Grecia, Turchia e migranti: l’altra pandemia e il piano Ue per fermarla

A due passi da noi, mentre incalza il Coronavirus, un'altra emergenza incombe: quella umanitaria al confine tra Grecia e Turchia

Mentre in tutto il mondo si diffonde l’emergenza Coronavirus, con una buona dose di infodemia che porta a un carico continuo e sovrabbondante di informazioni, spesso imprecise se non addirittura false, in una parte precisa dell’Europa, a due passi da noi, si sta consumando l’altra emergenza. Una pandemia dai contorni ancora indefiniti, ma dalle conseguenze devastanti per tutta l’Europa.

Cosa succede alla frontiera tra Grecia e Turchia

Migranti usati come squallida merce di scambio in un gioco di potere che porta al massacro. Da un lato il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis e dall’altro il presidente turco Recep Erdogan si scambiano gravi accuse. Dopo che Erdogan ha deciso di aprire le frontiere, inondando la Grecia di profughi in fuga soprattutto dalla Siria, è esplosa la crisi.

Sarebbero 80mila i migranti che Ankara ha già spinto verso l’Europa: 10mila, secondo altri 20mila, i profughi che sarebbero invece ancora ammassati alla frontiera, dove la polizia greca avrebbe fatto anche uso di lacrimogeni e addirittura aperto il fuoco contro i civili. Una crisi umanitaria gravissima, con Erdogan deciso a punire l’Europa soprattutto per il mancato appoggio in Siria contro il governo di Assad, sostenuto dal presidente russo Vladimir Putin.

La riapertura della rotta balcanica

La rotta balcanica era stata quasi del tutto chiusa all’inizio del 2016. Bruxelles allora si impegnò a sborsare a Erdogan, in un accordo molto controverso, 6 miliardi di euro entro il 2019 in cambio del blocco dei migranti e della costruzione di un sistema di accoglienza lungo la frontiera.

Oggi, lo schema è saltato e la rotta balcanica è sempre più affollata. Il gioco di Erdogan è piuttosto banale, ma spietato: il sedicente Sultano minaccia Bruxelles aizzandole contro i migranti.

Gli scenari possibili

Se la Ue paga, staccando un assegno da 3miliardi di euro in un’unica soluzione, dei sei che l’Europa gli ha concesso, tutto tornerà come prima. In questa ipotesi – la migliore per noi europei – una volta intascata la cifra, Erdogan alzerà ancora di più la posta e chiederà nuovi finanziamenti, questa volta senza alcun vincolo di destinazione. È probabile che questo denaro lo voglia utilizzare per acquistare nuove armi, per aumentare il controllo e la repressione in casa e continuare a soffocare il dissenso curdo.

Nell’ipotesi peggiore, che però pare più improbabile, e cioè se Bruxelles non paga, la Turchia rovescerà in Grecia altre migliaia di migranti, che intraprenderanno la battutissima rotta balcanica per approdare in Europa. Mitsotakis, stretto nelle maglie delle politiche neoliberiste europee, e ostaggio dell’estrema destra neonazista di Alba Dorata, continua intanto a respingere violentemente i migranti lungo la frontiera.

“Grecia scudo europeo”

La Ue sta provando a far sentire la sua voce inviando in Grecia i vertici di Bruxelles, Ursula von der Leyen, Charles Michel e David Sassoli. Le frontiere della Grecia sono le frontiere europee: la Ue rispetta gli impegni presi con la Turchia sulla gestione dei migranti, Ankara deve fare lo stesso.

Questo il doppio messaggio che hanno mandato da Kastanies, il valico di frontiera greca che i migranti stanno cercando disperatamente di attraversare. La Grecia è “il nostro scudo europeo”, ha tuonato von der Leyen.

Il piano Ue per gestire la crisi umanitaria

Bruxelles sta studiando un piano diversificato che prevede, da un lato, una missione ad hoc di Frontex e, dall’altro, un piano di assistenza finanziaria da 700 milioni per la Grecia, di cui 350 immediatamente disponibili.

La Commissione attiverà anche il meccanismo Ue di protezione civile per fornire materiale medico, tende e coperte. Serve determinazione, e coesione, e, come ribadito anche da David Sassoli, è necessaria al più presto una rimodulazione del Trattato di Dublino, per arrivare a una comune politica europea sulla gestione dell’immigrazione.

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