Vaccino Covid, perché la Germania ha acquistato 30 milioni di dosi: la polemica

Un accordo tra la Germania, Pfizer e BioNTech garantisce al Paese 30 milioni di dosi in più di quelle previste dagli accordi europei

Tramite un accordo bilaterale con il produttore, la Germania si è assicurata oltre 30 milioni di dosi di vaccino Pfizer e BioNTech, che si aggiungono alle 55,8 milioni di dosi che arriveranno al Paese tramite gli accordi dell’Unione Europea. La notizia non è stata accolta bene in Italia e nel resto d’Europa, ma fonti del Ministero della Sanità tedesco hanno spiegato i motivi dietro la mossa di Berlino.

Il ministro Jens Spahn, che ha superato nei sondaggi la popolarità della cancelliera Angela Merkel, ha annunciato che entro la fine del 2020 la Germania riceverà 1,3 milioni di dosi del vaccino anti Covid e che da gennaio ogni settimana i 442 centri di vaccinazione avranno a disposizione 700 mila dosi della profilassi prodotta da Pfizer e BioNTech, con il solo hub dell’aeroporto di Tegel, a Berlino, che potrà effettuare 5 mila punture al giorno.

In Baviera circa 100 centri, complessivamente, riusciranno a gestire 30 mila vaccinazioni al giorno. È previsto anche l’uso di unità mobili che raggiungeranno disabili e anziani a casa.

Entro il primo trimestre del 2021 il Paese dovrebbe avere tra le 11 e le 13 milioni di dosi, sufficienti per la vaccinazione di circa 6,5 milioni di persone. Tramite gli accordi Ue, la Germania riceverà 300 milioni di dosi, tra vaccino Pfizer e BioNTech, e quelli sviluppati da AstraZeneca, CureVac e Moderna. Solo di quest’ultimo sono previste 50,5 milioni di dosi.

Perché la Germania ha acquistato 30 milioni di dosi del vaccino Pfizer

La corsa al vaccino, spiegano le fonti del Ministero della Salute, sarebbe giustificata dalla preoccupazione del governo federale di non raggiungere l’immunità di gregge con le dosi acquistate dall’Unione europea, circa 1,3 miliardi in totale. Di queste tuttavia solo 300 milioni di dosi del vaccino Pfizer verranno consegnate con sicurezza ai Paesi membri, e altre 80 milioni arriveranno con certezza dall’azienda americana Moderna, il cui farmaco non è però ancora stato autorizzato dall’Ema.

Per questo Berlino teme che non ci siano abbastanza dosi per far ripartire il Paese in tempi brevi, e ha deciso di correre ai ripari. Bisogna inoltre contare le difficoltà già riscontrate nel rispettare la catena del freddo, dato che il vaccino con tecnologia mRna deve essere conservato a -70° C.

Jens Spahn ha anche annunciato che verrà intensificata la produzione del vaccino in Germania, considerando che l’azienda farmaceutica BioNTech è tedesca e di recente ha acquistato una nuova fabbrica a Marburg, in Assia, che dovrebbe essere operativa già tra febbraio e marzo 2021.

In Germania 30 milioni di dosi di vaccino Pfizer: le dichiarazioni di Arcuri

Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza Covid della Protezione Civile, ha dichiarato che “l’Italia insieme alla Francia, alla Germania e all’Olanda ha promosso l’acquisto centralizzato europeo. È stata ed è una bella pagina dell’Europa. L’Unione europea compra per tutti i Paesi membri e distribuisce il vaccino in funzione della popolazione. A noi tocca il 13,5% dei vaccini. Confidiamo che questa bella pagina non si debba interrompere”.

In Germania 30 milioni di dosi di vaccino Pfizer: la critica di Galli

La mossa della Germania è “posso dire, come minimo inelegante. Non eravamo noi i furbetti che facevamo delle cose pur di garantirci dei vantaggi? Non è una procedura né corretta né gradevole da sentire” ha commentato Massimo Galli, direttore del Centro malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano.

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