Perché Donald Trump è stato candidato al Premio Nobel per la Pace, e non lo vincerà

Il presidente Usa è stato nominato da un parlamentare norvegese ultra-conservatore per il Nobel per la Pace 2021

Donald Trump candidato al Premio Nobel per la Pace 2021. Per quanto possa sembrare una bufala, lui che si è sempre proclamato favorevole alla tortura, è tutto vero. Il tycoon, appena accusato dalle grandi multinazionali farmaceutiche per la gestione Covid, è stato nominato da un parlamentare norvegese ultra-conservatore per il titolo del prossimo anno.

Chi sfiderà Trump per il Premio Nobel per la Pace

The Donald se la dovrà vedere con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, quella stessa che durante la pandemia ha continuamente denigrato fino al ritiro dagli Usa dal suo consesso, con la premier neozelandese Jacinda Andern per la sua efficace strategia anti-Covid, e con Greta Thunberg, che lotta per contrastare gli effetti disastrosi del cambiamento climatico che il tycoon ha più volte messo in discussione.

Insomma, a ben guardare non sembra che il presidente Usa abbia grandi chance di aggiudicarsi il Premio Nobel per la Pace, ma staremo a vedere. Obama l’avevo preso, e questo non fa che appesantire il confronto tra i due.

Perché Trump è stato candidato al Premio Nobel

La candidatura di Trump al Nobel è stata proposta, di nuovo (ci fu un primo tentativo nel 2018), dal parlamentare norvegese Christian Tybring-Gjedde, che ha formalmente nominato l’attuale presidente americano per il suo ruolo di mediazione svolto nell’accordo tra Israele e Emirati Arabi Uniti.

“Penso che Trump abbia compiuto più sforzi di qualunque altro candidato per creare pace tra le nazioni”, ha spiegato Tybring-Gjedde. “Dato che si attende che altre nazioni mediorientali seguano il percorso fatto dagli Emirati – si legge nella lettera presentata per la candidatura del tycoon -, questo accordo potrebbe essere un punto di svolta che trasforma il Medio Oriente in una zona di prosperità e cooperazione”. E ancora: “Il comitato dovrebbe guardare ai fatti e giudicarlo su quelli, non sui suoi comportamenti”, ha proseguito il parlamentare norvegese.

Accordo di pace Israele-Emirati Arabi?

Ma attenzione a chiamare accordo di pace quello siglato tra Israele e Emirati, e mediato da Trump. Il 13 agosto scorso Israele e Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la normalizzazione delle loro relazioni, mediata dagli Stati Uniti, secondo cui Israele si impegna a “sospendere le annessioni nei territori della West Bank e si concentra piuttosto sull’espansione dei legami con altri Paesi del mondo arabo e islamico”.

In realtà, l’avvicinamento tra Israele e i paesi del Golfo nel nome di interessi comuni procede, seppur lento, da tempo. Ovvio che con questo Trump si gioca moltissimo per la sua rielezione e per segnare il terreno rispetto a una politica estera fallimentare, quando non assopita.

L’accordo è stato definito dagli analisti certo non una premessa di pace, perché manca completamente il riconoscimento dei diritti dei palestinesi, assenti al tavolo negoziale.

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