Nuovo decreto, cosa cambia dopo Pasqua: l’annuncio di Draghi in conferenza stampa

Il premier ha rivelato quali misure saranno in vigore dopo le feste pasquali, con la riapertura della scuola anche in zona rossa e sanzioni per i medici no vax

Mario Draghi, dopo l’incontro con la Cabina di regia per la stesura del nuovo decreto in arrivo la prossima settimana, ha riferito le misure anti Covid che saranno in vigore dopo Pasqua attraverso una conferenza stampa nella sala polifunzionale di Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio ha anticipato importanti novità, dalla riapertura delle scuole alle sanzioni per gli operatori sanitari no vax, fino alle anticipazioni sul vaccino italiano contro il coronavirus e ai cambiamenti che riguardano l’assegno unico, che partirà dal 1° luglio e sarà di 250 euro al mese, con maggiorazione per i disabili.

Nuovo decreto, anticipazioni di Draghi in conferenza stampa: niente zona gialla

Il premier non ha menzionato la possibilità di tornare in zona gialla. Fino al 30 aprile, dunque, a nessuna regione potrebbe essere associata la fascia di rischio corrispondente, e tutti i territori potranno ambire solo alla zona rossa o alla zona arancione. Improbabile che con i numeri attuali si possa parlare di zona bianca, comunque prevista dai decreti in vigore, ma per cui è necessario avere numeri sotto le soglie per tre settimane consecutive.

Rimane la certezza che i tre giorni a ridosso di Pasqua, ovvero il sabato, la domenica e il lunedì, ovvero Pasquetta, tutta l’Italia sarà in zona rossa. Almeno 8 regioni e una provincia autonoma dovrebbero rimanere nella fascia di rischio elevato anche dopo le feste.

Nuovo decreto, parla Draghi in conferenza stampa: cosa cambia per il vaccino

“Bisogna vaccinare” i pazienti fragili e gli ottantenni, per poi andare in ordine di età. Proprio il criterio anagrafico, ha sottolineato Mario Draghi, dovrebbe tornare a essere prioritario rispetto alle categorie lavorative vaccinate prima degli anziani, che sono “i nonni che stanno con i nipoti”. Lo stesso premier si sottoporrà all’iniezione anti Covid, con il siero AstraZeneca. “Ho fatto la prenotazione e sto aspettando che mi rispondano”, ha dichiarato.

Il presidente del Consiglio ha spiegato, parlando della campagna vaccinale, che ci sarà un incontro tra Stato e Regioni per coordinare al meglio gli sforzi e arrivare al traguardo di mezzo milione di dosi effettuate nel mese di aprile, che comincia a vedersi all’orizzonte.

Decreto Cartabia in arrivo, parla Draghi: le sanzioni contro i medici no vax

Draghi non ha risparmiato un affondo ai no vax tra gli operatori sanitari, dichiarando che il Governo potrebbe presto intervenire. “Non va bene” che medici, infermieri, oss e ausiliari non vaccinati “siano a contatto con i malati”. Sulla questione dovrebbe arrivare un decreto ad hoc firmato dalla guardasigilli Marta Cartabia.

Nuovo decreto, parla Draghi in conferenza stampa: punto sul vaccino AstraZeneca

Tornando sulla spinosa questione AstraZeneca e sul giallo delle dosi senza destinazione scoperte dai Nas dei Carabinieri nello stabilimento Catalent di Anagni, che ha portato l’Unione Europea a modifiche alle condizioni dell’export delle fiale, il premier ha ribadito che verrano perseguiti i principi di “proporzionalità” e di “reciprocità” tra l’Ue e i Paesi non membri.

In particolare la proporzionalità “è un criterio più sottile” che “riguarda la spedizione di vaccini verso un Paese che ha una percentuale già alta di vaccinati”, come il Regno Unito.

Vaccini anti Covid in Italia, parla Draghi: quanto ci vorrà per la produzione

Ci vorranno almeno “tre o quattro mesi da ora” per sviluppare i vaccini in Italia, anche se saranno con tutta probabilità quelli delle case farmaceutiche straniere. Il presidente del Consiglio ha ricordato l’accordo trovato per lo stabilimento Thermo Fisher nei pressi di Monza che inizierà a produrre dosi del siero Pfizer e BioNTech.

Nuovo decreto, Draghi in conferenza stampa: riaprono le scuole in zona rossa

La grande novità sul dopo Pasqua è il ritorno in classe per gli alunni degli asili nidi e delle scuole elementari e per gli studenti della prima media anche in zona rossa. Il ministro Patrizio Bianchi, ha spiegato Draghi, sta lavorando perché la riattivazione della didattica in presenza avvenga “in modo ordinato”. Il premier ha giustificato la decisione spiegando che le evidenze scientifiche dimostrano che alle scuole è associato un numero di contagi piuttosto basso. Ciò che favorisce la diffusione del coronavirus “è tutto ciò che avviene attorno alla scuola“.

La riapertura della scuola per tutti gli studenti rimane un obiettivo primario della politica del Governo, e eventuali “scelte dei governatori” dovranno essere riconsiderate alla luce di questo.

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