Green pass, potrebbe essere negato ai guariti? Cosa c’entra la variante Omicron

La variante Omicron preoccupa gli scienziati, pare riesca a reinfettare anche chi si è già ammalato ed è guarito: che effetto avrà questo sul green pass?

La variante Omicron corre ormai in tutta Europa e nel mondo (qui l’ultima mappa dei contagi aggiornata ECDC), l’OMS ha definito quest’ultima mutazione del virus “preoccupante” e, intanto, nuovi dati pare sembrano confermare la maggiore velocità di contagio rispetto a Delta e una probabilità più alta che reinfetti chi si è già ammalato ed è guarito.

Il modo in cui la curva pandemica si evolverà nei giorni e settimane a venire potrebbe influenzare anche le prossime decisioni politiche. Stiamo già assistendo all’inasprimento delle restrizioni in molte città italiane, con una spinta particolare alla campagna vaccinale (a partire dall’introduzione del super green pass, attivo dal 6 dicembre). Qualora la nuova variante Covid risulti “bucare” effettivamente la protezione garantita dagli anticorpi che hanno sviluppato i guariti, quali ulteriori decisioni dovremo aspettarci?

Variante Omicron più veloce di Delta: probabilità più alte di reinfezione

Secondo i dati del South African Covid-19 Modeling Consortium (qui il report preliminare), la variante Omicron si starebbe diffondendo due volte più rapidamente della variante Delta e potrebbe avere tre volte più probabilità di reinfettare coloro che si sono già ripresi dal Covid (ovvero gli ex positivi, ormai guariti).

I dati sopra citati non sono stati sottoposti a revisione paritaria o pubblicati su alcuna rivista scientifica, ma sono stati diffusi – prima sui social e poi tramite mezzo stampa – da Carl Pearson, ricercatore matematico della London School of Hygiene & Tropical Medicine.

Pearson al New York Times ha spiegato che gli scienziati non sono ancora sicuri se la rapida diffusione della variante sia principalmente dovuta alla sua contagiosità o alla capacità di eludere il sistema immunitario. Tuttavia, secondo il monitoraggio dei ricercatori sudafricani: la variante Omicron avrebbe almeno tre volte più probabilità di reinfettare le persone che si sono riprese da un’infezione da Coronavirus rispetto alle varianti precedenti.

Secondo un articolo di prestampa sottoposto a revisione paritaria (qui il documento consultabile), a confermare la tesi che sostiene la maggiore probabilità di riammalarsi di Omicron sarebbe il forte aumento del tasso di reinfezione da Covid, che si sta registrando attualmente in Africa.  Anche qui, però, bisogna fare una precisazione: in Africa solo il 25% della popolazione è vaccinata contro il Covid, quindi la velocità di diffusione dipende anche da questo. Fare un paragone con l’Italia (o altri Paesi in cui il tasso di vaccinazione è più alto) è di fatto azzardato. Non si possono fare delle previsioni valide per tutti analizzando il tasso di infezione in uno stato con il 75% di soggetti non vaccinati e, inoltre, arrivare alla conclusione che da noi – con oltre 97 milioni di persone vaccinate – possa accadere lo stesso.

Ricordiamo che in Italia, come registra il report vaccini Covid del Governo (costantemente aggiornato e consultabile al seguente link) :

  • l’87,64 % della popolazione over 12 ha ricevuto almeno una somministrazione;
  • l’84,71 % della popolazione over 12 ha completato il ciclo vaccinale.

Lo 0,67 % della popolazione over 12 inoltre risulta guarita dal Covid al massimo 6 mesi, mentre il Governo ha già avviato la campagna vaccinale per la somministrazione della terza dose. I numeri sono decisamente più alti, e incoraggianti, rispetto all’Africa.

Variante Omicron, i vaccinati sono più al sicuro

Tutti i dati e gli studi riguardanti la variante Omicron, ad oggi, sono in fase di revisione. Quello che sappiamo, attualmente, è che comunque questa mutazione del virus non è stata ancora in grado di eludere le garanzie di protezione offerte dai vaccini.

Nei confronti di tutte le varianti fino ad ora rilevate, i vaccini risultano essere efficaci e in grado di prevenire malattie gravi e peggioramenti delle condizioni di salute dei soggetti che si ammalano. Un soggetto vaccinato, pertanto, è potenzialmente più protetto e sicuro di chi ha sviluppato anticorpi perché guarito e/o di chi continua a sottoporsi a tamponi (rimandando o rifiutando il vaccino)

Per via dei tempi di incubazione del Covid e della non sempre massima attendibilità dei test rapidi, il vaccino rimane la principale arma di difesa contro questo virus. Anche per questo motivo il Governo italiano ha deciso di spingere con la campagna vaccinale e avviare la somministrazione delle terze dosi regione per regione (qui come e dove prenotarsi). L’obiettivo è arrivare a più persone possibile, immunizzando chi non si è ancora vaccinato e estendendo la protezione di chi invece ha completato il ciclo già da mesi.

Green pass e super green pass: potrebbe cambiare ancora?

Per spingere sempre più italiani a vaccinarsi, cercando di arginare il più possibile una nuova impennata dei contagi, l’Esecutivo di Draghi ha deciso di ricorrere al super green pass (vi abbiamo spiegato qui quali sono le differenze con il green pass “base”). In pratica, per partecipare a feste, eventi e attività di varia genere (dal cinema agli eventi pubblici e sportivi fino alla consumazione al chiuso in ristorante), adesso bisogna essere provvisti di certificazione verde covid rilasciata a seguito di vaccinazione o guarigione entro sei mesi.

Il tampone rapido o molecolare come green pass non basta più, ma sarà ammesso solo per il lavoro, gli spostamenti (con mezzi di trasporto nazionali, interregionali, regionali), gli alloggi in hotel e la consumazione all’aperto (seduti al tavolo). La decisione è arrivata anche a seguito di numerose segnalazioni riguardanti la scarsa attendibilità dei test anti Covid, che dal 6 dicembre non sono più validi per occasioni o eventi considerati più ad alto rischio, in caso di rilevata positività di una o più persone.

Ora, a fronte dei nuovi studi sulla variante Omicron, qualora dovessero essere confermati i dati, quello che ci viene spontaneo chiederci è: potrebbero cambiare di nuovo le regole per il rilascio del green pass? 

Si tratta di un’ipotesi certo, niente di ufficiale, ma se la mutazione continua a diffondersi e il vaccino rimane l’unico mezzo per contrastarla (una volta dimostrato che anche i guariti sono possibili diffusori del virus) ci potrebbe essere una ulteriore stretta sulla certificazione verde Covid? Magari un super green pass rinforzato rilasciato solo ai vaccinati?

Se c’è una cosa che più di un anno di pandemia ci ha insegnato è che davvero tutto è possibile ma imprevedibile. E le regole, come abbiamo imparato a nostre spese, mutano e si adattano spetto alle nuove condizioni. Non a caso, in Europa si è iniziato a parlare per la prima volta in questi giorni di obbligo vaccinale (qui il piano annunciato). Ma come si comporterà l’Italia?

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