Covid, perché qualcuno si sta facendo iniettare il virus volontariamente

Ok all'infezione Covid intenzionale: il Regno Unito approva la sperimentazione e recluta volontari per il primo "challange trial" sul Coronavirus al mondo

Si chiama “Human challenge trial” ed è il primo studio sul Coronavirus al mondo che prevede il reclutamento di individui sani disposti a esporsi, volontariamente e intenzionalmente, all’infezione di Sars-Cov-2: lo ha autorizzato il Regno Unito, che sarò il primo Paese a infettare deliberatamente volontari sani, dopo aver ricevuto l’ok della commissione etica.

Covid, al via la sperimentazione umana nel Regno Unito

L’esperimento, finanziato dallo stato britannico (che ha stanziato 33,6 milioni di sterline, quasi 40 milioni di euro), mira ad accelerare la comprensione scientifica dei vaccini e dei trattamenti anti Covid. La prima fase, hanno fatto sapere i ricercatori, inizierà entro il mese di marzo e coinvolgerà fino a 90 adulti sani e non vaccinati, di età compresa tra 18 e 30 anni, che verranno esposti al Coronavirus “in un ambiente sicuro e controllato”, così da poter misurare la quantità minima di virus necessaria per causare l’infezione.

In una seconda fase, gli scienziati sperano poi di esporre anche le persone vaccinate al virus, così da confrontare l’efficacia dei diversi vaccini. Ma prima si partirà dai volontari non vaccinati: monitorando in che misura il virus diventa pericoloso e espone le persone al rischio contagio sarà possibile studiare, dal momento in cui vengono infettate, come il sistema immunitario risponde al Covid, attraverso analisi che sarebbero impossibili al di fuori di un laboratorio.

“Impareremo moltissimo sull’immunologia del virus”, ha affermato Peter Openshaw, professore dell’Imperial College di Londra coinvolto nello studio. La sperimentazione in laboratori, ha aggiunto, dovrebbe essere inoltre in grado di “accelerare non solo la comprensione delle malattie causate dall’infezione, ma anche di accelerare la scoperta di nuovi trattamenti e di vaccini”.

Quanto vengono pagati i volontari

Dopo essere stati esposti al virus, i partecipanti saranno isolati per due settimane in ospedale. Per questo e per l’intero anno di appuntamenti di follow-up pianificati, verranno pagati 4.500 sterline, circa 5.200 euro. I ricercatori hanno affermato che “la ricompensa” verrà riconosciuta per far fronte a eventuali perdite conseguenti al tempo non passato a lavorare o a quello sottratto ad affetti e a vita sociale e privata.

Per ora, i ricercatori esporranno le persone alla versione del virus che circola in Gran Bretagna dalla scorsa primavera, e non alla variante più contagiosa e potenzialmente mortale che ha preso piede più di recente. In futuro, tuttavia, potrebbero iniettare alle persone vaccini sperimentali progettati contro le nuove varianti.

Sperimentazione umana e questione etica

Rimane però aperto il dibattito sulla questione etica: infettare persone sane con un virus potenzialmente mortale, anche a piccole dosi e in contesti controllati, è per molti aspetti controverso. Alcuni infatti in Gran Bretagna si sono chiesti se ce ne sia ancora bisogno, data la rapida autorizzazione e il lancio di vaccini altamente efficaci.

A tal proposito gli autori dello studio hanno specificato, come accennato sopra, che i volontari verranno comunque esposti alla variante del virus che circola da marzo, quella meno aggressiva delle ultime mutazioni e dimostratasi meno pericolosa nei giovani adulti e sani (da qui l’idea di reclutare volontari di età compresa tra i 18 e i 30 anni). Per garantire la loro sicurezza, comunque, medici e scienziati monitoreranno attentamente l’effetto del virus sui volontari e saranno a disposizione per prendersi cura di loro 24 ore su 24. 

I ricercatori stanno anche lavorando a stretto contatto con il Royal Free Hospital e il North Central London Adult Critical Care Network per garantire che lo studio non avrà un impatto sulla capacità della struttura di prendersi cura dei pazienti ricoverati. Inoltre, il trial è stato realizzato da una partnership tra la Vaccines Taskforce del governo, l’Imperial College di Londra, il Royal Free London NHS Foundation Trust e l’azienda clinica leader del settore hVIVO, che ha aperto la strada a modelli di sperimentazione umana.

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