Tutti i ministri “saltati” con il Governo Draghi

Tra ministri confermati e/o trasferiti ad altri incarichi, diversi sono i politici scelti da Conte ora saltati con il Governo Draghi

Mario Draghi lo aveva detto: il suo Governo sarebbe stato frutto di un compromesso, fatto di ministri “politici” (ovvero rappresentanti dei partiti di maggioranza) e “tecnici” (nomi estranei alla militanza politica e messi a ricoprire ruoli chiave all’interno della sua squadra). Così, al Mef e al ministero di Grazia Giustizia, sono stati chiamati rispettivamente l’economista Daniele Franco e la presidente emerita della Corte Costituzionale Marta Cartabia, mentre il neo ministero per la Transizione Ecologica è stato affidato a un accademico, il fisico Roberto Cingolani. Tutti gli altri ministeri, invece, sono stati spartiti tra Forza Italia, Lega, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Italia Viva.

Ma, oltre ai ministri scelti per prendere parte al Governo Draghi, fanno eco oggi i nomi dei rimasti esclusi, i protagonisti politici del Conte bis ora rimasti fuori dall’Esecutivo. Vediamo chi sono.

Tutti i ministri Cinquestelle “saltati” con il Governo Draghi

Se la conferma dei ministri fosse una partita a carte, sicuramente quelli a uscirne maggiormente sconfitti sarebbero i Cinquestelle. Il Movimento guidato da Beppe Grillo, infatti, da maggior rappresentanza politica in Parlamento, perde ben cinque “poltrone”. Nello specifico, i ministri pentastellati “saltati” sono:

  • Alfonso Bonafede, prima al ministero della Giustizia, affidato alla tecnica Marta Cartabia;
  • Nunzia Catalfo, prima al ministero del Lavoro, affidato ad Andrea Orlando del Pd;
  • Lucia Azzolina, prima al ministero dell’Istruzione, affidato al tecnico Patrizio Bianchi;
  • Paola Pisano, prima al ministro dell’Innovazione tecnologica, affidato al tecnico Vittorio Colao;
  • Riccardo Fraccaro, prima sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ruolo ricoperto da Roberto Garofoli.

Confermati invece dal Governo Draghi: Federico D’Incà ai Rapporti con il Parlamento e Luigi Di Maio agli Affari Esteri. Mentre restano, ma vengono spostati ad altri ministeri: Fabiana Dadone (che passa dall’essere ministra Pubblica amministrazione a ministra per le Politiche Giovanili, lasciando il posto a Brunetta e prendendo quello di Vincenzo Spadafora) e Stefano Patuanelli, che da ministro dello Sviluppo economico (affidato a Giancarlo Giorgetti) prende l’Agricoltura.

Tutti i ministri PD “saltati” con il Governo Draghi

Perde quattro ministri il Partito Democratico, anche se resta in forse il ruolo di Amendola come ministero per gli Affari Europei. È ancora da chiarire l’assenza di questo ministero tra quelli citati e assegnati da venerdì 12 febbraio, vi sono probabilità che il Premier incaricato terrà la delega o forse il ruolo verrà assegnato ad un sottosegretario, magari della Presidenza del Consiglio.

Lasciano invece l’incarico di ministri rappresentanti del PD:

  • Roberto Gualtieri, prima al ministero dell’Economia, affidato al braccio destro di Draghi, Daniele Franco;
  • Francesco Boccia, prima al ministero degli Affari Regionali e Autonomie, affidato a Mariastella Gelmini;
  • Giuseppe Provenzano, prima al ministero per il Sud, affidato a Mara Carfagna;
  • Paola De Micheli, prima al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ora affidato a Enrico Giovannini.

Confermati invece Lorenzo Guerini al ministero della Difesa, Dario Franceschini al ministero della Cultura e Roberto Speranza al ministero della Salute.

Chi “salta” e chi resta di Italia Viva

Uno a uno invece per Italia Viva: il partito di Renzi, dopo aver scatenato la crisi di Governo, ha perso un ministro alle politiche agricole alimentari e forestali e ne ha guadagnato uno alle Pari opportunità. Fuori la senatrice Teresa Bellanova, che ha lasciato il posto a Stefano Patuanelli e dentro la ministra Elena Bonetti al ministero delle Pari opportunità e Famiglia.

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Tutti i ministri “saltati” con il Governo Draghi