Governo Meloni, chi sarà il prossimo ministro della Transizione Ecologica?

Ecco i nomi in campo per il ministero della Transizione Ecologica del prossimo Governo di Giorgia Meloni, con qualche sorpresa

Giorgia Meloni, dopo la vittoria alle elezioni politiche del 2022, si appresta a diventare la prima presidente del Consiglio donna della storia d’Italia. La futura inquilina di Palazzo Chigi sta lavorando in questi giorni nel definire la squadra di Governo, che dovrà tenere conto anche degli equilibri con gli alleati di coalizione Lega e Forza Italia.

Meloni si è trincerata in questi giorni in un assoluto silenzio, non rilasciando alcuna dichiarazione nemmeno dopo l’incontro al vertice alla Camera dei Deputati con Matteo Salvini, al quale ha partecipato via telefono anche Silvio Berlusconi.

Secondo quanto dicono i rumors che ruotano attorno a Palazzo Chigi, per il totoministri sia Salvini che Berlusconi sono decisi a strappare qualche dicastero chiave. Il primo, dopo l’esperienza del Conte 1, vorrebbe tornare al Viminale da ministro degli Interni, mentre il secondo potrebbe spingere il suo numero 2, Antonio Tajani, alla Farnesina in qualità di nuovo ministro degli Esteri.

Questi elencati, insieme a Economia e Difesa, sono senza dubbio i due ministeri su cui si concentrerà l’attenzione non solo italiana ma anche internazionale. Tuttavia, visto anche la crisi energetica e climatica, un ruolo di primo piano dovrebbe averlo anche il prossimo titolare del Ministero della Transizione Ecologica.

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Chi sarà il prossimo ministro della Transizione Ecologica?

Attualmente, infatti, Roberto Cingolani, finora l’unico a occupare la carica istituita dal Governo Draghi nel 2021, ha anche la delega cruciale riguardante l’Energia. Non solo. Per la transizione ecologica sono destinati circa il 37,5% dei fondi europei per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, pari a una cifra intorno ai 72 miliardi di euro.

Il tema del rispetto degli accordi europei nella lotta al cambiamento climatico è uno dei campi su cui si giocherà il rapporto tra Roma e Bruxelles, nonché tra Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen. Il nome e le funzioni assegnate al prossimo ministro della Transizione Ecologica saranno quindi un segnale all’Unione Europea sulle intenzioni del prossimo Governo su questa materia.

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Da Cingolani a Procaccini, i possibili candidati al MITE

Tra i candidati alla carica troviamo in primis lo stesso Roberto Cingolani che potrebbe quindi succedere a sé stesso. Come riportato da alcune fonti interne, Giorgia Meloni avrebbe già sondato la disponibilità dell’attuale ministro nel restare al suo posto, il quale però avrebbe declinato l’offerta. Un rifiuto che però potrebbe trasformarsi in accettazione se a chiedere una sua disponibilità fosse il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Un’altra opzione sarebbe quella di Francesco Starace, attuale amministratore delegato e direttore generale dell’Enel, che ha sicuramente uno standing internazionale e potrebbe garantire al nuovo esecutivo una serie di rapporti consolidati con i partner in Europa e nel mondo.

Non è tuttavia escluso che la presidente del Consiglio in pectore possa propendere per una scelta diametralmente opposta alle due presentate finora, levando la Transizione Ecologica da personalità tecniche di peso e optando per figure più politiche.

In tal caso questa delega potrebbe finire a Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera della legislatura appena terminata, o Nicola Procaccini, europarlamentare e responsabile di Fratelli d’Italia per i temi di Ambiente e energia.