Flop Pd, Letta non si ricandida: i possibili sostituti

Il segretario del Pd è duro con sé stesso e col partito a poche ore dalla sconfitta elettorale che ha consegnato il Governo al centrodestra

I risultati delle elezioni politiche hanno consegnato all’Italia un quadro chiaro: da una parte l’exploit di Fratelli d’Italia, dall’altra la caduta del Partito Democratico. L’ultima tornata elettorale, infatti, è stata una delle più amare per i dem, che non sono andati oltre un deludente 19% che, dati alla mano, è il risultato più deludente di sempre del partito. A leccarsi le ferite, dopo essere stato condottiero in questa campagna elettorale, è il segretario Enrico Letta che già nelle ore immediatamente successive alla chiusura dei seggi e all’inizio dello spoglio sentiva traballare la sua posizione in seno al partito.

Letta e il passo indietro nel Pd

Ma a sorprendere tutti, nel corso della conferenza stampa all’indomani della debacle elettorale, è stato proprio il segretario del Partito Democratico Letta, che ha annunciato di voler fare un passo indietro. Non si parla di dimissioni immediate, ma della scelta di non essere più la guida del partito del futuro.

Nel corso della conferenza stampa, infatti, l’ex premier ha considerato insoddisfacente il risultato e ha poi tuonato: “Serve un nuovo Pd, non mi ricandido segretario. Il prossimo sarà un congresso di profonda riflessione, sul concetto di un nuovo Pd che sia all’altezza di questa sfida epocale, di fronte a una destra che più destra non c’è mai stata”.

Il segretario dem, quindi, assicura che il futuro del Pd sarà senza di lui alla guida e detta già i consigli al possibile successore che deve stare attento al centrodestra e al Governo che si insedierà presto: “Con questa destra, chi verrà dopo di me dovrà lavorare per un lavoro che dia una alternativa alla maggioranza degli italiani. Avremo delle elezioni in primavera e dovremo andare con uno schema che non dia campo libero alla destra. Gli elettori hanno detto la loro e spero che da oggi in poi si possa costruire questa alternativa”.

Pd, chi sarà il prossimo segretario?

Già prima delle parole di Letta dal Nazareno era comunque partito un toto-segretario volto a trovare quanto prima un sostituto nel caso in cui i risultati delle elezioni fossero stati deludenti. L’amaro in bocca si è palesato già nella notte e le successive dichiarazioni del segretario hanno dato il via alla ricerca della nuova guida.

All’interno del partito ci sono più posizioni alle quali corrispondono altrettanti nomi. Il fronte che vorrebbe riallacciare i ponti col Movimento 5 Stelle propone Beppe Provenzano, attuale vice segretario Dem. Ma c’è anche chi vorrebbe puntare forte su Elly Schlein, vice presidente della giunta regionale dell’Emilia Romagna che ha buoni rapporti con i grillini. Sempre dal governo emiliano potrebbe venir fuori il nome di Stefano Bonaccini che gli ex renziani del Pd vorrebbero come segretario.

Ultimo, ma non ultimo, nome della rosa dei possibili segretari è quello di Antonio Decaro, primo cittadino di Bari, che potrebbe candidarsi alla segreteria del Pd con l’appoggio del presidente della Puglia Michele Emiliano.

La sfida al centrodestra

Prima di congedarsi dal ruolo di segretario Partito Democratico, però, Enrico Letta promette opposizione al governo Meloni (qui vi abbiamo parlato delle tappe che porteranno all’insediamento) o qualsiasi di centrodestra arriverà: “Faremo opposizione con tutte le nostre forze. Non permetteremo che l’Italia si stacchi dai valori europei e dai profondi valori della Costituzione. Quindi opposizione dura, intransigente e sforzo massimo da domani per pensare al futuro”.

Sulla possibilità di vedere Meloni premier ha poi sottolineato: “Ci aspettano giorni duri, per l’Italia. Se siamo arrivati al governo Meloni è a causa di Giuseppe Conte, che ha fatto cadere il governo ed è stato il punto scatenante”.