Bomba nel Governo, Giorgetti si dimette? Cosa succede

Le elezioni del Presidente della Repubblica si sono svolte in un clima tutt'altro che sereno, tra divergenze di opinioni e scambi di battute tra maggioranza e opposizione, Giorgetti ha finalmente risposto alle voci che davano vicine le sue dimissioni

Sabato 29 gennaio 2022 il Parlamento, al settimo scrutinio, ha (ri)eletto Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e non tra pochi colpi di scena. Tra divergenze di opinioni e scambi di battute sia nella maggioranza che all’opposizione, si è parlato per un momento anche di probabili e imminenti dimissioni da parte di Giancarlo Giorgetti. Alle voci che davano per certa la sua ritirata, però, il ministro dello sviluppo economico ha poi replicato, seguito dalle dichiarazioni rilasciate da Salvini e Zaia sulla questione.

Ma cosa è successo nelle ore precedenti? Perché si è parlato tanto di una “bomba nel Governo” pronta a scoppiare? 

Elezioni Presidente della Repubblica: la spaccatura a destra

Alleanze politiche, patti saltati e giochi di potere sembrerebbero aver contraddistinto la rielezione del Presidente della Repubblica nei giorni scorsi (qui le regole sul voto e gli schieramenti in Parlamento). La spaccatura tra il centro destra di Matteo Salvini e la destra di Giorgia Meloni, per esempio, è stata più che evidente (e mai negata in fondo dai diretti interessati).

Dopo l’accordo su Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica, non andato a buon fine, i due alleati non sono riusciti a trovare un nome su cui convergere.

“Mi aspettavo un atteggiamento diverso da molte persone, mi aspettavo che il centro destra avesse più coraggio, e cioè battersi con dignità per eleggere un Presidente della Repubblica”, ha dichiarato Giorgia Meloni durante un collegamento con lo studio di Mentana, a La7. “Bisognava lavorarci, bisognava crederci, ma c’erano i margini per eleggere un Presidente della Repubblica che fosse lontano dalla storia della sinistra. Noi come Fratelli d’Italia abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare, altri non c’hanno creduto”, ha poi aggiunto la stessa quando le è stato chiesto di Salvini.

“Non ho da giudicare nessuno, saranno gli italiani a giudicare – ha poi chiosato – una delle cose che intendiamo fare immediatamente in merito a questo spettacolo indegno è la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per l’elezione diretta del capo dello Stato”.

Scoppia il caso Giorgetti: da dove sono partite le voci che davano per certe le sue dimissioni

Evidenti spaccature sono emerse anche all’interno dei partiti di destra, tanto da giustificare le possibili dimissioni da parte di Giorgetti. Da sempre considerato la voce moderata della Lega, pare che la divergenza di opinioni rispetto alle prese di posizione manifestate da Salvini avrebbero spinto il ministro a valutare un ritiro.

Secondo le indiscrezioni trapelate nelle ultime ore, il ruolo giocato dal Carroccio nelle elezioni del Presidente della Repubblica non avrebbe convinto Giancarlo Giorgetti, che invece avrebbe puntato su Mario Draghi come prossimo capo dello Stato. La sua proposta, che prima sembrava essere appoggiata, è stata poi abbandonata dallo stesso Salvini, che dopo alcuni giorni ha virato su una possibile figura femminile e poi si è detto sostenitore di Mattarella.

Dimissioni Giorgetti: parla il diretto interessato

Sulla questione, sabato 29 gennaio in serata, si è espresso comunque il diretto interessato. Intercettato dai giornalisti, infatti, Giorgetti (in merito alle sue possibili dimissioni) ha dichiarato: “No, non mi dimetterò ma va deciso il modo con cui affrontiamo un anno molto complicato, con problemi molto seri, dall’aumento dei prezzi dell’energia all’inflazione. Quindi il governo deve essere compatto”.

Alla domanda se ora quindi l’esecutivo non gli sembri compatto, ha poi aggiunto: “I problemi che arriveranno sono tali che dovrà essere compattissimo”.

Su un possibile rimpasto come soluzioni alle divergenze di opinione emerse in questi giorni Salvini ha invece dichiarato: “Rimpasto? Ne parleremo con Draghi, se c’è qualche ministro che non ha voglia di lavorare o di non essere coerenti è giusto che ne parliamo ma da lunedì”.

L’allontanamento di Giorgetti è stato smentito anche da Zaia, che ha affermato: “”Nel governo mi auguro che non cambia nulla, visto che abbiamo davanti dei mesi cruciali. Siamo ancora in fase emergenziale fino al 31 marzo, manca solo poco più di un anno per il rinnovo del Parlamento. È ora di parlare di meno, pancia a terra e lavorare. Non risulta che Giorgetti abbia minacciato le dimissioni. Per me resta il nostro ministro”.