato di massima allerta per dei missili caduti in Polonia provocando due morti
Fonte: ANSA
L’enorme buca provocata da uno dei missili caduti in Polonia provocando due morti

Cosa accadrebbe se fosse la Russia ad aver lanciato il missile

Dal punto di vista geopolitico, se il missile che ha colpito la Polonia fosse stato lanciato dalla Russia, sarebbe la prima volta che le armi di Mosca colpiscono un membro della NATO.

Un possibile attacco missilistico russo innescherebbe serissime conseguenze, perché il fondamento dell’alleanza NATO dei 30 Paesi membri è proprio il principio secondo cui un attacco contro un membro è un attacco contro tutti. E questo potrebbe realisticamente condurre a una nuova guerra mondiale.

Intanto, i Paesi del G20, cioè le principali economie mondiali riunite a Bali, hanno adottato una dichiarazione congiunta con cui condannano l’invasione russa dell’Ucraina.

Qui vi abbiamo parlato del possibile asse Meloni-Biden e dell’ipotesi dell’invio di missili italiani all’Ucraina

La Polonia, in qualità di membro della NATO, sta verificando se richiedere consultazioni ai sensi dell’articolo 4 della NATO. L’articolo 4 deve essere invocato prima che inizi il processo che potrebbe, potenzialmente, portare all’invocazione dell’articolo 5, che sancisce il principio della difesa collettiva della NATO. Ma vediamo di fare chiarezza: cosa sono questi articoli 4 e 5 della NATO e come funzionano?

Cos’è l’articolo 4 del Patto NATO e perché è così importante

L’articolo 4 può essere invocato quando uno o più membri NATO ritengano che la loro integrità territoriale, indipendenza politica o sicurezza sia minacciata.

Invocare l’articolo 4 è un processo che porta alla consultazione tra il Paese e il più alto organo decisionale della NATO, il Consiglio Nord Atlantico, il cosiddetto NAC. Invocare l’articolo 4 è di fatto un passo chiaro verso una risposta dell’Alleanza: se la NAC valuta che ci siano presupposti per andare avanti, si apre la strada verso un’azione concreta, vale a dire una qualche forma di decisione o azione congiunta a nome dell’Alleanza.

L’articolo 4 è stato invocato 7 volte da quando esiste la NATO dal 1949. Il caso più recente, a marzo scorso, da 8 Paesi NATO – Bulgaria, Cechia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia – proprio in seguito all’invasione russa dell’Ucraina il 24 febbraio.

Qui i veri effetti delle sanzioni alla Russia: come l’economia di Putin sta implodendo.

La Turchia ha invocato l’articolo 4 nel 2015, quando uno dei suoi caccia è stato abbattuto dalla difesa aerea siriana, e due volte nel 2012. Nell’ottobre 2012 l’ha invocato nuovamente quando tre cittadini turchi sono stati uccisi dai bombardamenti siriani.

Ankara ha richiesto che la NATO dispieghi i missili Patriot come sistema di difesa, cosa che l’organizzazione ha accettato nell’interesse della protezione del popolo e del territorio turchi.

Cos’è l’articolo 5 del Patto NATO e quali conseguenze

L’articolo 4 è una fase preparatoria prima dell’articolo 5, che rappresenta l’impegno per la difesa collettiva, definita come “pietra angolare” dell’alleanza militare.

Il principio di difesa collettiva NATO contenuto nell’articolo 5 è stato sviluppato per creare un patto di protezione reciproca al fine di contrastare i rischi connessi all’Unione Sovietica, in particolare nell’Europa orientale, dopo la Seconda guerra mondiale e le tensioni della Guerra Fredda.

Impegnarsi a rispettare l’articolo 5 significa che ogni membro della NATO sa che se un membro dell’Alleanza è vittima di un attacco armato, ogni altro membro considererà questo atto di violenza come un attacco armato contro tutti i membri.

Ciò significa che ciascun membro NATO è obbligato a “intraprendere le azioni che ritiene necessarie per assistere l’alleato attaccato”.

Quando viene invocato l’articolo 5, gli alleati della NATO sono liberi di fornire qualsiasi forma di aiuto e assistenza ritenuta “necessaria per rispondere alla situazione”.

Determinare ciò che è necessario per rispondere a una data situazione è l’obbligo individuale di ciascun alleato della NATO e potrebbe non utilizzare necessariamente la forza militare. È quindi lasciato al giudizio di ogni singolo Paese membro determinare come contribuirà. Ogni Paese si consulta con tutti gli altri membri, con l’obiettivo finale di “ripristinare e mantenere la sicurezza” dei membri dell’Alleanza stessa.

L’articolo 5 è stato invocato per la prima volta dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti da parte di al-Qaeda.