Decreto Natale, nel testo la data sbagliata: la svista del Governo

Decreto Natale "in vigore dal 2021", la svista del Governo, subito corretta

L’approvazione del decreto Natale è stata una vera e propria corsa contro il tempo: la curva dei contagi continuava a crescere in maniera preoccupante e il Governo, per frenare la diffusione del virus, è dovuto correre ai ripari approvando nuove misure anti-Covid. Così, in vista delle imminenti feste, il 18 dicembre 2020 è stato approvato un nuovo decreto. All’interno del testo, però, un refuso riguardante la data di entrata in vigore che, in breve tempo, è stato subito corretto.

Decreto Natale “in vigore dal 2021”, la svista del Governo

Non è la prima volta che ai tecnici del Governo capita una svista. Nel decreto di dicembre, per esempio, precisi divieti e limiti era stato imposti agli spostamenti senza tuttavia indicare le relative sanzioni. Il rischio, quindi, era quello di avere chiari i comportamenti non consentiti senza però sapere quali fossero le conseguenze in caso di violazione.

Adesso, come riporta l’Ansa, un’altra svista. Nel decreto Natale, leggendo il testo, una frase frutto – chiaramente – di un refuso non voluto. “Dl in vigore dal 2021”, così era stato scritto. L’errore – sicuramente involontario – è stato comunque corretto subito dagli organi preposti, evitando ogni tipo di fraintendimento.

Decreto Natale e Dpcm, qual è la differenza

A differenza degli altri provvedimenti approvati in passato, il decreto legge n. 172 del 18 dicembre 2020 non può essere catalogato – come erroneamente alcuni pensano – come un Dpcm.

Ma qual è in concreto la differenza tra decreto legge e Dpcm? L’acronimo Dpcm sta per Decreto del presidente del Consiglio dei ministri e si distingue per essere un provvedimento di emergenza approvato dalla sola maggioranza politica. È una fonte del diritto inferiore alla legge o a un decreto legge e la sua approvazione non prevede il coinvolgimento del Parlamento. Entra in vigore il giorno stesso o quello successivo alla firma del Presidente della Repubblica e può essere convertito in legge da un apposito decreto. Il suo scopo, quindi, è quello di rispondere in tempi brevi ad una situazione di emergenza, evitando e accorciando l’iter di approvazione tipico della legge.

Il decreto legge, come il decreto Natale, è invece il frutto di un accordo tra maggioranza e opposizione, anche se nasce sempre dall’iniziativa del Governo. Nella fase di approvazione del testo, dunque, vengono coinvolti i membri del Parlamento, non solo Premier e maggioranza. Come il Dpcm, il decreto legge inizia a produrre i suoi effetti a partire dal giorno dopo la sua approvazione, tuttavia, entro 60 giorni deve essere convertito in legge dal Parlamento, pena la decadenza dei suoi effetti.

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Decreto Natale, nel testo la data sbagliata: la svista del Governo