Governo Draghi, cos’è il ministero per la Transizione ecologica voluto da Grillo

Come funziona negli altri Paesi il ministero per la transizione ecologica decisivo per il sostegno del M5s al governo Draghi

Voluto fortemente da Beppe Grillo e annunciato dalla presidente di Wwf Italia Donatella Bianchi, all’uscita dalle consultazioni con Mario Draghi, il ministero per la Transizione ecologica sembra essere l’unico punto fermo del nuovo governo. Una novità sulla quale sembrerebbe confidare molto il presidente incaricato, per attuare la svolta ambientalista prevista nel suo esecutivo.

Governo Draghi, il ministero per la Transizione ecologica voluto da Grillo: di cosa si tratta

Per convincere gli iscritti del M5s a sostenere il governo Draghi, Beppe Grillo ha puntato sulla promozione di questo nuovo dicastero, portando come esempi le realtà già presenti in Francia e in Spagna.

Nello stesso quesito sul quale si è espressa la base grillina sulla piattaforma Rousseau è stato fatto esplicito riferimento al progetto.

“Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”, questo il testo della domanda rivolta agli elettori Cinque Stelle.

Ma in cosa consisterebbe questo nuovo “super-Ministero” così tanto decisivo per le sorti del governo in arrivo?

Con la nuova denominazione, l’attuale ministero dell’Ambiente, nato in Italia dal 1986, dovrebbe includere in sé le funzioni anche del ministero dello Sviluppo economico.

Al suo interno, tutt’oggi esiste già un dipartimento per la Transizione ecologica che come descritto dal sito “cura le competenze del ministero in materia di economia circolare, contrasto ai cambiamenti climatici, efficientamento energetico, miglioramento della qualità dell’aria e sviluppo sostenibile, cooperazione internazionale ambientale, valutazione e autorizzazione ambientale e di risanamento ambientale”.

Dalla sua nascita, il nuovo dicastero dovrebbe avere in dote la gestione i circa 69 miliardi previsti come capitolo di spesa dal Piano nazionale per accedere ai fondi del Next Generation Eu.

Il compito dovrebbe essere quello di trasformare del sistema produttivo verso un modello più sostenibile, che renda meno dannosi per l’ambiente la produzione di energia, la produzione industriale e, in generale, lo stile di vita delle persone.

Governo Draghi, il ministero per la Transizione ecologica: gli esempi negli altri Paesi

Un ministero omologo è stato costituito in Francia dal presidente Emmanuel Macron, con a capo la ministra Barbara Pompili. Si tratterebbe dell’evoluzione del ministero dell’ambiente nato nel 1971 e che negli anni ha preso il nome di “ministero per la qualità della vita” e “ministero dello sviluppo sostenibile”.

Anche in Spagna è presente un ministero con le stesse funzioni, che il premier Pedro Sanchez ha assegnato alla ministra Teresa Ribera Rodriguez. I principali obiettivi stabiliti nel 2018 sono quelli di portare al Congresso una legge sui cambiamenti climatici ed elaborare un piano energetico per i prossimi 10 anni per presentarlo a Bruxelles.

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