Green pass illimitato dopo la terza dose: perché (non) piace ai medici

Il certificato verde potrebbe avere durata illimitata dopo la terza dose di vaccino anti Covid, ma non tutti gli esperti sono favorevoli a questo cambio di rotta

Dopo l’elezione del presidente della Repubblica, il Governo e il Parlamento si impegneranno per rivedere le regole anti Covid e quelle che regolano il Green pass. Tra le grandi novità in arrivo, dovrebbe esserci un cambio di rotta sulla quarantena a scuola, con il licenziamento del certificato del pediatra in favore di un tampone negativo in farmacia, isolamento e quarantena più brevi e niente più tamponi per i viaggi all’estero. Potremmo anche dire addio alla zona bianca, alla zona gialla e alla zona arancione. Rimarrebbe così solo la zona rossa, rinominata “zona di controllo”.

La trasformazione più attesa è senza dubbio quella che riguarda il certificato verde, che dopo la terza dose potrebbe avere una durata illimitata. Nonostante molti Paesi si stiano muovendo verso la quarta dose, infatti, è improbabile, allo stato attuale, che venga consigliata a tutta la popolazione in Europa. Dunque non esisterà un ulteriore richiamo del vaccino anti Covid, almeno con quelli di prima generazione somministrati fino a oggi.

Green pass illimitato dopo la terza dose: le critiche da parte di Nino Cartabellotta

L’idea di un Green pass illimitato, però, non piace a tutti gli esperti. Nino Cartabellotta, medico e presidente della Fondazione Gimbe, che dall’inizio della pandemia si occupa di valutare le misure di contenimento e monitorare in maniera indipendenti i dati del contagio, ha sottolineato che una certificazione verde senza scadenza potrebbe essere pericolosa.

Il Green pass, ha spiegato l’esperto in un’intervista concessa a Il Fatto Quotidiano, “deve avere una scadenza, idealmente allineata con la durata della protezione vaccinale”, per non creare un senso di falsa protezione dal coronavirus. Ma visto che l’Ema”, l’agenzia europea del farmaco, “in assenza di dati non raccomanda la quarta dose per la popolazione generale, siamo entrati in un loop”.

Un circolo vizioso “da cui non si può uscire” perché mancano le evidenze scientifiche. E anche perché da un punto di vista prettamente giuridico, uno strumento che “limita le libertà” non può certo avere durata illimitata. Come ha sottolineato Nino Cartabellotta, infatti, “la temporaneità è un principio base”.

Green pass illimitato dopo la terza dose: gli esperti favorevoli per il momento

Se il Consiglio dei Ministri dovesse decidere di rendere illimitata la durata del Green pass, almeno fino a dati concreti sulla quarta dose o fino all’arrivo di vaccini anti Covid di seconda generazione e adatti alla somministrazione ripetuta, magari annuale come avviene per gli antinfluenzali, non tutto il mondo della scienza sarebbe contrario.

A favore del Green pass illimitato dopo la terza dose, infatti, si sono spesi diversi esperti. Come Fabrizio Pregliasco, che però prevede un booster da fare in autunno, quando dovremmo osservare un nuovo colpo di coda del virus. Matteo Bassetti ha sottolineato che il certificato verde senza scadenza sarebbe una “prova di buonsenso”.

Anche Massimo Galli ha ribadito che al momento è “inutile” stressare i cittadini con una nuova scadenza e che sarà necessario attendere i dati completi che riguardano la quarta dose. Ancora più ottimista Pierpaolo Sileri, sottosegretario del Ministero della Salute, che ha parlato di un vero ritorno alla normalità già nel prossimo periodo.