Draghi boccia il mercato del lavoro: cosa ha detto il premier al summit di Porto

Nel suo intervento al Social Summit in Portogallo il presidente del Consiglio ha evidenziato le criticità nel mondo lavoro

Tra i protagonisti annunciati del Social Summit di Porto, Mario Draghi è volato in Portogallo per denunciare le diseguaglianze, aggravate dagli effetti della pandemia da Covid-19, sia nel nostro Paese sia nel continente . “Questa non è l’Italia come dovrebbe essere, né l’Europa come dovrebbe essere” ha detto il premier.

Draghi al Social Summit di Porto: “Diseguaglianze aggravate dal Covid-19”

A quattro anni dall’ultimo vertice  di Goteborg, il Social Summit organizzato nella città portoghese ha affrontato non soltanto le tematiche sociali, ma anche i programmi futuri su cambiamento climatico e transizione digitale, e soprattutto è stata l’occasione per discutere della deroga sui brevetti dei vaccini anti-Covid annunciata nelle ultime ore dal Presidente degli Stati Uniti Joe Biden.

Ad esclusione della grande assente, la cancelliera Angela Merkel, il vertice ha visto la partecipazione in presenza delle più alte cariche europee, tra le quali il primo ministro italiano atteso nel primo panel in tema mercato del lavoro dal titolo “Employment and Jobs”.

“Da tempo l’Ue ha fatto del suo modello sociale un punto di orgoglio. Il sogno europeo è di garantire che nessuno venga lasciato indietro. Ma, già prima della pandemia, le nostre società e i nostri mercati del lavoro erano frammentati. Disuguaglianze generazionali, disuguaglianze di genere e disuguaglianze regionali. Questa non è l’Italia come dovrebbe essere, né l’Europa come dovrebbe essere” ha detto Draghi cominciando il suo discorso al Summit.

“Troppi Paesi dell’Ue hanno un mercato del lavoro a doppio binario, che avvantaggia i garantiti – in genere i lavoratori più anziani e maschi – a spese dei non garantiti, come le donne e i giovani. Mentre i cosiddetti garantiti sono meglio retribuiti e godono di una maggiore sicurezza del lavoro, i non garantiti soffrono un vita lavorativa precaria. Questo sistema è profondamente ingiusto e costituisce un ostacolo alla nostra capacità di crescere e di innovare”, è il pensiero del premier.

Draghi al Social Summit di Porto: il suo discorso

“Nell’Ue – ha sottolineato il primo ministro italiano – un giovane su sette non è occupato, né frequenta un corso di istruzione o di formazione. In Italia siamo vicini a uno su quattro”.

“Il divario nel tasso di occupazione tra uomini e donne nell’Ue si attesta a 11,3 punti percentuali. In Italia è quasi il doppio. Un terzo della popolazione italiana vive nelle regioni del Sud, ma la sua quota di occupazione totale è solo di un quarto” ha poi aggiunto.

Per il presidente del Consiglio l’obiettivo a livello europeo deve essere rendere strutturale il Sure, lo strumento messo a disposizione dall’Ue per far fronte agli effetti economici della pandemia, a sostegno dell’occupazione.

Durante il suo intervento Mario Draghi in questo senso ha poi rimarcato il contributo del Recovery Plan: “L’Italia, grazie al Piano di ripresa e resilienza, sta cercando di porre rimedio a questa triste situazione. Verranno investiti 6 miliardi di euro per riformare le politiche attive del mercato del lavoro.”

“Il Piano prevede un Programma per l’occupabilità e le competenze, destinato alla formazione e alla riqualificazione di coloro che devono cambiare lavoro o che sono alla ricerca di una prima occupazione, seguendo l’esempio del Programma europeo di garanzia per i giovani”, ha assicurato Draghi.

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