Decreto Proroghe: cosa cambia per lo smart working e le concessioni balneari

Delusione per il mancato rinnovo dell'obbligo di smart working e per la mancanza di nuovi bandi di concorso per le concessioni balneari all'interno del nuovo decreto Proroghe

Il Consiglio dei Ministri si è riunito giovedì 29 aprile per discutere il decreto Proroghe. Secondo quanto emerso dopo il vertice, dal dl con le disposizioni urgenti in materia di termini legislativi sono stati tagliati fuori due argomenti molto discussi. Si parla dell’obbligo di smart working, che non è stato rinnovato, e dell’istituzione di gare per le licenze degli ambulanti e per le concessioni balneari, non presenti nel documento.

Decreto Proroghe: cosa è emerso dalla bozza del documento

Nella bozza del dl sono presenti i nuovi termini per i documenti scaduti durante la pandemia (30 settembre), per la deliberazione dei rendiconti di gestione degli enti locali, di Camere di commercio, Unioni regionale e relative aziende (31 maggio), per la rendicontazione delle perdite per le imprese ferroviarie (15 maggio).

Le navi da crociera potranno inoltre effettuare servizi di cabotaggio fino a fine anno, e sono prorogate anche le misure urgenti anti Covid nelle carceri fino al 31 luglio.

Decreto Proroghe: concessioni balneari e licenze ambulanti

Riguardo il nodo sulle concessioni balneari, la Commissione Europea aveva invitato il Governo a emanare nuove norme e deliberare un nuovo bando per la tutela della concorrenza. La legge di bilancio 2019 aveva infatti prorogato per 15 anni, ovvero fino al 31 dicembre 2033, le attuali concessioni demaniali turistiche, senza però istituire nuove gare.

La proroga dei termini era stata giudica da Bruxelles come una violazione del mercato e l’Ue è andata avanti con una procedura di infrazione, in quanto l’Italia avrebbe infranto la direttiva Bolkestein. Anche a livello nazionale diversi Tar avevano espresso un parere negativo sul rinnovo automatico delle concessioni.

Sul tavolo anche le licenze degli ambulanti, per cui alcuni Comuni hanno già stilato un bando, su indicazione dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato.

Massimo Garavaglia, ministro del Turismo in quota Lega, ha riferito che si tratta di un “falso problema”. A margine del Consiglio dei Ministri ha dichiarato all’Ansa che in Italia “è tutto complicato” a causa di una interpretazione errata delle norme. Ha poi lanciato un messaggio ai gestori, dicendo che “l’estate è tranquilla”.

In sostanza, ha riferito ancora il membro dell’esecutivo, “non serve alcuna proroga” considerando le due norme che già regolano la materia, con la proroga fino al 2033 e il congelamento delle concessioni a causa Covid.

Decreto Proroghe: cosa cambia per i dipendenti in smart working

All’interno del dl Proroghe non viene confermato l’obbligo di smart working per la metà dei dipendenti della Pubblica amministrazione e del 60% con l’adozione del Piano organizzativo del lavoro agile. Il lavoro disciplinare arriverà con i contratti collettivi da definire non oltre il 31 dicembre 2021.

Il ministro Renato Brunetta, pur riconoscendo l’utilità del telelavoro, ha spiegato che la decisione è arrivata a fronte di un ritorno alla normalità per i dipendenti pubblici e per dare totale autonomia organizzativa alle varie amministrazioni, con i lavoratori che potranno operare da casa in base alle esigenze specifiche degli uffici e degli utenti.

Per quanto riguarda lo smart working per i privati, nel decreto Proroghe non è stata inserita la nuova scadenza al 30 settembre, annunciata nei giorni scorsi dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando. L’estensione dovrebbe arrivare con il decreto Riaperture in fase di conversione al Senato, attraverso un emendamento.

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