Polemiche su Santanchè ministra del Turismo: “Conflitto di interessi”

Daniela Santanchè è al centro delle polemiche per la nomina a ministra, che per molti è incompatibile con le sue attività imprenditoriali

È Daniela Santanchè la nuova ministra del Turismo nel governo Meloni. La sua nomina sta già scatenando molte polemiche, e c’è chi accusa l’imprenditrice di conflitto di interessi. Sul web sta poi circolando un vecchio filmato in cui la politica di lungo corso rivendica di essere orgogliosamente fascista. La meloniana è da sempre un personaggio divisivo, noto anche per le liti in televisione e le dichiarazioni spesso provocatorie. Tuttavia le accuse che le vengono mosse oggi, che è un membro dell’Esecutivo, sono particolarmente gravi. Ma andiamo per ordine.

Chi è la ministra Daniela Santanchè: gli studi e le attività da imprenditrice

Daniela Garnero (il cognome Santanchè è del suo ex marito) è nata nel 1961 a Cuneo. Dopo gli studi in Scienze politiche a Torino, ha deciso di seguire le orme del padre e diventare imprenditrice, fondando una società di marketing. Negli anni ’90 ha fondato la Dani Comunicazione Srl per occuparsi di pubbliche relazioni e organizzazione di eventi.

È presidente di Visibilia Pubblicità, società quotata in Borsa e concessionaria della raccolta pubblicitaria del quotidiano Il Giornale e, in passato, anche di Libero, de Il Riformista, dell’Ordine di Como, di Metro D-News, de Lo Spio e della catena di cinema The Space. Per alcuni anni è stata anche socia di maggioranza di Visibilia Editore, con cui ha acquisito le testate Ciak e PC Magazine, da Mondadori, e i settimanali Novella 2000 e Visto, da PRS Editore.

Attraverso la sua Dani Comunicazione Srl è stata in società con Flavio Briatore per la discoteca Billionaire di Porto Cervo. Ad Arzachena, in Costa Smeralda, possiede anche una quota della Invest Srl, nata con lo scopo di creare un residence di lusso da oltre 6 milioni di euro. Sempre con l’imprenditore e amico di lunga data possiede in Versilia, a Forte dei Marmi, il Twiga, stabilimento balneare, beach bar e ristorante. Qua vi abbiamo detto quanto vale.

Chi è la ministra Daniela Santanchè: la lunga attività politica e parlamentare

Daniela Santanchè è entrata in politica come collaboratrice personale di Ignazio La Russa, iscrivendosi poi ad Alleanza Nazionale e diventando consulente per il Comune di Milano e poi consigliere provinciale. Nel 2001, pur non eletta, ha ottenuto il seggio della dimissionaria Vivia Beccalossi ed entra in Parlamento come deputata. Tra il 2003 e il 2004 è stata assessora comunale per lo sport e i grandi eventi di Ragalna, in provincia di Catania.

Nel 2006 è stata eletta alla Camera dei Deputati in quota AN. L’anno dopo è arrivata la rottura con i vertici del partito e Gianfranco Fini. La politica è così entrata nelle fila de La Destra, diventandone la candidata premier. La sua coalizione non supera però la soglia di sbarramento e non viene eletto alcun parlamentare.

Nel 2008, insieme a una cinquantina di dirigenti nazionali, regionali e provinciali, ha lasciato La Destra, in aperto conflitto con Francesco Storace, per fondare Movimento per l’Italia, confluito negli anni successivi nel Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi. Nel 2010 Daniela Santanchè è stata scelta dal Cav come sottosegretaria di Stato alla presidenza del Consiglio, con delega all’attuazione del programma del governo Berlusconi IV.

Nel 2013 è stata eletta per la terza volta come deputata, e lo stesso anno ha aderito a Forza Italia. Nel 2016 ha fondato il movimento Noi Repubblicani – Popolo Sovrano, per poi entrare l’anno successivo in Fratelli d’Italia. In quota FdI è stata eletta come senatrice nel 2018. È stata ricandidata alle elezioni anticipate del 25 settembre 2022, venendo nuovamente eletta. Ed entrando poi nella squadra del governo Meloni. Qua la lista dei ministri.

La ministra Daniela Santanchè accusata di conflitto di interessi: i motivi

L’opposizione non vede di buon occhio il suo ruolo di ministra del Turismo, considerando che alcune delle sue attività imprenditoriali sono legate a questo settore. Per questo si inizia a parlare di conflitto di interessi. In particolare le accuse riguardano il canone di concessione del Twiga, che ammonta ad appena 17 mila euro all’anno, come dichiarato dall’altro socio Flavio Briatore, e degli altri stabilimenti balneari.

Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, ha dichiarato che è “inaccettabile” la nomina di chi “ha interessi nel demanio marittimo”. Un settore che fattura “tra i 7 e i 10 miliardi di euro” e per cui “lo Stato incassa solo 100 milioni di euro, con un’evasione erariale di quasi il 50%”. Oggi le concessioni demaniali “costano tra 1 euro e 1,70 euro al metro quadro all’anno”.

Il Twiga “ai consumatori fa pagare ben 300 euro al giorno per una tenda” e “con gli incassi di meno di mezza giornata riesce a pagare il canone” dovuto allo Stato per tutto l’anno. Il parlamentare di AV-SI ha sottolineato che quelli di Daniela Santanchè “sono privilegi inaccettabili” contro cui “siamo pronti a opporci duramente”.

Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia, si è invece detto soddisfatto per la nomina. “Siamo felici” per il conferimento dell’incarico a Daniela Santanchè, “convinti della sua importante esperienza e passione nel settore per trainare al successo che merita il comparto del turismo italiano in cerca di stabilità e di un forte rilancio oggi più che mai”.

Le concessioni demaniali non sono competenza diretta del Ministero del Turismo, ma è indubbio che una balneare a capo del dicastero possa influire sulle norme in materia, sulle scadenze imposte dal Consiglio di Stato per la fine del 2023 e sulla riforma avviata dal governo Draghi. Saranno comunque decisive per la materia anche le proposte di Raffaele Fitto, ministro degli Affari europei che da tempo invoca una rivoluzione delle leggi che regolano il demanio marittimo, e di Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture.

Daniela Santanchè nelle polemiche per i video in cui si dichiara fascista

Nel mentre, come già accennato, sta circolando un video sul web in cui, durante un comizio, Daniela Santanchè dichiarava di rivendicare “con orgoglio di essere fascista, se fascista significa essere contro l’egemonia culturale della sinistra” e “se fascista significa cacciare a pedate nel sedere i clandestini e gli irregolari”. Parole sicuramente provocatorie ma molto forti, soprattutto visto che sono state pronunciate davanti a un pubblico che inneggiava al Duce.

Durante una più recente puntata di Tagadà, in onda su La 7, incalzata dall’allora vicedirettore dell’Espresso Alessandro Gilioli e dalla conduttrice Tiziana Panella, Daniela Santanchè ha anche sottolineato di non essere antifascista, identificando con questo termine gli “antagonisti dei centri sociali” che “picchiano i Carabinieri”. Aggiungedo poi che “noi stiamo dalla parte giusta“.

Non è la prima volta che un membro di FdI viene accusato di essere fascista. Fratelli d’Italia è stato al centro di un’inchiesta sulla “lobby nera” di cui vi abbiamo parlato qua.