Covid, perché tutti parlano di Scanzi e del vaccino

Il giornalista ha annunciato di essersi vaccinato con una dose "avanzata" scatenando le critiche

Nelle sue intenzioni voleva portare il buon esempio per convincere gli indecisi sulla sicurezza del vaccino AstraZeneca e compiere un gesto nel senso di non sprecare nemmeno una dose nella campagna contro il Covid-19. E probabilmente non si aspettava una polemica così accesa, Andrea Scanzi, quando su Facebook ha annunciato di essere stato vaccinato come “riservista” con una dose avanzata. Di certo ad averlo sorpreso ancora di più sarà stato il fascicolo aperto dalla procura di Arezzo sulla vicenda.

Covid, Scanzi si vaccina da “riservista”: la polemica

Sulla sua pagina Scanzi ha raccontato di avere ricevuto la dose di AstraZeneca perché iscritto regolarmente alla lista dei “riservisti” in quanto “caregiver” dei propri genitori, entrambi soggetti “fragili”, predisposta dall’Asl Toscana Sud Est, la quale ha assicurato che “tutta la procedura si è svolta correttamente”.

Ma a distanza di due giorni la polemica che ha travolto il giornalista del Fatto Quotidiano, sui social e fuori, non si placa e ad iscriversi al dibattito sono in molti anche in politica. Ultima in ordine di tempo la deputata e sua conterranea, Maria Elena Boschi.

La capogruppo di Italia Viva ha prima definito la vicenda “una volgare mediocrità che non merita commento”, per poi scagliarsi contro Scanzi: “Ha detto che doveva fare il caregiver dei suoi genitori e vorrei capire quando, visto che è sempre in giro”.

“No, le regole non sono così – ha commentato Boschi – Scanzi non poteva vaccinarsi. In Toscana una come me – che è avvocato – avrebbe potuto vaccinarsi un mese fa. E chi tra i miei colleghi lo ha fatto, ha rispettato le regole. Se non l’ho fatto io, nonostante abbia voglia come tutti di tornare ad abbracciare i miei nipotini, è stato per evitare polemiche dei moralisti contro di me“.

Covid, Scanzi si vaccina da “riservista”: il caso

In seguito al clamore della vicenda l’Azienda sanitaria sta effettuando una verifica interna e anche il governatore della Toscana Eugenio Giani ha comunicato di volere aprire un’istruttoria sul meccanismo dei “panchinari” del vaccino. Sul caso, inoltre, la procura di Arezzo ha aperto un fascicolo conoscitivo, senza ipotesi di reato, per accertare che siano state rispettate tutte le procedure.

Il diretto interessato non si pente di nulla e con altri post su Facebook rivendica la sua scelta: “In un paese normale dovrebbero ringraziarmi per quello che ho fatto”

“Di polemiche ne ho affrontate tante, quasi tutte divertendomi. A volte avevo ragione, a volte avevo torto. Questa polemica sulla mia vaccinazione non mi diverte. Per niente. Mi offende, mi ferisce, mi fa incazz… Oltrepassa qualsiasi forma di disonestà intellettuale”, scrive Scanzi.

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