Perché nella crisi di governo ora tutti parlano di Bruno Tabacci

Il senatore del Centro democratico sta mettendo insieme il gruppo che dovrebbe diventare la "quarta gamba" a sostegno del governo

Parlamentare della prima ora, per diverso tempo fuori dalle dinamiche politiche, Bruno Tabacci prende il centro della scena e si propone come la soluzione per la crisi di governo.

Crisi di governo, Bruno Tabacci incontra Di Maio

Nato nel 1946 a Quistello, in provincia di Mantova, e democristiano incrollabile da quando si è iscritto alla Dc a 18 anni, l’onorevole Tabacci è diventato il più convinto sostenitore del governo “Conte-ter”, che sta cercando di fare nascere in ogni modo.

Nelle ultime ore il senatore è stato visto uscire da Palazzo Chigi, ma a chi gli chiedeva se avesse incontrato il presidente del Consiglio, lui ha risposto si aver parlato con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Mercoledì c’è una prova del fuoco: si vedranno le reali intenzioni. La possibilità di creare una maggioranza c’è ma con un governo nuovo” ha detto Tabacci di fronte alle telecamere, facendo riferimento al voto sulla relazione che il ministro della Giustizia presenterà il 27 gennaio in Aula e sulla quale il governo rischia di non trovare la maggioranza.

E a tal proposito l’onorevole ha la soluzione: “Per concludere la crisi è necessario aprire a un ventaglio di forze più ampio. Renzi al Senato ha fatto un discorso di rottura ma credo che in Iv ci siano posizioni più concilianti. E poi c’è l’area dei liberal-democratici di FI“.

Crisi di governo, il piano di Bruno Tabacci

Bruno Tabacci fino ad ora è riuscito a radunare 13 deputati nel gruppo costituito alla Camera “Centro democratico-Italiani in Europa“, con il contributo dell’ex Forza Italia Renata Polverini, che ha appena lasciato il suo partito storico votando la fiducia al governo, contro la volontà di Silvio Berlusconi.

Ma la vera sfida sarà trovare abbastanza “volenterosi” tra ex M5s o tra parlamentari delusi di Forza Italia e Italia Viva, per creare una compagine al Senato, dove i numeri del governo sono più risicati.

Per Tabacci l’obiettivo più urgente è infatti provare a dar vita a un “gruppo strutturato con oltre venti parlamentari”, che rappresenterebbe però il primo passaggio di un progetto politico di Centro creato in vista delle prossime politiche, con Giuseppe Conte come punto di riferimento.

Senza i cosiddetti “responsabili”, o “costruttori” o “volenterosi” che siano, per Tabacci non ci può essere altro esito che tornare al voto: “Se la maggioranza non si rafforza subito, il passaggio elettorale sarà inevitabile”.

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