Fase 2, il Comune di Milano firma ordinanza anti-movida: multe fino a 3 mila euro

Assembramenti vietati e multe salatissime per chi viola le regole: cosa prevede l’ordinanza anti-movida

Aperitivi in compagnia e assembramenti nelle piazze, i bar e i luoghi di incontro: la Fase 2 sta diventando sempre più difficile da gestire e, per contrastare il rischio di un ulteriore aumento dei contagi da Covid-19, il Comune di Milano ha pensato bene di risolvere il problema firmando un’ordinanza “anti-movida”.

Ordinanza anti-movida: il sindaco Sala passa dalle parole ai fatti

Milano è stata una delle città più colpite della pandemia. Il numero di contagiati e morti per Coronavirus nel comune è tra i più alti in Italia, tanto che adesso – in piena Fase 2 (qui lo speciale di QuiFinanza) – mentre in molte altre parti del Paese l’emergenza sembra star rientrando pian piano, nel capoluogo lombardo la situazione non è molto migliorata.

Per questo motivo, ad oggi, le immagini degli assembramenti fuori dai locali preoccupano gli esperti e le istituzioni. Ci sono serie probabilità che un nuovo focolaio si sviluppi, essere prudenti dunque è fondamentale.

Da qui l’idea del sindacato Giuseppe Sala di emettere un’ordinanza “anti-movida” che, dopo essere stata annunciata dallo stesso qualche giorno fa, è stata firmata ed è diventata operativa a partire da martedì 26 maggio 2020.

Cosa prevede l’ordinanza anti-movida: i comportamenti vietati

Stando a quello che prevede l’ordinanza anti-movida di Sala, da martedì 26 maggio e fino a lunedì 15 giugno a Milano sarà vietato:

  • alle attività commerciali di vendere per asporto bevande alcoliche di qualsiasi gradazione dalle 19.00 alle 7.00 del mattino;
  • ai cittadini di consumare, sempre dalle 19.00 alle 7.00 del mattino, bevande alcoliche su area pubblica o privata ad uso pubblico (compresi quindi parchi, giardini e ville aperte al pubblico).

Dal divieto di vendere bevande alcoliche nella fascia oraria indicata sono esclusi le medie e grandi strutture di vendita e i centri commerciali, mentre lo stesso vale per “tutte le tipologie di esercizi pubblici, esercizi di vicinato, attività artigianali di asporto e distributori automatici”.

Multe fino a 3 mila euro a chi trasgredisce le regole

La sanzione prevista per chi viola le disposizioni dell’ordinanza è una multa cui importo può variare da 400 euro a 3 mila euro.

La consumazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione, pertanto, rimane consentita solo all’interno dei pubblici esercizi in sede fissa e all’esterno degli stessi, nelle aree in concessione ed esclusivamente con servizio al tavolo, dove il personale del locale può monitorare la situazione e, tenendo conto delle linee guida attualmente in vigore, evitare assembramenti e garantire il rispetto delle distanze di sicurezza.

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