Governo Meloni: è possibile la maggioranza senza Berlusconi?

Per Giorgia Meloni è possibile andare avanti con il Governo senza lo scomodo alleato Silvio Berlusconi

Giorgia Meloni si appresta a giurare come capo del Governo nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nelle prossime ore. La leader di Fratelli d’Italia, vincitrice delle scorse elezioni politiche, tuttavia si trova ad affrontare dei problemi sulla tenuta della coalizione che comprende anche Lega e Forza Italia.

I rapporti di Meloni con Salvini e Berlusconi

Se, almeno per il momento, Matteo Salvini appare l’alleato più rassicurante per quanto riguarda l’appoggio all’esecutivo che si accinge a nascere, il maggiore problema della Meloni è rappresentato attualmente da Silvio Berlusconi.

Infatti, dopo l’elezione di Fontana a presidente della Camera e l’approdo dello stesso Salvini al ministero delle Infrastrutture, il Carroccio sembra sposare appieno la linea tracciata dalla leader della coalizione. Discorso diverso per quanto riguarda l’ex presidente del Consiglio, a capo di quella che è diventata la terza forza dell’alleanza del futuro Governo.

Dopo lo scontro sul caso Ronzulli e lo strappo di FI sull’elezione di Ignazio La Russa come Presidente del Senato, gli audio shock di Berlusconi su Putin circolati nell’ultima settimana potrebbero aver segnato un solco tra i due alleati che, se anche ricomposto, rischia di ripresentarsi in futuro, mettendo in pericolo la tenuta della maggioranza.

In questo senso, con il post pubblicato sui canali social, Meloni ha voluto fugare i dubbi sulla collocazione euro-atlantica del Governo, ma anche far capire al Cavaliere di non essere più disposta a trattare.

In molti, quindi, si interrogano se sia possibile una maggioranza senza Berlusconi o se si possa addirittura tornare alle urne il prossimo aprile. Quest’ultimo al momento appare però come uno scenario piuttosto inverosimile.

È possibile una maggioranza senza Berlusconi per il Governo Meloni?

Per quanto riguarda la prima ipotesi, si potrebbero configurare delle situazioni al momento imprevedibili, ma da non escludere del tutto. Come riportato da diversi retroscena, Forza Italia potrebbe dividersi tra chi è convinto a rimanere fedele a Berlusconi e chi, al contrario, sarebbe pronto ad appoggiare la presidente del Consiglio in pectore.

I transfughi potrebbero approdare al gruppo di Maurizio Lupi “Maie – Noi Moderati – Civici d’Italia”, favorito da alcuni parlamentari messi a disposizione da Fratelli d’Italia. Numeri alla mano, ad oggi la presenza di Forza Italia è decisiva al Senato, grazie ai 18 eletti tra le proprie file. Tuttavia, per superare la soglia della maggioranza, fissata a 101, basterebbe anche un numero più esiguo.

La somma di Fratelli d’Italia (63) insieme a Lega (29) e Noi Moderati (6) si attesta a 98 senatori. Basterebbero quindi almeno 3 forzisti pronti a sganciarsi per ottenere il quorum necessario per la fiducia alla Camera alta.

In caso Meloni non riuscisse ad attrarre almeno questo numero di parlamentari, potrebbe venire in soccorso Matteo Renzi, per alcuni già in rotta con Carlo Calenda. Se Italia Viva decidesse di sfilarsi da Azione, infatti, potrebbe contare su 5 voti da mettere a disposizione del nascituro Governo.

Al momento queste possono essere derubricate a scenari di fantapolitica. Tuttavia rimane la curiosità per comprendere quali potrebbero essere le mosse da parte dei leader mostrate nella scorsa legislatura.