Crisi per gli aeroporti: mai così pochi passeggerei dal 1995

Non si registravano numeri così bassi da 25 anni, con un calo di passeggeri e voli che ha messo in ginocchio il settore

Solo 3,4 milioni di passeggeri sono entrati negli aeroporti italiani a ottobre. Si tratta di un calo del 75% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono numeri che non venivano sfiorati da 25 anni, dal 1995. Per il settore si prospettano 5 mesi di crisi con un calo mensile intorno all’80% o 85%, viste le misure di contenimento del coronavirus e i lockdown nazionali. Un dato simile era stato raggiunto nella seconda metà di marzo, quando l’Italia aveva optato per la chiusura delle attività e il blocco degli spostamenti.

Molti voli, anche quelli delle compagnie low cost, sono partiti con pochissimi passeggerei durante il mese di ottobre, complice la paura della seconda ondata. Anche il numero degli aerei che sono decollati è sceso drasticamente, del 60%. Ogni aereo partito da un aeroporto italiano o atterrato nel nostro Paese ha avuto a bordo mediamente 92 passeggeri, 6 in meno rispetto al mese di agosto. Alzano il dato i collegamenti nazionali, che hanno resistito di più alla crisi dell’emergenza sanitaria, e hanno registrato 109 passeggeri contro gli 83 delle tratte internazionali.

È calato anche il tasso di riempimento dei velivoli, noto come “load factor“. Per la prima volta da giugno, i voli internazionali hanno spiccato il volo con meno della metà dei sedili occupati, circa il 46%. Considerando anche i voli interni, la percentuale è del 53,8%. Nel mese di agosto era invece del 59%.

Nei primi 9 mesi del 2020 quello di Roma Fiumicino si è confermato il primo aeroporto italiano, con 8,6 milioni di passeggeri. Al secondo posto Milano Malpensa, con 6,4 milioni di passeggeri, e al terzo Bergamo Orio al Serio, con 3,3 milioni. Dopo il mese di agosto anche il sistema aeroportuale milanese di Malpensa e Linate ha avuto più passeggeri di quello romano di Fiumicino e Ciampino: 927mila passeggerei contro 850mila. Per gli esperti, a influire maggiormente sul polo capitolino sarebbe stato il crollo del turismo e l’azzeramento dei voli intercontinentali, compresi gli scali, considerando i passeggeri “in transit”.

La fine dell’estate ha invece riempito gli aeroporti del Sud Italia. A settembre quello di Catania Fontanarossa ha registrato 121 passeggeri per volo, quello di Napoli Capodichino 113, quello di Bari Karol Wojtyla 111, mentre Roma Fiumicino 102 e Milano Malpensa 95. Numeri davvero bassi, ma previsti dagli operatori turistici e dai lavoratori del settore già ad aprile, che avevano parlato di una crisi peggiore di quella successiva agli attentati alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001.

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