Covid, la Valle d’Aosta disobbedisce al governo: lo scontro

La regione autonoma ha emanato una legge che riapre le attività nonostante sia considerata zona rossa dal governo, il quale minaccia il ricorso al Tar

La Valle d’Aosta va allo scontro col governo reclamando l’autonomia e emanando una legge regionale che autorizza la riapertura dei negozi al dettaglio e di altre attività, nonostante sia ancora considerata in “zona rossa”, in aperta violazione del Dpcm. Una mossa che non poteva passare inosservata, tanto che il governo impugnerà il testo approvato dal consiglio regionale.

Covid, la Valle d’Aosta disobbedisce al governo: i ricorsi

Sarà il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ad avviare la procedura tramite richiesta al Consiglio dei ministri di impugnare la legge approvata dalla Regione autonoma.

Una decisione che fa il paio con l’annuncio del presidente della Valle d’Aosta Erik Lavevaz, di ricorrere contro l’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, colpevole a suo parere di avere “promosso” Piemonte, Lombardia e Calabria, a dispetto della sua regione lasciata in zona rossa.

Covid, la Valle d’Aosta disobbedisce al governo: il provvedimento

Con il testo approvato dal Consiglio valdostano, anche mantenendo l’obbligo di mascherina all’aperto e il divieto di assembramento, viene reintrodotto il commercio al dettaglio, ai servizi alla persona, a bar e ristoranti e anche a musei e biblioteche.

Nel provvedimento il presidente della Regione si riserva la facoltà di reintrodurre restrizioni nel caso in cui i numeri dei nuovi casi da coronavirus nel territorio dovessero aumentare.

La legge arriva dopo l‘ordinanza del 30 novembre che ne aveva già anticipato i contenuti. “Abbiamo valutato la possibilità che il nostro provvedimento venga impugnato ma dato che tra soli tre giorni arriverà il nuovo Dpcm non crediamo che il governo lo farà” aveva detto Lavevaz in quell’occasione.

La tesi del governatore è che già “dal 9 novembre la Valle d’Aosta è in scenario arancione, nell’ultima settimana dovremmo avere un rischio moderato e un Rt inferiore a 1, pertanto esser in zona gialla o anche meno.”

E per questo nonostante la situazione siamigliore rispetto a regioni che sono gialle, come il Veneto”, secondo Lavevaz, “è stato rilevato – sostiene – il miglioramento dei dati della Valle d’Aosta ma il sistema si è rilevato non corretto dal punto di vista di parità di trattamento“.

Covid, la Valle d’Aosta disobbedisce al governo: le reazioni

Il Governo italiano ha dimostrato scarsa sensibilità nel capire i problemi della montagna” ha detto il presidente regionale Erik Lavevaz, nel corso della seduta di Consiglio che ha dato il via libera alla legge col voto favorevole di Lega e gruppi autonomisti e l’astensione del Pd con i progressisti.

Questa legge va nella direzione giusta, che è quella che abbiamo già iniziato: dà ordine nella fase di attuazione della gestione dell’emergenza, calandosi nella nostra realtà territoriale” ha spiegato il governatore.

Non si è fatta attendere la replica del ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia: “Le affermazioni del presidente Lavevaz della Regione Valle d’Aosta minano e ledono la leale collaborazione che ha caratterizzato in questi mesi il duro e faticoso lavoro comune contro la pandemia.” ha detto annunciando il ricorso al Tar.

“Tutti conoscono l’importanza della grave crisi che stanno sopportando le categorie economiche – ha aggiunto Boccia – evidentemente non tutti si rendono conto della gravissima emergenza sanitaria e del numero di famiglie che ogni giorno devono affrontare pesantissimi lutti”.

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