Elon Musk adesso entra in politica e punta alla Casa Bianca? La stoccata a Biden

L'imprenditore Elon Musk potrebbe fare il suo ingresso in politica e influenzare i risultati delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti

Elon Musk esce allo scoperto e conferma quella deriva repubblicana di cui i media internazionali parlano da tempo. Dopo aver abbracciato posizioni trumpiane, il magnate si è schierato però dalla parte del suo rivale alle prossime elezioni presidenziali statunitensi. E c’è chi addirittura parla di una sua discesa in campo, utilizzando un termine tanto caro alla politica italiana e agli imprenditori che decidono di presentarsi davanti ai cittadini per ottenere il loro voto alle urne. Le norme americane in realtà sono chiare: il papà di Tesla non può ambire alla Casa Bianca. Ma non è detto che non possa infierire con i risultati della sfida tra rossi e blu che si disputerà tra due anni per conquistare Washington.

Elon Musk sosterrà il repubblicano Ron DeSantis per la corsa alla Casa Bianca

Elon Musk ha affermato esplicitamente su Twitter che sosterrà Ron DeSantis, il governatore della Florida, se dovesse candidarsi ufficialmente alle elezioni presidenziali USA del 2024. Il multimiliardario ha detto che appoggerà il repubblicano, che a oggi è il grande sfidante di Donald Trump, che nel mentre vuole tentare il bis alla Casa Bianca tra le perplessità dei suoi vecchi sostenitori come i Murdoch.

Ron DeSantis è un nome molto noto in tutti gli Stati Uniti. Le sue controverse idee hanno superato i confini della Florida, e da Miami sono arrivate in tutta la federazione. È un convinto pro-life e antiabortista e si è schierato anche a livello legislativo contro quello che ha definito “indottrinamento Woke”, ovvero contro gli studi sociologici che studiano il privilegio di classe, di razza, di genere e di orientamento sessuale.

Si è opposto inoltre all’insegnamento dell’educazione sessuale e di genere nelle scuole, facendo nascere un alterco con la Walt Disney, culminato in una legge che toglierà alla compagnia i diritti di autogoverno dei 10 mila ettari su cui sorgono i parchi della multinazionale in Florida.

Ha sottolineato di non voler essere definito come un “credente” del cambiamento climatico, spiegando che il riscaldamento globale non sarebbe dovuto principalmente alle attività umane. È contrario al fracking e ha promosso una legge che impone alle amministrazioni locali di non escludere qualsiasi forma di energia, anche non sostenibile. È contrario al controllo delle armi, favorevole a potenziare i fondi per le forze armate e all’istituzione di corpi di guardia nelle scuole, formati da veterani di guerra e ufficiali in pensione.

Cosa ha detto Elon Musk contro Joe Biden: la delusione per l’attuale presidente

Insomma, un profilo tutt’altro che moderato e che si colloca perfettamente nell’ala estremista del partito repubblicano, e che difficilmente una persona che non abbraccia determinate idee potrebbe supportare. Elon Musk, nel corso dello scambio con alcuni suoi follower su Twitter, ha però sottolineato di aver sostenuto attivamente Barack Obama e di aver votato alle ultime elezioni per Joe Biden.

“La mia preferenza per la presidenza del 2024 andrà a una persona ragionevole e centrista“, quale secondo l’imprenditore sarebbe Ron DeSantis. “Speravo che sarebbe stato così anche per l’amministrazione Biden, ma finora sono rimasto molto deluso“, ha scritto sul social che ora controlla.

A prescindere dalla coerenza o bontà di tali affermazioni, a finire sotto il mirino è proprio il fatto che il proprietario di un social media di vitale importanza per l’esito delle elezioni possa schierarsi così apertamente verso un candidato alla presidenza degli Stati Uniti. La diffusione di fake news attraverso i social e l’impero mediatico dei Murdoch fu fondamentale per la vittoria di Donald Trump, il cui profilo è stato riattivato da Elon Musk dopo che la precedente amministrazione del social aveva deciso di bandirlo a vita.

Elon Musk vuole davvero diventare il presidente degli Stati Uniti? Non può farlo

Se è vero che il lobbismo e i finanziamenti ai partiti negli USA sono accettati e regolamentati, la libertà di voto degli americani potrebbe essere nuovamente compromessa da un social media. Se l’uomo più ricco del mondo dovesse decidere di finanziare la campagna di Ron DeSantis e sostenerlo anche attraverso iniziative su Twitter, la vittoria per il repubblicano potrebbe essere assicurata da uno spiegamento di forze forse senza precedenti per un candidato alla Casa Bianca.

Sulla stampa è inoltre apparsa la notizia di una possibile candidatura dello stesso Elon Musk come presidente degli Stati Uniti, proprio sull’onda della fama acquisita su Twitter e dopo le controverse opinioni espresse sul canarino blu del web. Peccato che i criteri di eleggibilità, regolati dall’articolo 2 della Costituzione americana, siano i seguenti.

  • Possedere la cittadinanza statunitense dal momento della nascita.
  • Avere almeno 35 anni di età.
  • Avere avuto la residenza sul suolo statunitense per un periodo di almeno 14 anni.

Elon Musk, pur avendo 51 anni e la cittadinanza americana è nato a Pretoria, in Sudafrica, e ha la cittadinanza canadese. Per lo stesso motivo anche Arnold Schwarzenegger ha dovuto mettere un freno alla propria carriera politica dopo essere diventato governatore della California, la carica più importante a cui può ambire una persona non nata negli Stati Uniti, insieme a quella di deputato o senatore del Congresso statunitense. Se Elon Musk dovesse candidarsi a una carica politica, dunque, non sarà certo per diventare presidente Usa, salvo riforme costituzionali.

Difficile immaginare che il ceo e fondatore di Tesla e SpaceX e ora amministratore unico di Twitter possa avere il tempo da dedicare anche alla politica, visto e considerato che il colosso dell’automotive, l’impresa spaziale e il social network occupano già gran parte delle sue giornate, che ha detto di affrontare con l’ormai celebre regola dei 5 minuti di cui vi abbiamo parlato qua, vero segreto del suo successo e della sua organizzazione maniacale e della sua immensa ricchezza.

Ciò che è certo è che grazie ai suoi fondi praticamente illimitati e alla sua influenza mediatica Elon Musk potrebbe decidere le sorti non solo degli Stati Uniti, ma di interi Paesi in tutto il mondo. E tra legittimi dubbi e l’impossibilità di regolamentare o controllare l’imprenditore più eccentrico del pianeta, non rimane che aspettare la sua prossima folle mossa. Che potrebbe essere proprio in Italia, visto l’accordo siglato via social con il ministro Matteo Salvini, spiegato qua, per l’industria dell’auto del Belpaese. Anche se ora dovrà occuparsi della sua nuova creatura social, evitando la bancarotta di Twitter annunciata qua.