Elezioni Emilia Romagna, la mossa a sorpresa del Governo per salvare la maggioranza

Il giorno del voto è vicinissimo e il Governo si gioca il tutto e per tutto in Emilia Romagna

Il Governo traballa e, tra le dimissioni di Di Maio da capo politico del Movimento 5 Stelle e la Lega che avanza, gli esiti delle elezioni in Emilia Romagna potrebbero compromettere seriamente la stabilità della Maggioranza.

Perché il risultato delle elezioni in Emilia Romagna preoccupa il Governo

Domenica 26 gennaio 2020 i cittadini emiliani saranno chiamati a votare per le Regionali, e l’esito di queste elezioni sarà molto importante perché – di fatto – potrebbe ridisegnare l’asse politico del Paese. Se il candidato del PD, Stefano Bonaccini, non dovesse essere riconfermato, i dem si ritroveranno a fare i conti con una dura realtà. Nella regione considerata da sempre casa madre della sinistra italiana, la vittoria della Lega rappresenterebbe senza dubbio un risultato clamoroso, tanto da minare seriamente gli equilibri già precari del Governo.

Il Movimento 5 Stelle, al momento occupato a gestire la crisi interna a seguito del congedo di Luigi Di Maio, si ritroverebbe alleato con un partito che continua a perdere terreno, il che vorrebbe dire contare su una Maggioranza che – dopo le elezioni in Emilia Romagna – potrebbe non rappresentare più il Paese. Adesso è chiaro perché la Lega, che alle Regionali emiliane ha candidato Lucia Borgonzoni, ha deciso di puntare molto sul voto di domenica (a partire da una campagna elettorale social dai costi record).

La mossa a sorpresa per salvare la maggioranza

Le preoccupazioni dell’Esecutivo sono dunque fondate, e forse è anche per questo motivo che negli ultimi giorni il Governo Conte bis si sta giocando il tutto e per tutto per salvare la Maggioranza. Dall’approvazione del decreto sul taglio cuneo fiscale, che di fatto si traduce in un aumento degli importi in busta paga per molti contribuenti (compresi quelli emiliani), altri fondi sono stati stanziati per l’Emilia Romagna. Una decisione questa che, proprio per una questione di tempi, è stata definita da molti come una classica mossa pre-elettorale, volta appunto a recuperare consensi in vista delle imminenti elezioni.

L’Esecutivo, nello specifico, ha approvato uno stanziamento di 345 milioni di euro per chi in Emilia Romagna è stato colpito dal sisma del 2016 e ancora non è potuto rientrare nella propria casa, e in più ha destinato alla Regione 28,4 milioni di euro per far fronte ai danni da maltempo che negli ultimi mesi hanno causato gravi danni al territorio.

Lo spettro delle elezioni anticipate

In tutto questo c’è da chiedersi se, una volta conosciuti gli esiti degli exit poll in Emilia Romagna, una Maggioranza traballante possa essere in grado poi di mantenere l’avanzata dell’opposizione. Renzi, pur non limitandosi nell’avanzare critiche all’attuale Esecutivo, si è detto non intenzionato a far cadere il Governo.

La vittoria della Lega a queste Regionali, tuttavia, darebbe un ampio margine di manovra a Matteo Salvini, il che farebbe riaffiorare lo spettro delle elezioni anticipate. Gli italiani quindi – mentre si discute del taglio dei parlamentari – nel 2020 potrebbero essere chiamati ad esprimersi alle urne prima del previsto.

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