Fase 2, aeroporti in allarme: sarà peggio dell’11 settembre

Per Assaeroporti, il settore vedrà un calo di 1,6 miliardi nel 2020. Per il trasporto aereo, la sfida è conciliare sicurezza e sostenibilità economica

Più difficile del post-11 settembre. Si prospetta così la Fase 2 per il settore aeroportuale, che secondo Assaeroporti rischia di vedere tagliato il proprio fatturato di 1,6 miliardi nel 2020.

“Una crisi senza precedenti”, fa sapere l’associazione che riunisce i gestori degli aeroporti: a fronte di entrate sostanzialmente azzerate, si continuano infatti a sostenere oneri “incomprimibili”, che possono ammontare fino all’85% dei costi. Situazione che, spiega la nota di Assaeroporti, ha costretto a richiedere la cassa integrazione per oltre 10.000 lavoratori, più del 95% dei dipendenti. 

Le perdite di marzo e le stime

Nel solo mese di marzo, gli aeroporti italiani hanno perso oltre 11,5 milioni di passeggeri, e hanno visto una flessione del traffico assestatasi nelle ultime settimane al -100%. E se prima della pandemia si stimava che il traffico aereo in Italia avrebbe raggiunto, alla fine del 2020, circa 200 milioni di passeggeri, i dati attuali prevedono che l’anno in corso potrebbe chiudersi con una perdita di 120 milioni di unità.

Tra distanziamento e sostenibilità economica

Diversi i punti critici sul tavolo del Governo, del ministero dei Trasporti e delle task force: in particolare, si discute di come consentire l’uso degli aeromobili e di come organizzare l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri. Mentre si parla di impiegare termoscanner e sistemi di riconoscimento biometrico negli aeroporti, il problema è che le misure di distanziamento sociale appaiono incompatibili con la sostenibilità economica. 

Il distanziamento fisico di 1 metro tra i passeggeri potrebbe portare a una riduzione del 66% dei posti disponibili. Ciò significa che per le compagnie aeree effettuare un volo diventerebbe una spesa, e questo, dicono gli addetti ai lavori, potrebbe paralizzare il trasporto aereo. Anche i bus interpista vedrebbero una riduzione di passeggeri dai  90 medi a circa 15, facendo ulteriormente schizzare i costi.

Tracciabilità dei passeggeri

Tra le proposte per mettere in sicurezza il settore, si parla di tracciabilità dei movimenti dei passeggeri per l’intera durata del viaggio con il riconoscimento biometrico, e della virtualizzazione di biglietti e carte di imbarco, in modo da consentire la ricostruzione dei tragitti dei passeggeri e le posizioni occupate a bordo in caso di necessità. 

Negli aeroporti si dovrà osservare il metro di distanza dovunque sia fattibile, ma si considera anche l’utilizzo di plexiglas e divisori nei luoghi dove è più difficile far osservare il distanziamento. Sugli aerei, gli operatori chiedono di garantire ove possibile il distanziamento tra i passeggeri, o imporre l’utilizzo di mascherine e guanti. Si misurerà anche la temperatura a tutti i passeggeri in partenza e in arrivo, ma c’è anche la possibilità che si utilizzino test immunologici prima dell’ingresso in aeroporto.

L’appello al Governo

Secondo Assaeroporti, inoltre, “è fondamentale che le azioni per il rilancio si inseriscano all’interno di una strategia di lungo termine che consenta non solo di superare la peggiore crisi mai affrontata ma anche di risollevare, con rinnovato slancio, il trasporto aereo nazionale nel suo complesso”.

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