Funivia Stresa, i conti in rosso delle Ferrovie del Mottarone

Il titolare della società che gestisce la funivia, adesso indagato per il disastro, aveva depositato il bilancio quattro giorni prima

Nelle ore in cui il gip respinge la conferma del carcere per i tre indagati del disastro della funivia Stresa-Mottarone, emergono i conti in rosso della società che gestisce l’impianto. Il Corriere della Sera mostra infatti il bilancio della società “Ferrovie del Mottarone”, depositato quattro giorni prima la tragedia che ha provocato 14 vittime e un ferito grave, un bambino di 5 anni, unico sopravvissuto.

Funivia Stresa, i conti in rosso delle Ferrovie del Mottarone: le accuse

Nel decreto di fermo col quale si chiedeva la custodia cautelare per i tre indagati, la Procura di Verbania accusava il gestore Luigi Nerini e il direttore d’esercizio Enrico Perocchio, di sapere del “forchettone” messo al freno d’emergenza dal caposervizio della funivia Gianluca Tadini e di aver avvalorato questo rimedio alle anomalie che facevano scattare il blocco automatico, per salvaguardare i propri conti anziché la sicurezza dei viaggiatori.

“Una manutenzione più impegnativa dell’impianto avrebbe risolto l’anomalia ai freni che li faceva scattare all’improvviso ma Nerini e Perocchio – si legge – non si sono attivati per consentire i necessari interventi di manutenzione che avrebbero richiesto il temporaneo fermo dell’impianto, con conseguenti ripercussioni di carattere economico“.

Funivia Stresa, i conti in rosso delle Ferrovie del Mottarone: i conti

Fino ad oggi erano noti soltanto i numeri degli anni passati, positivi fino al 2019: due anni fa la società aveva chiuso con 439 mila euro di utile, migliorando i risultati positivi del 2018 (350 mila) e 2017 (232 mila). Nel 2020 a causa delle conseguenze del Covid-19, il fatturato dell’azienda si è dimezzato da 1,8 milioni a 866mila euro, al netto dei contributi del Comune di Stresa e della Regione Piemonte.

Nel documento, approvato il 28 aprile dal proprietario al 100% e amministratore unico della società Luigi Nerini, si legge: “Facciamo presente che la società ha sostenuto dei costi non previsti dal Comune (cioè dal contratto con il soggetto concedente, ndr) ma necessari” come “l’imbiancatura interna delle stazioni di Stresa e Alpino”.

Quel giorno Nerini sapeva che avrebbe approvato un bilancio in rosso di 82mila euro: “Nella stagione 2020 — è scritto ancora nel bilancio — a causa della pandemia la Funivia è stata chiusa dall’8 marzo al 29 maggio (…) e in dicembre è stata attiva solo dal 19 al 23. I giorni di chiusura della stagione 2020 in cui abbiamo dovuto sospendere il servizio sono stati 108. Nei mesi restanti nonostante l’apertura vi è stato comunque un significativo calo di utenza…”

Il proprietario delle Ferrovie del Mottarone gestiva in concessione un giro d’affari senza concorrenza intorno agli 1,7-1,8 milioni, che gli avrebbe garantito uno stipendio di quasi 100 mila euro l’anno e prima del Covid dai 200 agli oltre 400 mila euro di utili, cioè circa il 15-20% del fatturato.

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