Draghi chiede un Piano Marshall per l’Ucraina: il ruolo dell’Italia

Il presidente del Consiglio ha lanciato la proposta per la ricostruzione dell'Ucraina durante la premiazione a Washington

Dalla missione negli Stati Uniti il premier Mario Draghi torna con un rafforzato ruolo di interlocutore privilegiato, e non subordinato, dell’amministrazione Biden e con un premio per la sua leadership. Al termine della due giorni a Washington il presidente del Consiglio ha ricevuto da parte dell’Atlantic Council, il riconoscimento del ‘Distinguished Leadership Award’, per la sua capacità di “influenzare la politica internazionale”. Dal palco della prestigiosa organizzazione americana di promozione dell’alleanza tra Usa e Europa, Draghi ha ribadito la posizione espressa al presidente Biden di dover fare “di tutto per la pace” e lancia la proposta di un Piano Marshall per ricostruire l’Ucraina.

Draghi chiede un Piano Marshall per l’Ucraina: il riconoscimento dell’Atlantic Council

All’Anthem Theatre di Washington Draghi ha chiuso il suo viaggio negli Stati Uniti ricevendo il premio del think tank dalle mani del segretario al Tesoro Usa Janet Yellen, che ha definito il premier “economista di talento e instancabile funzionario pubblico”, sottolineando che gli Usa sono “fortunati” ad avere come partner l’uomo del “whatever it takes”.

Il discorso di ringraziamento è stata l’occasione per il presidente del Consiglio di riaffermare i punti sollevati nel bilaterale con il presidente degli Usa Joe Biden, al quale ha chiesto di fare “uno sforzo per arrivare a sedersi intorno ad un tavolo” negoziale con una Russia che “non è più Golia” (qui abbiamo parlato del vertice sulla guerra tra Draghi e Biden).

Nella cena di gala è stato premiato un altro italiano, l’amministratore delegato dell’Eni Claudio Descalzi, al seguito della missione per risolvere le questioni energetiche provocate dalla guerra, che è stato insignito per la sua ‘business leadership’ (qui abbiamo parlato dello stop al gas russo dall’Ucraina).

Draghi chiede un Piano Marshall per l’Ucraina: il suo discorso

Nel suo intervento il premier Draghi ha sottolineato che come la pandemia ha unito i Paesi membri dell’Unione europea, allo stesso modo la guerra in Ucraina ha il potenziale per rinsaldare l’Occidente. Ma questo processo dovrà passare per un piano di aiuti economici per Kiev, così come fu per il Piano Marshall predisposto dagli Usa per ricostruire l’Europa dopo la Seconda guerra mondiale.

“L’Italia ha attraversato momenti estremamente difficili, negli ultimi anni . ha detto il premier Draghi nel suo discorso – Abbiamo affrontato la pandemia prima di chiunque altro nel mondo occidentale. Abbiamo subito uno shock economico molto più acuto che in altri Paesi d’Europa. Ora sperimentiamo il ritorno della guerra nel nostro continente: un fatto che minaccia la nostra sicurezza, la nostra prosperità, la nostra sicurezza energetica. E questo accade per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale.”

“Eppure – ha aggiunto il presidente del Consiglio – come ha fatto più e più volte nella sua magnifica storia, l’Italia si è ripresa. E siamo pronti ancora una volta a fare la nostra parte, insieme con i nostri alleati europei e transatlantici, per superare questo tragico momento. Per riportare la pace, là dove c’è il male” (qui avevamo parlato del piano di invio delle armi dall’Italia).

“L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha causato un cambio di paradigma geopolitico – ha evidenziato Draghi – Ha rafforzato i legami tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, ha isolato Mosca, ha sollevato profonde domande per la Cina. Questi cambiamenti sono ancora in corso, ma una cosa è certa: sono destinati a rimanere con noi per molto, molto tempo.”

“Dobbiamo essere pronti a continuare ad essere al fianco dell’Ucraina per molto tempo, dopo la fine della guerra. La distruzione delle sue città, delle sue industrie, della sua filiera agricola, richiederà un enorme sostegno finanziario” ha dichiarato.

L’Ucraina avrà bisogno di un proprio Piano Marshall, proprio come quello che ha contribuito a stabilire la speciale relazione tra Europa e Stati Uniti. E dovremo garantire che le sue istituzioni democratiche rimangano forti, stabili, vivaci” ha detto ancora il premier Mario Draghi.