Dopo il gas all’Ue, Putin taglia l’elettricità a uno Stato “ostile”

Gli ultimi sviluppi sul fronte della Nato alimentano le tensioni internazionali. Le forniture di energia si confermano come una vera e propria "arma" nelle mani di Mosca

Dopo aver sperimentato a sue spese sul campo di battaglia la tenacia della resistenza ucraina, la Russia ha deciso di inasprire anche l’altro fronte della guerra che ha scatenato: la questione delle forniture energetiche ai Paesi che considera “ostili”.

Freschissimo dell’annuncio dello stop dei flussi di gas che transitano attraverso il gasdotto Yamal-Europa in Polonia, Vladimir Putin sembra non fare sconti a nessuno. Neanche a quelle nazioni che, fino a qualche giorno prima, non comparivano nella lista nera del Cremlino (quanto ci costerà rinunciare al gas russo? L’Ue rischia il salasso?).

La decisione della Russia contro la Finlandia

La Russia ha annunciato la sospensione immediata dell’elettricità ai danni della Finlandia. Lo ha reso noto il fornitore Rao Nordic, una sussidiaria della compagnia russa Inter Rao. Putin ha dunque fornito una risposta forte e chiara alla dichiarata e ormai ufficiale volontà di Helsinki di aderire alla Nato.

Una svolta destinata a cambiare gli equilibri geopolitici già sconvolti dall’invasione dell’Ucraina, a causa della ferma volontà russa di evitare a ogni costo una lunga linea di contatto tra l’Alleanza atlantica e il proprio territorio nazionale. Mosca aveva immediatamente minacciato ritorsioni contro la decisione finlandese, alla quale si accoderà un altro Paese scandinavo rimasto finora neutrale come la Svezia.

Ufficialmente le esportazioni di energia verso la Finlandia sono state sospese per “bollette non pagate”. Dal 6 maggio Rao Nordic Oy non avrebbe infatti ricevuto quanto dovuto per l’elettricità fornita al Paese. “Siamo obbligati a sospendere l’importazione di energia elettrica dal 14 del mese”, ha spiegato il fornitore russo in una nota.

La guerra energetica passa dai media

La disputa tra Russia e Finlandia si è giocata anche sul campo dell’informazione e della comunicazione. Il giorno precedente all’annuncio del taglio delle forniture elettriche, il giornale finlandese Iltalehti aveva riportato che Mosca avrebbe potuto tagliere il gas alla Finlandia in seguito al passo compiuto verso la Nato.

Nella mattinata odierna, la Russia aveva già smentito altre notizie riguardanti lo stop alle forniture di gas naturale al Paese confinante. “Le indiscrezioni dei media di Helsinki sono fasulle, la Russia non vuole venire meno agli accordi”, aveva dichiarato il Cremlino citato dalla Tass. Nonostante la smentita, poco dopo la compagnia Rao Nordic Oy ha comunque annunciato il taglio degli approvvigionamenti (qui invece abbiamo parlato dell’Ucraina che stoppa il gas russo e delle conseguenze per l’Italia).

La risposta e il piano della Finlandia

Non si è fatta di certo attendere la replica della Finlandia, certamente conscia della sua “provocazione” e virtualmente pronta a fare i conti con le conseguenze. L’operatore della rete elettrica finlandese ha assicurato di poter fare a meno delle importazioni di energia dalla Russia.

“Eravamo preparati per questo scenario e non sarà difficile. Possiamo gestire un po’ più di importazioni dalla Svezia e dalla Norvegia”, ha affermato Timo Kaukonen, un responsabile delle operazioni per l’operatore Fingrid. Le forniture elettriche finora garantite dalla Russia, pari al 10% del fabbisogno nazionale, saranno sostituite con maggiori importazioni dalla Svezia e con un incremento della produzione energetica locale.

Se la Finlandia ha deciso di fare “la voce grossa” con il temibile vicino è anche in virtù del fatto che la dipendenza energetica da Mosca è minima. Sul territorio finlandese sono infatti attive cinque centrali nucleari, che insieme producono ben il 35% del fabbisogno nazionale.