Dopo l’Ucraina, altri due Paesi si stanno armando

Fino a dove è disposto a spingersi Putin? Dopo l'invasione dell'Ucraina, altri due Paesi si stanno armando per non farsi trovare impreparati in caso di guerra

Fino a dove è disposto a spingersi Putin? Se lo chiedono in molti, dopo l’invasione dell’Ucraina e le minacce (nemmeno troppo velate) rivolti agli altri Stati confinanti. Per questo motivo, probabilmente preoccupati dai piani di espansione della Russia, altri due Paesi si stanno armando per non farsi trovare impreparati in caso di guerra. Il conflitto non si è ancora esteso oltre i confini, ma potrebbe.

Che non si tratta di un’ipotesi rara lo avevamo capito da tempo, dall’esercito di Mosca ora ci si può aspettare di tutto. Per questo motivo c’è chi sta già correndo, preventivamente, ai ripari.

Altri due Paesi si armano, dopo le minacce di Putin

Dopo l’Ucraina altri due Paesi si stanno armando, preventivamente, per evitare di farsi trovare impreparate in caso di invasione della Russia. Finlandia e Svezia hanno infatti raggiunto un accordo strategico con il Regno Unito, che fornirà loro sostegno a livello militare. Forse non è un caso che questa decisione sia stata presa nemmeno dieci giorni dopo la violazione da parte della Russia dello spazio aereo di Svezia e Danimarca (del perché questo potesse scatenare la Terza Guerra Mondiale ve ne abbiamo parlato qui).

Dalle minacce Putin è passato alle provocazioni, e nulla esclude che possa presto passare ai fatti. Da qui la decisione del Regno Unito di sostenere “qualsiasi linea d’azione che la Svezia deciderà di intraprendere”. Lo ha annunciato mercoledì 11 maggio il primo ministro britannico Boris Johnson in conferenza stampa.

L’accordo con Svezia e Finlandia prevede la condivisione dell’intelligence, ma anche supporto nell’addestramento militare congiunto e collaborazione tra le forze armate del Regno Unito e quelle dei due Paesi.

Il ministero della difesa inglese aumenterà anche gli schieramenti militari sia in Svezia che in Finlandia, in modo da poter “sostenere le forze armate delle due nazioni in caso di crisi o attacco”.

Una nuova “Alleanza” contro la Russia

Il sostegno garantito a Finlandia e Svezia, che hanno deciso di rinunciare alla propria neutralità militare per far fronte al rischio imminente di invasione, sta dando vita ad una vera e propria Alleanza occidentale, volta a contrastare le pretese di conquista di Putin.

Gli accordi tra Regno Unito, Finlandia e Svezia fanno infatti seguito alle garanzie di protezione che Stati Uniti e Germania hanno offerto per il periodo che intercorrerà tra la richiesta di adesione alla NATO e l’ottenimento della stessa (qui vi abbiamo spiegato come potrebbero cambiare gli equilibri).

La necessità di assicurare appoggio e aiuti militari non è solo precauzionale, ma arriva in risposta alle affermazioni di Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha dichiarato che Mosca è pronta a inviare armi nucleari nei Paesi baltici se i due paesi si uniscono all’alleanza (qui l’arsenale di cui è in possesso Putin).

Intanto, durante i colloqui alla Casa Bianca, il primo ministro Mario Draghi ha ribadito l’importanza di spingere e insistere su un dialogo che porti alla pace, anche se ha confermato l’alleanza con gli Stati Uniti. Nelle stesse ore, però, Boris Johnson “di fronte a nuove minacce”, si è mosso per rafforzare strategicamente le forze armate. “Non si tratta di uno stop gap a breve termine, ma di un impegno a lungo termine per rafforzare i legami militari, la stabilità globale e le difese dell’Europa per le generazioni a venire”, ha affermato il premier britannico in una nota.